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giovedì 23 novembre 2017

Messina. Bufera giudiziaria che coinvolge il baby deputato FI Luigi Genovese eletto con con quasi 18.000 preferenze

I finanzieri del Comando Provinciale di Messina, nell'ambito di un'inchiesta sul riciclaggio, hanno proceduto all'esecuzione del sequestro di società di capitali, conti correnti, beni mobili ed immobili, ed azioni riconducibili al deputato Francantonio Genovese, al figlio Luigi, appena eletto all'Ars, ed ai suoi più stretti familiari. 
Le indagini hanno inizialmente consentito di trovare fondi esteri per un ammontare pari ad oltre 16 milioni di euro, schermati da una polizza accesa attraverso un conto svizzero presso la società Credit Suisse Bermuda.
Lo stesso Luigi Genovese, 21 anni, recordman di preferenze alle ultime regionali siciliane, eletto nelle file di Forza Italia, figlio dell'ex deputato e già Segretario Regionale del P.D.  Francantonio, condannato a 11 anni per corruzione, è indagato per riciclaggio di denaro. 

La Sinistra che non c'è. Il modello di società liberista non ha plasmato solamente l'economia ma pure ...

Sul piano prettamente politico,
economico e forse culturale le elite liberiste 
hanno consegnato le chiavi della Storia alla
Cina.


Viaggiamo nel terzo millennio. Non v'è dubbio che la "ragione" si è affermata vittoriosa dopo precedenti millenni di cattive prove dei "miti".
Eppure non riusciamo ad intravedere un più solidale ordine dei valori su cui in grande maggioranza concordare.
Se ci giriamo attorno non cogliamo altro che egoismo dalle mille sfaccettature: razziale, xenofobo, sociale, individuale. Nessuno, proprio nessuno ne esce esente da questo moderno egocentrismo.
L'egoismo ha raggiunto livelli secondo cui ciascuno vive di sé stesso e vive immerso solamente in questo presente; tutto il passato, la Storia e l'esperienza trascorsa non possiedono più alcun valore. 

La nostra società è divenuta tanto egoista al punto che si adopera a sottrarre al futuro tutto quanto oggi ci appare godibile.
Il governo degli italiani, composto da gente che in buona parte è andata all'Università (tranne la ministra della pubblica istruzione che pare sappia qualcosa sugli asili) è tanto miope, o meglio tanto egoista, che sta accumulando montagne e montagne di debiti nella convinzione che i nostri figli e nipoti devono vendere se stessi per pagare le conseguenze prodotte dai contemporanei dei Berlusconi, Renzi, e dei loro soci.
Ci arrabbiamo se i tedeschi, l'Unione Europea o il Fondo Monetario ci ricordano che il precipizio non è lontano.

I demografi ci ricordano che la stessa inarrestabile contrazione delle nascite ha un inevitabile significato: l'egoismo. Non vogliamo più spenderci per gli altri, per crescere altri da noi. Non vogliamo né sposarci né avere figli.
I politologi osservano che il paese dell'Occidente, l'Italia, dove insisteva la Sinistra più significativa dell'Europa, col più forte partito comunista al di qua del muro, un solido partito socialista ed una sinistra di cultura illuminista ed azionista oggi è privo di una pur piccola forza di Sinistra che in quanto tale sia "aperta e solidale" verso tutti gli esseri umani, soprattutto gli sfortunati.

Viviamo del presente. Siamo chiusi in un egoismo fine a se stesso.

mercoledì 22 novembre 2017

Mafia. Si riuniscono in un ristorante e decidono chi saranno i capi della cosca

La mafia di città: Palermo
(Santa Maria di Gesù)


La riunione è stata convocata in un ristorante per scegliere i nuovi vertici. 
Nel corso della cena venne deciso che il capo della famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù sarebbe stato Giuseppe Greco. A sancirlo sono le indagine del Ros che ha arrestato 27 persone per mafia.

    Al summit erano in 12 uomini d'onore.
Giuseppe Greco è stato confermato reggente mentre Natale Giuseppe Gambino e Gaetano Messina rispettivamente sottocapo e consigliere.
    La carica di capodecina è stata affidata a Francesco Pedalino e Mario Taormina. 
Antonino Profeta, pur in assenza di un incarico formale, ha partecipato alla cena di lavoro in qualità di rappresentante di Greco.
Dall'indagine del Ros emerge che le estorsioni sul territorio continuano a tappeto e che le vittime non denunciano.

 E' quanto hanno scoperto gli inquirenti che all'alba di ieri hanno arrestato 27 persone per associazione mafiosa ed estorsioni.

Pietro Gullo. Per la dignità dell'uomo









Sono passati quindici giorni. E sono quattro

L'on.le Savona, eletto all'Ars pochi giorni fa, per il gruppo di Forza Italia è indagato dalla Procura (assieme alla moglie) per truffa e appropriazione indebita mediante una serie di transazioni immobiliari "fittizie", "fatte all'unico scopo di farsi consegnare somme di denaro in contanti".

Il deputato si dichiara sereno, si tratterebbe di una montatura ai suoi danni.

In appena quindici giorni dalle elezioni sono già 15 i neo parlamentari di Sala d'Ercole indagati dalla Magistratura.


