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martedì 26 settembre 2017

Le cattedre universitarie. Spartite fra mascalzoni

Entravano in azione per spartirsi la ricca torta delle cattedre universitarie di Diritto Tributario. Un sistema di corruzione per truccare concorsi grazie a un sistema ai limiti del mafioso.  
 
Nel sistema c'era pure l’ex ministro nei governi Prodi e Dini Augusto Fantozzi. Il meccanismo ruotava intorno ad un gioco di favori, il «do ut des», la «logica di scambio», spietate «partite trasversali» e il «prezzo da pagare». 

 Il professor Fantozzi definisce il sistema nelle intercettazioni  «seppure in modo scherzoso, come la “nuova cupola”». Si legge che l’ex ministro  «trova dunque opportuno, se non necessario, che le future abilitazioni siano gestite, non dai commissari di volta in volta nominati, ma “da un gruppo di persone più o meno stabili” da un gruppo di garanzia... uomini di buona volontà oltre che ...qualche, possano stare in una nuova cupola”».  
 
L’obiettivo, è «precostituire le condizioni per far conseguire, in assenza di reale concorrenza, ai propri allievi e o associati i posti di professore ordinario o associato che sarebbero stati successivamente banditi dalle varie università in sede locale per partecipare ai quali costituiva requisito necessario la relativa abilitazione in prima o seconda fascia».  
 
Il candidato Fabio Graziano pur avendo 193 pubblicazioni viene scartato. Funzionano solo spintarelle e corruzione. «Non è che si dice è bravo o non è bravo… Questo è mio, questo è tuo» afferma il professor Pasquale Russo al collega Guglielmo Fransoni, il primo docente di diritto Tributario a Firenze e il secondo ordinario dell’Università di Foggia e componente della commissione del Miur per l’abilitazione scientifica.  
«Qual è il prezzo da pagare? Parliamone…» chiede il 14 aprile 2015 Giuseppe Marino, che dopo aver raccontato a Claudio Sacchetto l’andamento dei lavori della Commissione, lo invita ad incontrare Adriano Di Pietro. Mentre di fronte al ricercatore Philip Laroma, escluso dal concorso e autore della denuncia da cui è partita l’inchiesta, il professor Pasquale Russo esclama: «Che fai ricorso? Però così ti giochi la carriera. Non siamo sul piano del merito, Philip. Smetti di fare l’inglese e fai l’italiano».  
 «Anche io mi son piegato... a certi baratti per poter mandare avanti i miei allievi...», «ero ingenuo all’inizio» ma «la logica universitaria è questa... è un mondo di merda... è un mondo di merda... quindi purtroppo è un do ut des». Un altro docente sentenzia: «I miei principi? Sotto i piedi». Il merito non esiste, anzi si aiuta persino chi viene considerato un incapace. Il professor Giuseppe Cipolla, a proposito di un suo protetto dice: «Qui non c’è nessun merito, ognuno ha i suoi... Tra l’altro dico, vai a leggere pure il mio giudizio che si vede che quello è proprio disgraziato». 
 

lunedì 25 settembre 2017

Corruzione. Se nell'Universita', dove si presume nasca la classe dirigente, funziona cosi ...

Oltre 500 uomini della Guardia di Finanza hanno eseguito in tutta Italia una operazione di polizia giudiziaria, nell’ambito della quale sono stati eseguiti 29 provvedimenti cautelari personali: ai domiciliari sono finiti 7 docenti universitari, mentre altri 22 sono stati interdetti allo svolgimento delle funzioni di professore universitario e di quelle connesse ad ogni altro incarico assegnato in ambito accademico per la durata di dodici mesi.
Tutti sono indagati per reati di corruzione.
L’indagine è partita dal tentativo di alcuni professori universitari di indurre un ricercatore universitario, candidato al concorso per l’abilitazione scientifica nazionale all’insegnamento nel settore del Diritto tributario, a “ritirare” la propria domanda per favorire una terza persona in possesso di un profilo curriculare notevolmente inferiore, promettendogli che si sarebbero adoperati con la competente Commissione giudicatrice per la sua abilitazione in una successiva tornata.

