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sabato 26 novembre 2016

Storia dell'Uomo. Dalle caverne ai prossimi viaggi interplanetari: resta sempre l'interrogativo su chi è l'uomo (2)

L'Uomo si accinge entro qualche decennio a sbarcare su Marte. Attualmente egli è intento ad esplorare sia il micro-cosmo (nei laboratori) che i grandi corpi celesti che gravitano attorno al sistema solare. 
Vuole conoscere e vuole capire
Come non interpretare l'omerica "Odissea" alla luce dell'ansia di scoprire "chi è l'uomo e da dove origina", che ancora oggi ci spinge a cercare ?

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Great Rift Valley(Grande fossa tettonica) vasta formazione geografica
e geologica che si estende
per circa 6000 
km in direzione
nord-sud
 dalla Siria al centro del Mozambico (est dell'Africa).
Il processo di ominazione -pare- sia iniziato prioritariamente con l’acquisizione della postura eretta e con la locomozione bipede. 
Il processo di encefalizzazione ha invece comportato tempi assai più lunghi per completarsi, pare ulteriori milioni di anni.

Da alcuni decenni molte scoperte nel campo della paleontologia umana hanno permesso di studiare e tracciare -in particolare- la successione cronologica dagli Australpitechi, forse nostri lontani antenati che già sei milioni di anni fà -pare- che fossero abbastanza diffusi in Africa nell'asse Monzabinco-Etiopia-Sudan.

Una opinione diffusa fra i ricercatori è infatti quella che individua la comune origine degli odierni cittadini del mondo proprio in Africa, nella Rift Valley, e proprio dagli  Australpitechi.

Nel 1995 fu rinvenuto Abel  (un esemplare di Australpiteco), avvenuta a Koro Toro, in Ciad, in un sito archeologico che raccoglie reperti risalenti a 3,5 milioni di anni fà. 
I ricercatori ritengono oggi plausibile l'ascendenza umana da quegli ominidi e in tal senso sono indirizzati  gli studi più recenti sulle nostre origini.

In anni più recenti l'area privilegiata per la ricerca dei primi "ominidi" è stata l'Etiopia e l'Africa Orientale.

Il bipedismo (l'andatura bipede, caratteristica dell'uomo) nei primi ominidi è stato attestato dai ricercatori 3,75 milioni di anni fa grazie ad una serie  di impronte rinvenute in Laetoli, in Tanzania. Vi vengono riconosciute le impronte di tre ominidi, due adulti ed un giovane, sprofondati nella cenere solidificata di un vulcano.
Secondo gli specialisti della locomozione il peso del corpo poggiava sul bordo esterno del piede e l'andatura doveva essere barcollante come quella di un scimpanzé. Il bipedismo era comunque totale: quell'ominide avanzava senza l'aiuto delle mani.
Il ricercatore, Yvette Deloison, dissocia il bipedismo dalle altre caratteristiche dell'omonizzazione, quali il linguaggio articolato e lo sviluppo del cervello o la fabbricazione di utensili.
Il bipedismo (che non è conseguenza dell'adattamento a condizioni climatiche particolari) risalirebbe -secondo lo studioso francese- a quindici milioni di anni fa.