Mamma Regione. Strumento istituzionale o ... abbeveratoio ?

L'Assemblea Regionale ha chiuso i battenti il 20 settembre. Da quella data è di fatto iniziata la campagna elettorale per eleggere i nuovi deputati. Da quella data non c'è più stata attività d'Aula e sono iniziati all'interno di Sala d'Ercole i lavori degli artigiani (falegnami, muratori, etc.) per le ordinarie attività manutentive e di pulizia.
Eppure !!!

Si, è proprio così !
La Ragioneria di Palazzo dei Normanni ha staccato (dal 20 settembre) gli assegni superiori a €. 20mila a ciascuno dei vecchi deputati per ben due mensilità.
Nessuno di loro ha svolto attività pubblica per la società civile: c'è stato chi è partito per le immeritate ferie e ancora non è tornato, chi si è tuffato nella campagna elettorale per provare a rinnovare il parassitismo ben coltivato per ulteriori cinque anni, chi si è dedicato agli affari privati e chi ha studiato col proprio commercialista come impiegare il gruzzoletto acquisito (immeritatamente) nei cinque anni durante i quali ha preso per i fondelli i siciliani. 
Eppure anche in questi due mesi i 90 hanno riscosso due assegni pro-capite di 20mila euro al mese.

Ormai la politica è questione di interesse personale, o bene che vada, di nucleo familiare.

Abbiamo fatto con questo scritto populismo ?
No. Abbiamo giudicato cinque anni di inconcludenza e di parassitismo. Cinque anni portati fino alla fine con lo stesso stile: ingannare cinque milioni di siciliani.

Precisiamo: è tutto legale. Legale grazie a normative di rilievo costituzionale. 
Ma non tutto ciò che le leggi degli uomini prevedono corrisponde alla coscienza della grande maggioranza degli uomini, alla luce dei risultati finali.

martedì 21 novembre 2017

Zef Chiaramonte: nel dialogo più chiara è l’identità dei dialoganti, maggiori saranno i frutti dell’intesa.

          a OTTONE I, primo re della Grecia, gli alunni del Collegio Greco

L’amico VIRGILIO AVATO, in ex Alunni del Collegio Greco, recupera un articolo di un giornale greco dal titolo “GLI ALUNNI DEL COLLEGIO GRECO [si rivolgono] AL RE OTTONE.
Si tratta di Ottone I (1815-1867), re di Grecia dal 1832 al 1862.
Come si vede, la sua data di morte non coincide con la data di cessazione del servizio regale.
Infatti, spacciata la Repubblica capeggiata da Capodistria, le grandi potenze imposero alla Grecia una monarchia e, nel 1832/33, assegnarono il nuovo regno al principe di casa Wittesbach, Ottone di Baviera.
Il quale, per aver privilegiato la camarilla bavarese nelle principali leve del potere, provocò lo scontento delle classi dirigenti greche, tagliate fuori dalla direzione politica del paese.
Così, una prima rivolta dei militari nel 1843, costrinse Ottone a concedere una costituzione che non fu mai applicata, mentre una seconda insurrezione, nel 1862, lo costrinse ad abdicare.
A questo personaggio, dimentico delle aspre lotte che il popolo greco – con al centro tanti valorosi capi arvaniti – aveva sostenuto per l’indipendenza dai turchi ottomani, si rivolgevano gli alunni del Pontificio Collegio Greco per avere protezione.
Da chi? Da cosa?
È risaputo che italo-greci e italo-albanesi, non potevano contare su molti appoggi per la loro sopravvivenza.
La stessa Santa Sede usò una politica diversa per i due gruppi.
Per i primi fu decretata la latinizzazione. Già stati assegnati a Costantinopoli con la crisi iconoclasta, insieme all’Illirico, essi tornavano al Patriarcato romano con la reconquista normanna. Conferito il titolo regio ai Normanni, il Papa li ingaggiava a “normalizzare” la situazione degli Italo-Greci.
Per i secondi, invece, la S. Sede usò una politica diametralmente opposta, spesso scontrandosi con i signori feudali e i vescovi latini nei cui territori si erano stanziati gli Arbëreshë.
Nella sua inesauribile sagacia politico-religiosa, la Sede romana proteggeva le comunità italo-albanesi di rito bizantino (molti continuano a chiamarlo “greco”) perché non aveva mai cessato di sognare l’unità dei Cristiani e la sconfitta degli Ottomani, ritenuti allora il male assoluto.
Fu, quindi, normale che venuta a libertà la Grecia, essa venisse vista come una vittoria del Cristianesimo sull’Islam e si appuntasse su di essa il desiderio di riscatto delle minoranze religiose di tradizione bizantina (molti continuano a dire “greca”) sparse in Italia e altrove.
Ma la tradizione bizantina (molti continuano a chiamarla “greca”) degli Arbëreshë non li fa greci e neppure le suppliche rivolte a Ottone I di Grecia anche dagli alunni arbëreshë del Collegio Greco li trasforma, per incanto, da arbërori a elleni.
Nihil novi! Non si rivolgevano agli Czar di Russia tanti nostri papades ( ne cito uno: papas Giuseppe Musacchia +1910) ogni qualvolta si avevano screzi con gli Ordinari latini?
Infine:
- una considerazione: la legge italiana di salvaguardia delle Minoranze linguistiche è equamente estesa a “greci” e “albanesi” , due distinti gruppi linguistici storici;
- una domanda: che interesse ha il buon VIRGILIO AVATO a negare la lapalissiana evidenza che, nel gergo ecclesiastico di una volta, “greco”, oggi bizantino, è in opposizione a “latino” e pertanto, la grande famiglia bizantina ammette greci, ciprioti, serbi, montenegrini, rumeni, russi, arabo-melchiti, albanesi … e Arbëreshë, ognuno con la propria identità etnica e linguistica?
- un richiamo al Concilio: nel dialogo ecumenico, più chiara è l’identità dei dialoganti, maggiori saranno i frutti dell’intesa.
Non sarà appiattendosi, peggio mimetizzandosi su una vaga grecità “avatiana” o su una riaccesa latinità “gallariana” che la nostra piccola, ma gloriosa CHIESA ABRËRESHE raccoglierà frutti ad maiorem Dei gloriam et ad unitatem christianorum fovendam.