Germania. Sconfitto il centro-sinistra



La Germaniaa e' scivolata a destra e su questo ha pesato -come pesera' pure in Italia- la questione degli immigrati.  E' infatti la demagogia di destra ovunque a nutrirsi del disagio sociale in larghi strati della popolazione, della povertà che esiste ed è grande sotto la crosta luccicante dei consumi nelle grandi città e dietro le cifre degli indicatori economici, delle frustrazioni e del risentimento di quanti si sentono (e sono ) tagliati fuori.


 La destra vince sul terreno della sinistra. E la sinistra sembra pero' incapace di combattere su quel terreno. Non solo la SPD, ma anche la sinistra alla sua sinistra, quella che si ritiene più coerente, più coraggiosa. La Linke e' avanzata di qualche decimo di punto sul risultato di quattro anni fa.  
E' la destra estrema a raccogliere le ragioni di tutti i disagi sociali. La politica liberista non fa male solamente alla Sinistra ma comincia a colpire pure la destra liberale, alla Merkel.
La CDU di Angela Merkel crolla di 8 punti, la SPD precipita nel disastro, col peggior risultato da quando esiste la Repubblica federale, e l’estrema destra di Alternative für Deutschland diventa il terzo partito della Germania e porta nel Bundestag il vento dell’intolleranza e del risentimento, con un risultato che cambia radicalmente lo scenario politico del paese più importante d’Europa. Dalle urne tedesche esce un panorama pieno di incognite e con due sole certezze. La prima è che la groβe Koalition è finita. Lo ha certificato, tre minuti dopo il primo exit-poll, la Ministerpräsidentin socialdemocratica del Meclemburgo Manuela Scheswig, impietosamente spedita in tv a commentare risultati che nelle ultime ore s’era capito sempre più che sarebbero stati disastrosi. All’alleanza degli elefanti con la CDU/CSU la SPD ha sacrificato troppo: non solo programmi ed elettori ma anche la propria anima. Quando Martin Schulz lo ha confermato alla folla che si era raccolta nella Willy-Brandt-Haus la depressione generale s’è sciolta in un’esplosione di applausi. Parevano abbastanza incongrui, considerato il miserevole 20,8% che in quel momento le prime proiezioni indicavano sugli schermi, ma dicevano una cosa chiara: si torna all’opposizione. Con un sentimento di liberazione che era quasi fisicamente percepibile.




