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sabato 26 novembre 2016

Palermo arabo-normanna. Palazzo Reale, patrimonio dell'umanità dell'Unesco

GIORNALE DI SICILIA

La prima costruzione è attribuibile al periodo della dominazione ara la più antica residenza reale d'Europa, dimora dei sovrani del Regno di Sicilia e sede imperiale con Federico II e Corrado IV. 
Il Palazzo dei Normanni di Palermo, conosciuto anche come Palazzo Reale, è la sede dell'Assemblea regionale siciliana. Dal 3 luglio 2015 fa parte del Patrimonio dell'umanità dell'Unesco nell'ambito del percorso Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale. Sorge nella parte più alta dell'antico nucleo cittadino, sopra i primi insediamenti punici, le cui tracce sono ancora visibili nei sotterranei. 
LA STANZA DEL RÈ ·
 La stanza di Rè Ruggero, all'interno della
 Torre Pisana, la più antica del palazzo,
risale al Xtl secolo ed è caratterizzata
da decorazioni musive. I mosaici rappresentano
centauri, leopardi, pavoni, cervi e cigni sullo
sfondo di una vegetazione di alberi e palme.
Le rappresentazioni mettono in evidenza la
chiarissima matrice greco - bizantina dell'opera.
La volta della sala risale invece al periodo
 successivo di Federico II, come testimonia
la rappresentazione dell'aquila sveva.
All'interno della Torre Pisana si trovano
anche la sala cinese e la sala pompeiana, della
 prima metà dell'Ottocento, decorate con pitture di
Giuseppe Patania e Giovanni Patricolo, e
 la grande stanza di Federico, un tempo sala
del trono o delle udienze, oggi sede dello
 studio del presidente dell'Ars.
Il complesso monumentale di Palazzo dei Normanni è la risultante di costruzioni, demolizioni e sovrapposizioni che si sono succedute nel corso di circa duemilacinquecento anni. La prima costruzione, il Qasr, ossia il Palazzo o Castello, è attribuibile al periodo della dominazione araba della Sicilia (IX secolo). I sovrani normanni decisero, poi, di trasformarlo in un complesso polifùnzionale che fosse in grado di esprimere tutta la potenza della monarchia dando il via alla realizzazione di una struttura composta da edifici a forma di torre collegati tra di loro da un sistema di portici alternati a giardini, che ospitavano anche laboratori di oreficeria e di produzione di tessuti.
Tramite dei sotterranei questo complesso era anche collegato alla cattedrale. Nel 1132, sotto il Regno di Ruggero II, fu costruita la cappella Palatina, che divenne il baricentro delle varie strutture in cui il palazzo si articolava. Sono di epoca normanna anche la Torre Pisana, sede della stanza del tesoro, la Torre della Gioaria, che ospita al piano inferiore la sala degli Armigeri e al piano superiore, il cosiddetto "Piano parlamentare", la sala dei Venti e la sala di re Ruggero, decorata con mosaici di scuola bizantina raffiguranti scene di caccia. 
Al secondo piano del palazzo si trovano la Sala d'Ercole, dove oggi si riunisce l'Assemblea regionale siciliana, la Sala Giallae la Sala dei Viceré. Le sale sono collegate dalla cripta e da due scale laterali. La cripta è una chiesa in stile bizantino con pianta quadrata sottostante al presbiterio, che a sua volta è suddiviso da due colonne di pietra e da un'ampia abside centrale e due absidi laterali di dimensioni più contenute. La storia del palazzo, alla morte di Federico II (1250) e con il tramonto della casata sveva, attraversa lunghe lotte di potere che vedranno prevalere prima gli Angioini e poi gli Aragonesi. 
Alla fine del 1300 gli ultimi sovrani di questa dinastia decisero, forse anche per motivi di sicurezza, di lasciare il Palazzo reale per trasferirsi nel palazzo tolto ai Chiaramente, lo Steri, rei di tradimento. 
Il Palazzo si ridurrà, quindi, per tutto il XV secolo, a sola struttura di difesa. Palazzo Reale sorgi nella parte più alta dell'antico nucleo cittadino, sopra i primi insediamenti punici, tè cui tracce sono ancora visibili nei sotterranei.