Palermo, 21.11.2017 
 zef chiaramonte

Politica pusillanime. Classi politiche inconcludenti: la scelta della sede dell'Agenzia europea del farmaco

 L'Ema, l'Agenzia europea per il farmaco che dovrà 
lasciare Londra per la Brexit, sarà ospitata da 
Amsterdam. A deciderlo è stato il sorteggio 
effettuato a Bruxelles dopo che al ballottaggio 
finale, al terzo turno, Milano e Amsterdam avevano 
ricevuto gli stessi voti.

Non bisogna essere professori di Università per sapere che ogni decisione presuppone e comporta una assunzione di responsabilità.
L'avere usato il sorteggio e l'uso della monetina per individuare la sede dell'Agenzia europea del farmaco è l'emblema di una Europa pusillanime ed inconcludente.
La politica è l'arte del sapere scegliere.
I politici veri, quelli che sanno cosa sia la politica, non tirano a sorte.

Regione Sicilia. In attesa del debutto della nuova squadra d governo di centro-destra.

A fissare la data della prima seduta dell'ARS sarà il Presidente della Regione Nello Musumeci entro venti giorni dall'ultima proclamazione dei settanta  neo deputati.
La prima seduta dell'Ars sarà presieduta dal deputato più anziano, Alfio Papale di Forza Italia, sessantaseienne. Faranno da segretari della seduta i due deputati più giovani Luigi Genovese, ventunenne di Forza Italia ed Elena Pagani, ventiseienne del M5S.

La prima seduta sarà dedicata all'elezione del Presidente dell'Assemblea, carica a cui aspira Gianfranco Miccichè, plenipotenziario di Berlusconi in Sicila. Seguirà quindi l'elezione dell'Ufficio di Presidenza.

domenica 19 novembre 2017

Hanno detto ... ...

ROBERTO SPERANZA, esponente Mpd

“Penso che Renzi sia un nome del passato e non un nome del futuro”
 “i mille giorni di governo, non sono altro che la variante italiane degli errori commessi dal centro sinistra commessi nel mondo negli ultimi anni. Questi mille giorni e il renzismo sono stati la variante italiana, pasticciata e con il solito surplus di arroganza, di una prospettiva del centro sinistra italiano che si crede vincente solo se imita la destra. Dobbiamo uscire dal teatrino di questi giorni”

PIER LUIGI BERSANI, esponente Mpd
“La Sinistra deve chiedersi come mai perde il treno. Non dò per scontato niente ma non ho visto nel Pd una sincera riflessione su nulla”, 
“Secondo me sottovalutano la situazione e il perché un pezzo di popolo se ne e andato. Io lascio aperta la porta pero bisogna leggere la legge elettorale: non vince nessuno, ci si ritrova comunque in parlamento”.

LAURA BOLDRINI, presidente della Camera dei Deputati
Per tornare a vivere tutti meglio dobbiamo riaffermare il valore dello stare insieme, tornare alla politica del “noi” e abbandonare quella dell’ “io”,

SERGIO ROMANO,  storico, scrittore, giornalista e diplomatico italiano.
"Il mondo si è parecchio abbassato nella qualità: di pensiero, di giudizio, di comportamento".

Borgo Pizzillo. Da due anni privo di erogazione idrica.

Il 2 Novembre u.s. abbiamo telefonicamente sollecitato il Sindaco di Contessa a chiarire pubblicamente, su questo Blog o su altri mezzi di informazione collettiva, le ragioni che impediscono al Comune di somministrare mediante la condotta idrica (o altra modalità) l'acqua potabile alla Comunità Trinità della Pace che risiede in b.g Pizzillo.
Si tratta di un disservizio che si protrae da oltre un biennio.

Ci fu assicurata una risposta di chiarimento. Ma ad oggi ... nulla risulta pervenuta.