La seconda certezza è che c’è una sola coalizione che, spazzata via dal tavolo l’alleanza tra i due partiti (nonostante tutto) più grandi, ciò che è uscito dalle urne rende numericamente possibile. E’ la cosiddetta “coalizione Jamaica” formata dai tre colori della bandiera di quel paese: il nero di CDU/CSU, il giallo dei liberali e il verde dei Verdi. I liberali della FDP tornano nel Bundestag, dopo quattro anni di astinenza perché nel 2013 avevano mancato la soglia fatidica del 5%, e tornano con un buon risultato, intorno al 10%. I Verdi, intorno al 9%, hanno riguadagnato un po’ di quel che avevano perso quattro anni fa.
In queste ore tutti dànno per scontato che si dovrà cominciare da qua. Ma appare un’impresa titanica: i programmi dei liberali e dei Verdi sono uno l’opposto dell’altro in materia economica e sociale. La FDP vuole un radicale abbattimento delle tasse, un’ulteriore flessibilizzazione del mercato del lavoro, sostegni alle imprese e alle esportazioni, una politica europea molto meno accomodante verso i paesi dal debito alto; i Grünen propongono una supertassa sui redditi più alti, misure contro la povertà, più apertura verso l’integrazione europea e misure di condivisione del debito. E dopo la svolta a destra imposta al partito dai nuovi dirigenti liberali capitanati da Christian Lindner neanche delle antiche consonanze sul terreno dei diritti civili c’è più traccia. Pure sul problema dell’accoglienza si capisce già che il dialogo sarà molto difficile. La segretaria generale della FDP Nikola Beer ha già annunciato che il suo partito vuole nuove norme per regolare il diritto di asilo. E che indirizzo dovrebbero avere queste nuove norme appare, purtroppo, abbastanza chiaro.
L’atteggiamento dei liberali di Lindner fa capire quanto e come l’ondata di destra che ha investito la Germania possa condizionare i partiti tradizionali e avvelenare la politica al di là del peso, di per sé già preoccupante (ancora più che altrove in questo paese con la storia che ha), degli estremisti di AfD. Similmente a quanto è accaduto in Francia, nei Paesi Bassi e nel Regno Unito e diversamente, purtroppo, da quanto accade in Italia, l’estremismo di destra qui è isolato politicamente, è al di fuori di ogni ipotesi di alleanza e di dialogo. Ipotesi di coalizione con dentro AfD non vengono neppure indicate nei tabelloni mostrati in tv. È più un pericolo sociale e culturale che politico. E però testimonia che una parte notevole di cittadini tedeschi, qualche milione, ha rotto il tabù che la storia aveva imposto, finora, alla cultura politica della Germania. I dirigenti del partito, Frauke Petry in testa, non sono nazisti, ma tollerano i neonazisti nelle proprie file e soprattutto pronunciano parole che era lecito considerare, almeno in questo paese, bandite.
Martin Schulz ha fatto un discorso chiaro parlando ai suoi dopo il disastro annunciato dagli exit-poll. Ha detto che d’ora in poi sarà la SPD a prendere la bandiera dell’opposizione e a battersi per la giustizia sociale. È stato anche coraggioso, e non era scontato dati i dubbi che attraversano anche il suo partito, sulla questione dei profughi, rivendicando le ragioni della tolleranza e dell’accoglienza. Saremo il bastione della democrazia, ha detto e s’è sentito il sollievo della folla. La SPD dovrà tornare a guardare a sinistra in tempi che si annunciano difficili. E dovrà combattere insieme con la sinistra alla sua sinistra.

Evasione ai danni dello Stato. Gli italiani ne fanno un vanto

Secondo il Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva allegato alla nota di aggiornamento al Def, l’ammontare in Italia di imposte e contributi evasi passa da 105,6 miliardi del 2014 a 101,1 miliardi nel 2015.  Una “riduzione di 4,5 miliardi di euro (pari al 4,2%), di cui 3,9 miliardi circa per le entrate tributarie e 600 milioni per le entrate contributive. 

domenica 24 settembre 2017

La Politica n. 2 - E' o no doveroso garantire la somministrazione idrica (servizio pubblico) a chi vive in un borgo dove sussiste la condotta dell'acqua ?

NOTA: 

   Questo Blog sostiene integralmente le idee ed i desideri che dalla Comunità Trinità della Pace si elevano. A meno che qualcuno non ci spieghi perchè a Contessa possano (o debbano) risiedere cittadini di categoria inferiore, cioè senza il diritto all'acqua bene comune, continueremo a chiedere al Sindaco ragione sui due ultimi anni trascorsi senza che egli abbia affrontato un problema serio e caratterizzante politicamente quale quello della somministrazione idrica a Pizzillo.

  Non ci muove nessun pregiudizio nei confronti di nessuno  ma riteniamo sia doveroso, da parte del Sindaco e della sua Giunta, spiegare all'intero paese (e da qui a breve: all'intero corpo elettorale) perchè l'approvvigionamento idrico del borgo Pizzillo non è rientrato nei doveri istituzionali dell'Amministrazione, ed anzi negli ultimi due anni ha subito un totale regresso.

