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venerdì 9 dicembre 2016

Precari degli Enti Locali. Crocetta riuscirà a trovare una via di uscita ?

GAZZETTA DEL SUD


L'ipotesi di trasferire i precari degli enti locali alla Resais in attesa della norma nazionale che li stabilizzi non piace ai sindacati della Funzione pubblica. «Governo ed Ars - si legge in una nota sottoscritta dai segretari regionali di Fp Cgil Claudio Di Marco e Enzo Abbinano, di Cisl Fp Gigi Caracausi e Paolo Monterà, di Uil Fpl Enzo Tango e Luca Crimi - si attivino per approvare subito una norma, concordata con Roma, che salvi il posto di lavoro di oltre 20 mila precari siciliani». 
Il relativo emendamento, come si ricorda, avrebbe dovuto essere inserito nella legge di Stabilità approvata l'altro giorno dal Senato, ma non è stato possibile perché il governo centrale, a causa della crisi in atto, vi ha posto la fiducia, escludendo, così, ogni possibilità di emendarla. Pertanto, ora, i sindacati siciliani della Funzione pubblica chiedono «una norma sganciata dalla Finanziaria 2017 che consenta le proroghe immediate dei contratti e definisca il processo di stabilizzazione, senza che il futuro di questi lavoratori che garantiscono servizi essenziali nella pubblica amministrazione, resti impigliato nel gioco dei partiti, del bilancio, dell'esercizio provvisorio». 
Non hanno alcuna fiducia, inoltre, negli interventi sostitutivi annunciati dal presidente della Regione Rosario Crocetta e, in particolare nella norma da fare approvare dall'Ars per arrivare entro due anni alla stabilizzazione dei precari impegnati nella pubblica amministrazione, norma che, oltretutto, in molti temono possa essere impugnata per incostituzionalità dal Consiglio dei ministri. 
Motivo per cui ieri hanno chiesto un incontro urgente al presidente della Regione e all'assessore alla Funzione pubblica. Luisa Lantieri. Per il segretario regionale della Cgil Mimmo Milazzo, «ne lo scenario po litico nazionale ne il teatrino della politica possono ipotecare il futuro di lavoratori ai quali le istituzioni devono, non più proroghe, ma stabilizzazione a tempo indeterminato del rapporto contrattuale». 
Una eventuale norma della Regione siciliana, peraltro, sarebbe in contrasto con una recente legge nazionale non sono più consentiti, a partire dal prossimo 31 dicembre rinnovi di contratti ai precari e la stabilizzazione è possibile «solo nella misura dei posti liberi nelle piante organiche e in base alla copertura economica disponibile». 
Non solo. In attuazione della normativa vigente, i comuni in dissesto o in pre dissesto dovrebbero licenziare il personale precario. 
«La giunta - si legge in una nota di Crocetta - ha apprezzato un ddl da inserire nella legge di bilancio regionale da approvare entro dicembre 2016 per la proroga fino al 2018, la copertura economica e l'obbligo di stabilizzazione per i comuni che possono farlo». Che si possa approvare, specie dopo l'intervento critico della Corte dei Conti dell'altro giorno, il bilancio del 2017 entro i termini, sono pochi a crederci.