Pietro Gullo. Per la dignità dell'uomo









sabato 18 novembre 2017

Corleone. Nello stesso cimitero si ritroveranno Riina, Liggio, Navarra e Provenzano

Accanto al gotha della mafia corleonese del dopoguerra c'è però a controbilanciare quelle figure l'urna coi resti di Placido Rizzotto, il sindacalista socialista ucciso nel '48 da Luciano Liggio e i cui resti furono recuperati nel 2009 negli anfratti del cimitero di mafia a Rocca Busambra.  
Sempre in quel cimitero è rievocata quella che fu la sepoltura di Bernardino Verro (sindaco socialista ucciso pure lui dalla mafia). 

Il dibattito politico. Il Pd deve ancora diventare di Sinistra

A proposito di quanto riportato su C'era la Sinistra, ... ci viene inviato il ritaglio che volentieri pubblichiamo.


Da leggere


C'era la Sinistra. Fassino dovrebbe riunire ciò che è impossibile

Dal dopoguerra ad oggi, la sinistra è apparsa tanto incarognita e tanto divisa come lo è adesso solamente quando ci fu da mettere sulla graticola e distruggere Craxi; da allora iniziò comunque per la  Sinistra la logica autolesionista: “Mors tua vita mea” che dura tutt'ora.

In questi giorni a seguire giornali e la tv si assiste all‘identico spettacolo. 
Il Rosatellum impone ob torto collo accordi di coalizione elettorale; ma ormai l‘odio e l‘avversione attraversano da un capo all‘altro la fu Sinistra
Il tentativo di rimettere insieme i cocci della sinistra affidato da Renzi a Fassino non sortisce e non potrà sortire alcun effetto.
Fassino -per intanto- è l’uomo sbagliato nel posto sbagliato nel momento sbagliato: esprime la sintesi degli errori passati e presenti del Partito democratico (e dei partiti fondatori del Pd) e delle stesse componenti che oggi si pongono a sinistra: una leadership di cartapesta di fatto al servizio di Renzi. Poi egli si sta muovendo privo di contenuti politico-programmatici.

 Oramai le aggregazioni di Sinistra sono tutte nemiche giurate di Renzi e del renzismo. I loro elettori preferiscono l‘astensionismo dalle urne, oppure -addirittura- l‘approdo nel M5S piuttosto che vedere Renzi ancora in sella. 
Non solo.
L‘accordo è impossibile peraltro in quanto il prossimo governo dovrà per forza di cose essere di coalizione fra Centro-Sinistra e Centro-Destra ed è più che evidente che la Sinistra-Sinistra non appoggerà mai una coalizione Renzi-Berlusconi.
Mischiare il diavolo con l’acqua santa, non è l‘ideale delle frange di Sinistra.

L‘impossibile missione di Fassino la possiamo leggere come il gioco del “cerino in mano” utile per cercare “capri espiatori” e scaricare nel corso della campagna elettorale le responsabilità della pesante disfatta dell‘intera Sinistra su ... altri.
L’allegra compagnia della fu Sinistra s’avvia in una campagna elettorale decisiva con idee strategie e mezzi pari alla campagna di Russia mussoliniana. Una disfatta annunciata, un massacro, in questo caso -fortunatamente- “solo” elettorale.
Al voto, il Pd renziano correrà da solo o con qualche alleato di bandiera (i radicali della Bonino, i socialisti di Nencini e i riformisti di Pisapia). 
Un Pd ridimensionato elettoralmente ma decisivo nei giochi parlamentari per nuove maggioranze e nuovi governi, con Matteo al centro del gioco, potrà forse sopravvivere. A meno che il Centro-Destra da solo non raggiunga il 40%; in questa ipotesi sarà il tracollo di Renzi e di tutta la Sinistra, quella amica e quella del rancore.
La campagna elettorale sarà certamente velenosa con il Paese avvitato su se stesso, fuori dal treno della ripresa internazionale; con gli italiani più divisi-delusi disorientati e pronti con l’assenteismo dalle urne a “farla pagare a tutti”.
L’inverno “glaciale” è alle porte e gela le speranze di chi pensa a una sinistra rinsavita e a un ulteriore centrosinistra di governo. 

Hanno detto ... ...

 PIETRO GRASSO, Presidente del Senato della Repubblica, ex magistrato
La pietà davanti alla morte non fa dimenticare ciò che si è stati in vita. Le mani di Riina sono macchiate del sangue dei migliori uomini dello Stato e della società civile. Non ha mai collaborato ma noi non smetteremo di cercare fino in fondo la verità. Mai.

GIUSEPPE COSTANZA autista del giudice Giovanni Falcone e unico sopravvissuto alla strage di Capaci,
 "Cerchiamo di ridimensionare  la figura di questo signore. Mettiamolo all'angolo. Non merita altro per quello che è stato e per quello che ha fatto. 
E se ne vada in silenzio con tutti i suoi segreti".