   P. Pietro nell'omelia -n. 1- pubblicata pochi giorni fa lasciava intendere che anche chi dovesse essere "cananeo"(=straniero, immigrato) ha diritto, non tanto per la legge formale dello Stato ma per quella dell'amore e della fratellanza a vivere al pari degli altri; sosteneva questo sentimento sulla base del Vangelo.
  Noi del Blog condividiamo ed aggiungiamo che qualsiasi essere umano, che sia etnicamente, religiosamente e/o politicamente rosso, bianco o verde ha diritto all'acqua e a tutti gli altri diritti inalienabili contemplati dalla Costituzione Repubblicana.

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Chi desidera leggere il primo numero di questa specifica rubrica  (Clicchi qui, e legga).


Di seguito la seconda omelia di p. Pietro sulla politica, servizio pubblico quando viene reso nell'interesse della comunità.




sabato 23 settembre 2017

Elezioni Regionali. Il pd Micari nei sondaggi resta dietro Fava

A)
Il candidato governatore della Sicilia per il M5S ha scelto i componenti del cosiddetto listino del presidente per le elezioni regionali del 5 novembre. 
Oltre a lui, si legge in una nota del M5s, ne faranno parte sei deputati all'Ars: 
Gianina Ciancio, 
Salvatore Siragusa,
Vanessa Ferreri, 
Stefano Zito, 
Valentina Zafarana 
e Sergio Tancredi.



B)

Nella giornata dii ieri (22 settembre) sono stati resi noti i risultati della rilevazione fatta da Index Reserch per "Piazza pulita", la trasmissione de La 7. 
Musumeci -Centro-Destra sarebbe avanti col 36%
Cancelleri -M5S- sarebbe al 30%
Claudio Fava -Siniistra- sarebbe al 16%
Fabrizio Micari, -centrosinistra- sarebbe al 15%

C) 
Cose siciliane: i voti passano da Padre in Figlio.
Papà in tanti anni di politica si è creato un vasto apparato (clientelare ?) di sostenitori. Prima democristiano, poi Italia Bene Comune, poi PD, poi Forza Italia, poi nuovamente PD, adesso nuovamente Forza Italia.
L'eredità (la clientela) passa adesso al figliolo.

Albania. Si avvia al voto

Tra poco più di una settimana l'Albania andrà alle urne per il rinnovo del Parlamento. 
Stando ai sondaggi potrebbe sorgere -fra i due partiti che dal crollo del comunismo si contendono il potere: partito socialista e partito democratico-  un terzo movimento di ispirazione liberista, nonostante la denominazione si rifaccia al'antitesi socialista: il Movimento Socialista per l'Integrazione, sostenuto -fra altri- dal Centro-Destra italiano.


Il Mistero Creduto. Per un catechismo mistagogico della Chiesa Bizantina Italo-Albanese ... ... di Papàs Nicola Cuccia (n.2)

Nelle settimane scorse è stato pubblicato il secondo numero della nuova serie di "Oriente Cristiano", il quadrimestrale dell'Eparchia di Piana degli Albanesi.
Il primo numero, su autorizzazione del Direttore Responsabile, Don Enzo Cosentino, è stato integralmente pubblicato sul Blog (Piggiare Qui).

Dal secondo numero dell'interessante Rivista, su autorizzazione sia dell'Autore che del Direttore Responsabile, ci piace estrapolare dalla rubrica "Il Mistero Creduto" l'articolo del Parroco di Contessa Entellina, Papàs Nicola Cuccia, Per un Catechismo Mistagogico della Chiesa Bizantina Italo-Albanese







































venerdì 22 settembre 2017

La Politica. E' o no doveroso garantire la somministrazione idrica (servizio pubblico) a chi vive in un borgo dove sussiste la condotta dell'acqua ?

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A Pizzillo, la nota località in territorio di
Contessa Entellina non tanto per la prossimità alla
storica Rocca di Entella,
bensì perchè l'Amministrazione Comunale locale ha deciso
che lì il servizio pubblico di erogazione idrica non deve assolvere
alla funzione che uomini politici e tecnici della Prima Repubblica, durante il travagliato periodo della Riforma Agraria avevano invece immaginato che dovesse assolvere.

