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sabato 28 gennaio 2017

Hanno detto ... ...

GAD LERNER, giornalista
Da ebreo provo allarme quando vedo un presidente razzista discriminare i musulmani nei visti d'ingresso Usa.
La storia si ripete?

FERRUCCIO DE BORTOLI, già direttore del Corriere della Sera
Non correggere i conti può dare qualche vantaggio politico a breve ma il costo reale per il Paese sarebbe più pesante di quel 0,2 per cento.

BEPPE SEVERGNINI, giornalista del Corriere della Sera
La vedo così, Serenella. Il populismo – minuscolo – non è politica al servizio del popolo. E’ politica che si adegua a ogni nostro istinto, rinunciando a proporre, suggerire, guidare, ammonire. Preferisce indurre in tentazione e assolvere ogni peccato. Il leader populista è un follower, non è un leader. L’ho scritto sul ‘Corriere’ qualche giorno fa: se l’elettorato chiede cose rischiose, il Trump di turno gliele concede. Se la maggioranza cede al rancore, non fa nulla per impedirlo. Se la nazione diventa aggressiva, non cerca di calmarla: tende ad assecondarla. 
I nuovi tribuni investono sulla paura. Se c’è, la sfruttano; se non c’è, la creano.
Un leader coraggioso deve rischiare l’impopolarità. Ma il leader populista non ha coraggio. E’ un insicuro che abdica al suo ruolo e s’affida all’umore prevalente. 

ENZO BIANCO, sindaco di Catania
 "Una delle più importanti emergenze affrontate in questa città nel momento in cui sono diventato sindaco è stata la legalità. Catania, negli ultimi anni, aveva visto sempre più intrecci tra interessi privati e criminali, e io ho operato con tutta la determinazione contro questo".

ROHANI, presidente Iran
 "Oggi è tempo di riconciliazione e convivenza, non di erigere muri tra le nazioni"

IGNAZIO VISCO, governatore della Banca d'Italia
"Stabilità e avanti con le riforme, non ci sono scorciatoie"
"Le conseguenze di un aumento dell'incertezza circa la determinazione politica nel perseguire un'indispensabile strategia di ammodernamento non vanno sottovalutate".