ENZO BIANCHI, già priore di Bose
Più facciamo silenzio in noi e fuori di noi più diventiamo capaci di ascoltare e più ascoltiamo gli altri e ogni creatura che ha voce più diventiamo capaci a parlare

ANNALISA CHIRICOPresidente di Fino a prova contraria,
Riina, il ‘capo dei capi’ di Corleone che si vantava dell’assassinio di Falcone (gli ho fatto fare la fine del tonno’), non si è mai pentito e al compagno galeotto confidava il fastidio per essere descritto come un ‘pupo’, un burattino, nelle mani di forze occulte annidate dentro lo stato. Riina si è congedato da questo mondo circondato dall’équipe di medici e infermieri che non hanno mai smesso di prendersi cura di lui, i congiunti più stretti lo hanno raggiunto al capezzale per l’estremo saluto. Uno stato di diritto concede una morte pietosa anche a chi ha deciso, senza alcun sentimento di pietà, di far cessare la vita degli altri. La giustizia non è vendetta.
MARIA FALCONE, sorella del giudice assassinato dalla mafia
"Non gioisco per la sua morte, ma non posso perdonarlo. Come mi insegna la mia religione avrei potuto concedergli il perdono se si fosse pentito, ma da lui nessun segno di redenzione  mai arrivato". 
"Per quello che  è stato il suo percorso mi pare evidente che non abbia mai mostrato segni di pentimento", 
"Basta ricordare le recenti intercettazioni in cui gioiva della morte di Giovanni Falcone", riferendosi alle conversazioni registrate in carcere tra Riina e un compagno di detenzione in cui il capomafia rideva ricordando di aver fatto fare al magistrato "la fine del tonno". 

Regione Sicilia. In attesa delle prime mosse che compiranno i nuovi inquilini

Si è già insediato questa mattina al posto di Rosario Crocetta il nuovo Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci.
L'Assemblea di Palazzo dei Normanni si insedierà invece l'11 dicembre ed il primo adempimento dovrebbe essere l'elezione del Presidente dell'assemblea, nella persona -si dice in giro- di Gianfranco Miccichè.

Quali i primi adempimenti che stanno di fronte ai nuovi eletti ?
Sicuramente da sempre ci sono quei nodi che Crocetta non ha mai osato affrontare e che proprio per la sua personale inconcludenza ha reso non credibile non solo la sua parte partitica (la Sinistra storica) ma l'intero assetto politico:
--il lavoro
--il comparto della formazione
--la sanità (divenuta carrozzone che non serve al fine)
--rivedere i "privileggi" della casta.
Musumeci subito dopo la sua elezione ebbe a dire: "Mio preliminare compito sarà di recuperare alla politica quell'oltre 50% di siciliani che non si sono recati alle urne".
Vedremo e giudicheremo dalle prime mosse.

venerdì 17 novembre 2017

Contessa Entellina. Il Vescovo cattolico-romano di Scutari (Albania) in visita nelle Parrocchie dell'Eparchia

L'ArciVescovo della città di Scutari, in Albania, da alcuni giorni è in visita nelle parrocchie dell'Eparchia di Piana degli Albanesi. E' già stato a Mezzojuso e nella serata di oggi ha celebrato messa nella Chiesa della Madonna della Favara di Contessa Entellina con i parroci e sacerdoti locali (Pàpàs Nicola Cuccia, padre Giorgio Ilardi, papàs Sepa Borzì, padre Pietro Gullo, diacono Luciano ed altri sacerdoti venuti da Piana).

L'ArciVescovo Angelo Massafra è italiano, delle Puglie, assieme ad altri religiosi contribuisce alla ripresa del Cristianesimo nel paese delle Aquile dopo l'esperienza ateistica attraversata da quel paese.
L'arcidiocesi di Scutari-Pult (in latinoArchidioecesis Scodrensis-Pulatensis), nel Nord Albania, è sede metropolitana della Chiesa cattolica. Nel 2014 contava 166.700 battezzati su 238.000 abitanti.Il territorio è suddiviso in 40 parrocchie.

Avviene in Libia. Esseri umani venduti all'asta all'uscio di casa nostra

Il governo italiano era perfettamente consapevole che la Libia non era in condizione di vigilare, gestire, umanizzare i siti dei migranti colà bloccati. 
Era evidente sin da quando tutti si sono messi a lodare il Ministro Minniti che un paese con due governi, quale è la Libia, con decine di tribù, con la guerra da condurre al terrorismo, con le bande dei traghettatori  assoldati per il lavoro sporco, non prometteva nulla di buono per il trattamento umano nei confronti dei migranti neri.

In Libia i migranti vengono infatti bloccati ma sono tenuti come in una grande e sudicia prigione dove si svolgono veri e propri mercati di vendita e acquisto degli uomini. Esseri umani venduti all'asta al maggiore offerente.
Il Governo italiano non può assumersi la responsabilità di finanziare simili iniziative che contrastano con i diritti dell'uomo. L'Europa non può ancora tirarsi indietro e l'ONU non può far ancora finta di niente.

La corruzione come fatto culturale. Vivere secondo modelli di dipendenza.