Una Amministrazione in carica tuttavia,
-più o meno-
 venticinque anni fa, dispose che la condotta idrica sorta per servire, nell'ordine, i borghi
1) Cozzo Finocchio,
2) Piano Cavaliere,
3) Pizzillo,
4) Roccella,
doveva invece servire i borghi in un nuovo ordine:
1) Cozzo Finocchio,
2) Piano Cavaliere,
3) Roccella.

Pizzillo, che sta a monte rispetto a Roccella, avrebbe dovuto, contro
ogni legge idraulica, essere servita dall'allaccio realizzato a Vaccarizzotto, se e quando qualcuno l'attivasse.

Il problema è che pur attivando quell'allaccio, specialmente nella stagione estiva, l'acqua non va in salita.
Chissà perché  va sempre a valle.

Al Comune si interrogano sul perchè l'acqua preferisce Roccella piuttosto che Pizzillo.

Fino a qui le responsabilità di chi amministrava ...allora, 25 anni fa.

L'attuale Amministrazione da due anni non ha voluto disporre che almeno una volta la settimana la presa (l'allaccio) di Vaccarizzotto venisse chiusa per gli utenti di Roccella. Chiudendo lì l'acqua infatti
 sarebbe stata costretta, almeno una volta la settimana, a raggiungere Pizzillo. Così -mi ha assicurato di essersi comportato un precedente sindaco. 
Piero Cuccia -durante il suo mandato- per ovviare alla "pensata" di chi avrebbe voluto che l'acqua scalasse le salite- ogni sabato disponeva che venissero chiuse tutte le saracinesche degli altri borghi in modo
che l'acqua fosse forzata in direzione di Pizzillo.

A Pizzillo vive da oltre  venti anni la Comunità Trinità della Pace
guidata da Padre Pietro Gullo.
Lì più che pregare (inteso tradizionalmente) essi  -i componenti laico/religiosi- studiano
Studiano il Vangelo. 
Pubblicano libri. 
Formano coscienze.
A questa gente l'Amministrazione Comunale, quella in carica oggi,
non intende assicurare la fornitura mediante condotta idrica settimanalmente, acqua che in precedenza (prima di due anni fa) veniva somministrata.
Il Comune garantisce infatti -da luglio 2017- litri 50 settimanali a ciascun componente
 umano, mediante l'invio di una autobotte. Essi devono quindi curare con 
quella fornitura l'igiene personale e quella degli ambienti.
 Devono pure bere e devono preparare i pasti. 
Se non bastano (non possono infatti bastare) litri 50 settimanali,
 al sindaco non interessa nulla.
Affari loro !

L'interrogativo è:
perchè il Sindaco da due anni non interviene ?
La Regione Sicilia -seppure ridotta a carrozzone- finanzia con i bandi, e pure con i fondi disponibili immediatamente, le situazioni di criticità che si presentano e questa di cui dibattiamo lo è certamente.

Come mai il Sindaco Piero Cuccia poteva disporre che
nel corso della settimana l'acqua servisse per i tre borghi (Cozzo Finocchio, Piano Cavaliere, Roccella) ed il sabato servisse per Pizzillo ? 
Perchè il Sindaco Parrino non può disporlo da due anni? 
Per almeno un giorno la settimana ?

