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martedì 8 novembre 2016

Storie di Sicilia. Dai malèfici alla scienza del terzo millennio

Storia di Sicilia

Nel Medioevo siciliano, già segnato dalla presenza dell'Impero Roman d'Oriente (i bizantini), dai mussulmani, dai Normanni, dagli Svevi e pure dagli Spagnoli, ad eccezione de pubblici ufficiali e degli uomini di Chiesa, tutti gli uomini ricevevano la loro "qualifica" dal terreno che in varia misura possedevano (attenzione !: possedere non significa avere in proprietà, disporne).

1) Esistevano i Possessores, che nonostante la denominazione erano i naturali proprietari di terra, una classe sociale antichissima, che era tale a memoria d'uomo sin dai tempi dei Romani, dei Bizantini e che in più casi rimasero tali pure con i Mussulmani.
Con i Normanni molti Possessores divennero appartenenti alla classe sociale dei Burgenses  denominazione che in quel tardo Medi Evo coincide con analoga denominazione esistente in Germania o in Francia. La  denominazione verosimilmente è dovuta alla circostanza che questi proprietari abitavano con le loro famiglie in Borghi o comunque in centri abitati piuttosto che sui campi di proprietà.

2) I coltivatori effettivi e manuali della terra in quel tardo Medio Evo erano detti Paraspolari; essi coltivavano un pezzo di terra ricevendo dai proprietari una sorta di sussidio in derrate agricole durante il corso dell'annata agraria (parasporium o miinisteriali). Erano quindi lavoratori che prestavano l'opera per gli altri e che a conclusione del ciclo produttivo lasciavano  libero il terreno.

3) I coloni erano quelli che per il godimento perpetuo di un pezzo di terreno pagavano un canone in derrate agricole. Erano in un certo senso gli imprenditori di allora definiti Massari (da massa); erano uomini liberi che vivevano su un complesso agricolo organizzato in più fondi su cui vivevano i villani, gente non libera e detta così da Villa, il complesso di vari fondi con un centro abitato, una chiesa e un minimo di convivenza collettiva.
La denominazione di villano, che passerà via via a designare il bracciante dei campi che nulla possedeva se non le proprie braccia ma che era "libero" (al contrari del villano) lascia intendere che questa categoria di lavoratori di condizione servile traeva origine dal periodo romano.