Se si tratta di “servizi pubblici” (assistenza, sanità, uffici pubblici, istruzione) dovrebbero -in linea generale- essere gratuiti. 
In Sicilia non è detto che debbano esserlo, però.
La pratica di richiedere il pagamento (il pizzo) per servizi che la Gazzetta Ufficiale definisce gratuiti, in Sicilia, investirebbe secondo alcune ricerche (Istat) quasi l’8% delle famiglie. 
Il pizzo in genere viene pagato a pubblici ufficiali, medici, impiegati etc. e non è detto che venga esternato in richieste esplicite di denaro. Spesso il servizio –che avrebbe dovuto essere gratuito- viene ricambiato spontaneamente con “regali”, favori, lavori gratuiti. La nostra legislazione non intravede in questi “ricambi” gli elementi costitutivi della c-o-r-r-u-z-i-o-n-e;  però lì vicini siamo se l’utente sente dentro di se quasi il dovere di … doversi sdebitare. 
Questa è e resta in ogni caso una pratica corruttiva.

La Regione dove queste pratiche di … sottile corruzioni sono più in auge è il Lazio: lì vivono gli uomini più corrotti che influenzano la vita dell’intero Paese. 
In Sicilia le famiglie coinvolte sono in linea con quell’8% che è il dato di media nazionale.
I corrotti che chiedono o fanno intendere di voler essere pagati generalmente operano nei settori “lavoro”, “sanità”, “pubblica amministrazione”. 
A volte gli utenti sono tanto abituati a pagare che versano senza ricevere alcun impulso esterno: “si sa che tutto funziona … così”.   

La corruzione ha raggiunto ormai il livello massimo: è –praticamente- divenuto un “dato culturale” del nostro Paese. 

Mafia. Quella cultura diffusa nella Sicilia di un tempo e in quella di oggi che però è dilagata ormai e tuttora molto oltre lo Stretto

Toto Riina, l'umo che per lungo tempo è stato il corleonese, è morto nel reparto detenuti del carcere di Parma nelle prime ore di questa mattina. Già a 18 anni era stato per la prima volta in carcere con l'accusa di omicidio di un coetaneo, durante una rissa, per cui venne condannato a 12 anni. 
Era nato a Corleone il 16 novembre del 1930 da un famiglia di contadini. Ad immetterlo nell'organizzazione mafiosa è stato il concittadino Luciano Liggio, dopo che era uscito dal carcere, nel 1956. 
Un uomo ?
No, un uomo feroce.
Nel 1958 eliminano il medico-boss di Corleone Michele Navarra e assumono la guida della Mafia locale insieme a Bernardo Provenzano. Nel 1963 Riina viene arrestato, ma già nel 1969 è fuori per insufficienza di prove. Viene quindi mandato fuori dalla Sicilia -al soggiorno obbligato-, ma non lascerà mai la Sicilia scegliendo una latitanza di oltre 20 anni.
Da ricercato si è dedicato alla sistematica eliminazione dei nemici: nel 1969, con Provenzano e altri uomini d'onore, uccide a colpi di mitra il boss Michele Cavataio e altri quattro picciotti in quella che per le cronache diventerà la strage di viale Lazio
Nel 1971 spara contro il procuratore di Palermo Pietro Scaglione. Ma gli omicidi a lui riferiti sono been di più di un centinaio e  26 sono gli ergastoli a cui è stato condannato.
I primi delitti politici dell'isola risalgono a lui: l'ex segretario provinciale della dc Michele Reina e il presidente della Regione Piersanti Mattarella. 
Quando Liggio viene arrestato è lui a prendere il suo posto nel triumvirato mafioso assieme a Stefano Bontate e Tano Badalamenti. Negli anni 80  il suo ruolo assieme ai suoi uomini fidati, i viddani, i villani di Corleone che hanno sfidato la mafia della città, diventa indiscusso. 
Soldi, droga, appalti e speculazione edilizia diventano i pilastri del suo dominio che si regge, in maniera indiscussa a colpi di omicidi eclatanti e di lupare bianche.
Riina, la belva, come lo chiama il suo referente politico Vito Ciancimino, ex sindaco mafioso democristiano di Palermo e uomo del sacco edilizio, è spietato. Condannato in contumacia all'ergastolo durante il "maxiprocesso", viene inchiodato dalle rivelazioni dei primo pentito di rango, Tommaso Buscetta.
Reina  si vendica facendogli uccidere undici parenti. Quando il maxi diventa definitivo Riina dichiara guerra allo Stato. Cadono i giudici Falcone e Borsellino, a cui si doveva il maxiprocesso. Ma la lista di chi andava eliminato era lunga e contava anche i politici che, secondo il boss, non avevano rispettato i patti. Inizia la stagione delle stragi che il capo dei capi vuole nonostante non tutti in Cosa nostra siano d'accordo. 
--Il 12 marzo muore Salvo Lima, proconsole andreottiano in Sicilia. 
--Il 23 maggio e il 19 luglio del 1992 i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. 
--Il 15 gennaio del 1993 i carabinieri del Ros lo arrestano dopo 24 anni di latitanza. 
La moglie, Ninetta Bagarella che ha trascorso con lui tutta la vita, torna a Corleone con i quattro figli, Lucia, Concetta, Giovanni e Giuseppe Salvatore, tutti nati in una delle migliori cliniche private di Palermo. La latitanza della famiglia era trascorsa indisturbata in una villa degli imprenditori mafiosi Sansone, a due passi dalla circonvallazione. 
Sulla cattura del capo dei capi gravano molte ombre: a tratteggiarle sono gli stessi magistrati che dal 2012 lo processano per la cosiddetta trattativa Stato-mafia in cui il boss avrebbe avuto, almeno inizialmente un ruolo. 
Sarebbe stato Bernardo Provenzano, più moderato e, dicono i pentiti, contrario all'attacco allo Stato, a venderlo ai carabinieri barattando la sua impunità. 
Ormai, con la morte del boss, molti misteri resteranno per sempre tali. Riina non ha mai mostrato in vita alcun segno di redenzione. 