Perchè, i possibili oggettivi impedimenti, 
non vengono
1) rimossi da chi istituzionalmente deve curare il bene sociale ?
2) chiariti in atti amministrativi pubblici tali da assicurare la cittadinanza che non di discriminazione si tratta ma di una
temporanea difficoltà ?
3) ufficializzati in atti pubblici per assicurare che qualcosa è in corso e che prima o dopo verrà ovviata l'offesa continuata perpetrata ai danni di esseri umani ?  
4) tempestivamente rimossi, anche al fine di smentire quelle impressioni diffuse secondo cui il vero motivo del disservizio sta nel desiderio di taluni che la Comunità laico/religiosa abbandoni i locali di Pizzillo  ?
5) ??
6) ???
Fin qui le riflessioni
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A Pizzillo P. Pietro settimanalmente cura -oltre al pensiero contenuto in più di sessanta libri e pubblicazioni di cui è autore- anche la diffusione del pensiero politico/amministrativo cristiano. Non è un pensiero per soli cattolici. E' un pensiero di qualsiasi essere umano. E' ispirato al Vangelo ed è il pensiero del buon senso.
Buon senso che i politici della nostra Italia (nazionali, regionali, locali) verosimilmente hanno dimenticato.

Pubblicheremo tutte le dispense settimanali che sono state e che verranno diffuse.
Pietro Gullo. 
Leggere nel mistero della vita per gioire, sempre








giovedì 21 settembre 2017

Con le immagini ... ... è più facile

Giannelli osserva ciò che accade nella politica.
Non sappiamo se vuole sfottere qualcuno o vuole semplicemente osservare.

Nel disegno accanto c'è una ... vaga rievocazione d Andreotti (gobba, orecchie,... pratiche).

Però quel collo sottile, fragile, vuole evidenziare che il potere del Capo si regge su .... 







Crocetta cerca i voti, ma Boccei dice che al momento non esiste copertura per gli €. 80,oo dei forestali.

La Regione non ha le coperture per pagare gli 80 euro di aumento contrattuale promessi ai 20 mila forestali in Sicilia. 
Ad annunciare l'adeguamento contrattuale era stato il governo di Rosario Crocetta ma l'assessore all'Economia, Alessandro Baccei, rispondendo ai cronisti durante una conferenza stampa a Palermo sul Def regionale, spiega: "Al momento è stato dato mandato alla Funzione pubblica di quantificare la somma necessaria per la copertura degli aumenti contrattuali, copertura che comunque arriverebbe dai fondi che la Regione risparmierà dalla riduzione di organico perché alcuni forestali andranno in pensione". 
Dunque invece di metterle a risparmio, la Regione utilizzerà le risorse, incassate dai pensionamenti, per coprire gli 80 euro promessi ai forestali.
   

Hanno detto ... ...

ROBERTO SAVIANO, scrittore
Sono per un'Europa senza confini, sogno gli Stati Uniti d'Europa. Sono per l'unità, non per la disgregazione, penso che in un Paese e in un continente chi ha di più debba sostenere chi ha di meno. Ho scorto nella campagna del SI al referendum per l'indipendenza catalana dalla Spagna derive populiste e a tratti egoistiche, ma quello che sta accadendo in Spagna in queste ore va oltre il discorso politico, va oltre la critica dell'avversario, è un punto di non ritorno, è un atto di forza da parte del governo inaccettabile. 

BEPPE GRILLO, guida del M5S  (rivolto ai giornalisti)
"Questo è sequestro di persona, vi mangerei tutti per il gusto di rivomitarvi. Siete i principi del pettegolezzo, quindi non mi coinvolgerete"
"Un minimo di vergogna la percepite per il mestiere che fate, sì o no? O il vostro lavoro da 10 euro al pezzo giustifica tutto quello che state facendo, specialmente in questa città? Sulla realtà delle cose vi ponete un minimo di responsabilità di quello che mandate in onda nelle televisioni o sui giornali? Un minimo di amor proprio per questa terra ce l'avete oppure non vi riguarda?",

MARIA ELENA BOSCHI, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio


L'Unità della Spagna. In un mondo globalizzato serve l'unione e non la frammentazione dei popoli

 L’articolo 2 della costituzione spagnola, quella adottata dopo la dittatura di Franco nel 1978, frutto quindi di una stesura “democratica” peraltro passata attraverso un referendum popolare, così recita:
La Costituzione si basa sulla indissolubile unità della Nazione spagnola, patria comune e indivisibile di tutti gli spagnoli, e riconosce e garantisce il diritto all’autonomia delle nazionalità e regioni che la compongono e la solidarietà fra tutte le medesime”. 

