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martedì 27 dicembre 2016

Economia. Nel mondo globalizzato ... la democrazia

L'istruzione pubblica
arriva in Occidente con
la Riforma Protestante (I)

Uno dei settori della vita collettiva che gli economisti, in tempi più recenti, esaminano con attenzione è quello della "educazione", dell'istruzione.
Oggi è più che mai assodato che "l'educazione è una fonte di prosperità economica".

Tutti i sistemi produttivi necessitano ormai di "conoscenze" che non sempre il cosiddetto mercato del lavoro riesce ad assicurare. "Conoscenze" e attitudini che nemmeno il recente intervento governativo sulla "buona scuola" -in Italia- purtroppo ancora assicura.
Tutti i paesi rivolgono consistenti risorse per educare e formare le popolazioni. 
I paesi aderenti all'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) destinano mediamente il 6% della ricchezza prodotta annualmente per finanziare i sistemi educativi (dalla scuola elementare all'università). 
Gli economisti che assistono i governi nell'individuare la forma più efficace di impiego della spesa pubblica, nel comparto della formazione, si attengono alla cosiddetta "teoria del capitale umano" che ritiene fonte di prosperità tanto individuale che collettiva la pubblica istruzione. 
Pure la scuola economica neo-liberista, quella che oggi trionfa in Occidente -sorprendentemente, viene da dire- ha riconosciuto l'importanza dell'educazione per il benessere collettivo e per la stabilità democratica dei Paesi, ed ha convenuto sulla necessità che l'insegnamento sia reso obbligatorio al fine di creare una accettazione generalizzata di un insieme di valori comuni.

L'educazione (sotto il punto di vista della Scienza Economica) è una delle principali determinanti dei guadagni degli individui e, pertanto, esercita un ruolo importante sulla distribuzione dei redditi. Offrire a tutti gli individui di una società un'educazione di qualità aiuterebbe a ridurre la diseguaglianza sociale. 
I giovani non pigliano autonomamente la decisione di istruirsi; da qui l'istituzione di sistemi educativi pubblici e obbligatori al fine di proteggere quei giovani i cui genitori non possono o decidono di non dare loro un'istruzione sufficiente.  

Il fenomeno dell'istruzione "pubblica" è piuttosto recente.  Fino al XVII secolo l'insegnamento era sempre stata una responsabilità dei parenti dei ragazzi, con qualche eccezione nell'antica Grecia e in Giudea. 
(segue)