giovedì 16 novembre 2017

Su La Sicilia. La Sfida degli esclusi da Palazzo dei Normanni

·          Politica
Il piano degli esclusi fra ira e carte bollate: «Nulli 340mila voti, un terremoto all'Ars»
16/11/2017 -
di Mario Barresi
Ecco chi intende fare ricorso contro la mancata elezione. E tra loro nasce la «chat dei trombati»

Catania. Qualcuno dei diretti interessati, con encomiabile autoironia, l’ha già ribattezzata «la chat dei trombati speranzosi». Uno scambio frenetico di pareri legali e di atti recuperati fra Corti d’appello e uffici circoscrizionali. Con un obiettivo: «Vogliamo riscrivere il risultato delle Regionali, premiando chi ha rispettato le regole».
Il battagliero Enzo Vinciullo scandisce i tempi: «Stiamo facendo un comitato. C’è anche il nome: siamo indecisi fra “per il voto legale” e “rispettoso della legge”, vedremo...». Questione di sfumature. Perché la posta in palio è altissima. «Estromettere tutti i candidati all’Ars che non hanno rispettato la legge Severino». Con un effetto collaterale già pregustato: «Ridisegneremo la mappa di Sala d’Ercole», minaccia il deputato regionale uscente di Ap, non rientrante (nonostante le sue quasi settemila preferenze a Siracusa) perché gli alfaniani non hanno superato la soglia di sbarramento del 5%.
Dagli impresentabili siamo arrivati agli incandidabili ex post. Una raffica di ricorsi (già depositato quello di Giacomo Scala, non eletto con Sicilia Futura a Trapani) sulle presunte irregolarità nella presentazione delle candidature. E in particolare nelle autocertificazioni sulle cause di incompatibilità previste dalla legge 235/2012, la cosiddetta Severino. «In questa norma - è la tesi dei ricorrenti, rilanciata da Vinciullo - all’articolo 17 si abroga l’articolo 15 della legge 55/1990 sulla quale invece è basata la documentazione chiesta ai candidati all’Ars». Un’incongruenza favorita, com’è risaputo, dai moduli forniti dall’Ufficio elettorale della Regione, che già a ottobre aveva chiarito che «sono conformi alla legge regionale 29/1951», poiché «non potevamo fare riferimento che alla norma regionale anche se non è stata adeguata alla legge Severino».
Ma i mancati deputati regionali non sentono ragioni. «Dopo Scala, tanti altri sono andati dall’avvocato per presentare ricorso, io lo farò domani», conferma Vinciullo. In ballo il catanese Marco Forzese (il più votato in Ap-Centristi) e il suo “gemello” palermitano Francesco Scarpinato, ma anche i messinesi Giuseppe Picciolo (di Sicilia Futura, orfana di seggio nel collegio) e Pippo Laccoto (primo dei non eletti nel Pd). Ma la lista dei «colleghi interessati all’argomento, con i quali siamo in contatto» è ancora più lunga: dal siracusano Nicky Paci (primo nell’Udc) ai dem Angelo Villari, Pippo Digiacomo e Giovanni Panepinto (primi dei non eletti rispettivamente a Catania, Ragusa e Agrigento), fino agli agrigentini Totò Cascio (Sicilia Futura) e Salvatore Iacolino (Udc). Fra gli «interessati» anche Nino Germanà, deputato regionale uscente di Ap, ben piazzato in Forza Italia nella Messina delle 17mila preferenze di Luigi Genovese. «Ma l’elenco si allunga di ora in ora. Siamo decine», gongola Vinciullo.
L’interesse che accomuna politici con storie e latitudini diverse è chiaro: «Annullando i voti dei candidati irregolari - dettaglia Vinciullo - succederebbero due cose. Si redistribuirebbero le percentuali delle liste a livello regionale e quindi Ap supererebbe il quorum. Ma, con l’esclusione dei voti di intere liste e di centinaia di candidati, cambierebbe la distribuzione dei seggi nei singoli collegi e si aprirebbero degli spazi sia per i partiti che non l’hanno preso, sia per i candidati ben collocati nelle liste con eletti».
Vinciullo gira con una montagna di carte nel bagagliaio dell’auto. «Sono le copie degli accessi agli atti che ha fatto qualcuno, anche se non tutti gli uffici circoscrizionali stanno rispondendo con rapidità e trasparenza. Evidentemente qualcuno non vuole che completiamo i nostri conteggi». E cos’è questa storia? «Già abbiamo una prima stima dei voti da annullare perché presi da candidati non in regola con la Severino: siamo già a quota 340mila. Capisce che significa? Sarà tutto rivoluzionato, la nuova Ars non sarà quella che vorrebbero insediare». Nelle scartoffie del presidente in pectore del comitato degli esclusi c’è anche una mappa che incrocia collegi e liste. Con due elenchi. «Le liste con la certificazione in regola dappertutto sono Pd, Ap, Sicilia Futura, Arcipelago, Lega-FdI, Cento Passi, tranne in una provincia, e #DiventeràBellissima, carente in due province. Ci risulta invece che i grillini non abbiano presentato i certificati adeguati alla Severino in nessun collegio. Le altre? A macchia di leopardo».
Ci spera davvero, Vinciullo. «Sarà un terremoto, fidatevi». Nessun timore di restare delusi? «No, perché i nostri ricorsi sono fondati». Segue metafora esplicativa: «Se 500 persone per partecipare a un concorso compilano un modulo basato su una legge non in vigore che si fa? Si annulla il concorso». Convincente, al di là del parallelismo elezione-concorso, ma non troppo. E allora Vinciullo sfodera il secondo esempio: «Chi vorrebbe entrare all’Ars senza requisti è come uno che entra dal fruttivendolo e pretende di pagare le mele con le vecchie lire anziché con gli euro... Sono stato convincente?».