Sulla base della Costituzione il referendum della Catalogna promosso dalle autorità locali per chiedere l'indipendenza non può che essere incostituzionale ed illegale. Se così non fosse la stabilità di ogni ordinamento democratico potrebbe essere minata da qualsiasi movimento populista (o meno) che abbia ( o meno) un grande seguito.  
Se passasse il principio che una Costituzione democraticamente
adottata da un Paese qualsiasi non vale nulla ..... 
Il Movimento indipendentista siciliano, alcuni decenni fa, fu soffocato con l'intervento armato dello Stato Italiano.

 Nessuna Costituzione può essere superata da un referendum (più o meno diffuso e popolare) infatti se così non fosse tutti gli atti incostituzionali potrebbero essere sempre regolarizzati. 
Un atto di secessione -in ogni parte del mondo- non diventa mai costituzionale  riempiendosi la bocca di espressioni del tipo  “autodeterminazione dei popoli” o “democrazia”; la secessione di per se  va proprio contro il concetto di "indissolubilità dell'unità nazionale".

Pensare diversamente è concesso, ma non è normativamente "costituzionale". Può servire a ciarlatani o a leghisti, o alle sempre esistenti anime belle che a sinistra amano distinguersi (quando fa comodo).


A prescindere dai principi di legalità costituzionale, la secessione è -in questa fase storica- un voler andare contro gli interessi della propria terra. In un mondo che va verso la globalizzazione estrema, la divisione non può che far male; è -infatti- fa male perchè inevitabilmente si riduce il peso contrattuale dei paesi piccoli rispetto a chi nel mondo detta regole, perchè possiede i titoli di essere "grande".

Ovviamente la Catalogna può e deve aspirare a maggiore autonomia e possibilità, nell'ambito dell'unità nazionale che peraltro è una unità che tende a creare -nel tempo- la grande patria europea.

martedì 19 settembre 2017

Le domande. L'uomo che sta nel mondo

Ci è stato evidenziato che frequentemente ci occupiamo sul Blog di religione, sebbene non trascuriamo di denunciare -ci è stato riconosciuto- le mascalzonate politiche e quelle diffuse ad ogni livello e fin troppo frequenti del vivere nel mondo degli uomini. L'amico ha poi chiesto: "ma  Dio c'è?". 
La domanda posta in questi termini è -certamente- impossibile che possa ottenere una risposta. Mi sono ricordato però di una storiella raccontata o forse scritta dal grande giornalista televisivo Sergio Zavoli, per decenni grande giornalista della tv nazionale e autore di servizi intesi a far riflettere chi vuol riflettere, che qui brevemente sintetizzo.

Un contadino emiliano di nome Eliseo, settantenne, ogni giorno si recava nel cimitero del suo paesino segnato da due cipressi ed un cancello arrugginito. 
Un amico di Sergio Zavoli un giorno vide Eliseo che usciva piuttosto turbato dal cimitero e gli si avvicinò nell'intento di scambiare alcune parole, come è normale che capiti nei paesini. La chiacchierata si avviò sino a toccare (si fa per dire) il Padreterno. Alla domanda se Dio esiste, Eliseo rispose: "Cosa vuole, se dico che c'è è una bugia, ma se dico che non c'è è una bugia più grande".

Sergio Zavoli, commentò che quello di Eliseo non era un dubbio e nemmeno una imprecisione. Aggiunse che a riflettere su Dio, con la medesima gravità possono essere sia grandi menti e filosofi come un Pascal o un contadino come Eliseo. 

Conclusione:
Riflettere sull'esistenza non è compito riservato agli specialisti e nemmeno al clero.    

Oriente Cristiano. Quadrimestrale dell'Eparchia di Piana degli Albanesi - n. 1 (nuova serie)