Hanno detto ... ...

L'Italia è malata:
più la gente soffre i partiti,
più ne nascono.
GIULIETTO CHIESA, giornalista e politico
LA MOSSA DEL CAVALLO 
Giovedì 16 novembre, alle ore 14,30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, si terrà la presentazione del progetto politico “La Mossa del Cavallo”.


Il collasso delle principali forze politiche, l’incostituzionalità della legge elettorale, la crisi economica e sociale che investe lavoratori, pensionati, giovani e famiglie, sono i motivi principali per cui nasce la "Mossa del Cavallo". Ci rivolgiamo, in maniera trasversale, a tutti i cittadini che hanno partecipato al massimo momento di partecipazione democratica degli ultimi anni, il referendum costituzionale che ha sonoramente bocciato la riforma di Matteo Renzi, ma anche a chi ha disertato le urne in Sicilia. 
La "Mossa del Cavallo", e, come suo primo atto, la "Lista del Popolo", nasce perché si è reso ormai indispensabile offrire uno sbocco a tutti i cittadini che non si sentono rappresentati dai partiti ma che sentono la necessità di partecipare alla vita politica per cambiare lo stato delle cose e attuare pienamente la Costituzione, svuotata e aggirata da leggi truffa. 
Alla conferenza stampa parteciperò, fra gli altri, insieme a Antonio Ingroia, l’avvocato Sandro Diotallevi e il generale dei Carabinieri Nicolò Gebbia.

Per informazioni e accrediti contattare Maurizio Sansone 3386124331. Per l'accesso alla Camera dei Deputati è d'obbligo la giacca per gli uomini.

TOMMASO MONTANARI, editorialista, presidente di Libertà e giustizia 

"Il Pd ha distrutto il Paese, io non voterei mai nulla di collegato a quel partito. 
Mdp deve decidere se sceglie noi o loro: non si può sposare la fidanzata mentre si tratta per tornare con l'ex moglie". 
"Se si vuole una lista fatta da aggregazioni di partiti, noi ci chiamiamo fuori. Se si accetta invece di partire dalla società civile, ci siamo". 

E alla notizia della nascita di un altro partito di sinistra fondato da Ingroia, chiamato "La mossa del cavallo", risponde: "La madre dei partiti è sempre incinta".

MATTIA FELTRI, giornalista, scrittore
Bisognerà però riconoscere che siamo un Paese tenace. Il tenace Berlusconi oggi sarà a Porta a Porta a spiegare come ridurrà le tasse. Il tenace Fassino ha telefonato al tenace D’Alema che però intende salvare il Paese da solo, non certo col tenace Renzi, che a sua volta lo salverà ancora più da solo e ancora meglio. Il tenace Fassino in compenso ha incontrato con frutto i tenaci leader dell’Italia dei valori, ormai senza il molto tenace Di Pietro che tornerebbe anche, se solo Pd e Mdp si alleassero e dunque ciccia, malgrado la tenacia. Intanto, ieri sera, il tenace Bersani spiegava a La7 come la politica debba cambiare per cambiare l’Italia.  

Non sarà sfuggito che il tenace Cirino Pomicino sta rifondando la Democrazia cristiana col tenacissimo Mastella ma senza il super tenace Ciriaco De Mita che con certa gente non si mette, ha in mente altro. Attenzione attenzione: torna anche il tenace Ingroia che oggi assieme all’iper tenace Giulietto Chiesa presenta alla Camera un nuovo movimento, si chiamerà La Mossa del Cavallo; prima mossa del cavallo: chiamare i tenaci ragazzi dei Cinque Stelle che nemmeno hanno risposto. Il più tenace di tutti, Umberto Bossi, riflette se candidarsi con Grande Nord. Arrivano segnali di tenacia da Di Maio che esattamente un anno fa diceva «non siamo né filo Usa né filo Russia» e ora dice «siamo fedeli agli Usa, non a Mosca». In chiusura, e in onore dei mille altri tenaci, citeremo giusto il genio della tenacia: Alfano. E’ in questo presepe che ci viene su alla grande il Tavecchio.