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domenica 20 novembre 2016

Hanno detto ... ...

FRANCESCO PIZZETTIgiurista, gà presidente dell'Autorità Garante per la Privacy

Ognuno voti come crede giusto sulla riforma costituzionale.Ma respinga il tentativo di trasformare il suo voto in voto sul governo. È un arbitrio.
Non dobbiamo accettare che il referendum diventi questione di fiducia popolare a lgoverno.
Noi votiamo e abbiamo il diritto di votare sulla riforma Costituzione.

CLAUDIA LA ROCCA, deputato M5S al'Ars
Mi ero ripromessa di non scrivere nulla.
Sono giorni molto difficili, ogni parola potrebbe essere sbagliata, so che la gente da dietro una tastiera sa essere molto cattiva, so che c'è sempre qualche detrattore del Movimento pronto a strumentalizzare ogni cosa, senza nessuna oggettività e umanità.
Ormai da una settimana ricevo decine e decine di messaggi di stima e incoraggiamento da amici, colleghi, conoscenti, sconosciuti, giornalisti, dirigenti, sindaci e assessori.
Dimostrazioni di affetto pubbliche e private... E senza alcuni "angeli" questi momenti sarebbero stati ancora più difficili da sopportare.

Un calore così immenso e inaspettato per il quale non posso non ringraziare tutti e l'unico motivo delle mie parole adesso.
Io non voglio essere l'eroina, non voglio essere la protagonista, volevo solo mettere la parola fine ad una situazione che stava degenerando, tirando dentro tutto e tutti, e l'ho fatto nell'unico modo che conoscevo, la cosa che mio padre più apprezzava di me... Dicendo la verità.
La mia scelta è stata difficile e non riesco a smettere di provare un profondo dolore. Sapevo di mettere in discussione gli ultimi 8 anni della mia vita, il mio ruolo di portavoce che ho messo al primo posto, sacrificando la mia vita privata, cercando di portare avanti il mio lavoro con serietà, impegno e passione...
Ma la vita è fatta di scelte e affrontare un temporale con dignità, potersi guardare allo specchio, vale di più.
So che è stato uno stupido errore e mi dispiace se ho deluso qualcuno.

MICHELE SANTORO, conduttore televisivo
«Ancora non mi è chiaro qual è il percorso se vince il No. Per aver espresso le mie idee sono stato preso di mira sul web da manganellatori grillini e di Salvini»
«Non ho ancora deciso cosa votare. Noi abbiamo una comunity di un milione e 100 di persone e ogni venerdì pubblico una lettera. Alla terza settimana si è scatenato l’inferno. C’è una grande difficoltà a parlare con chiarezza e compostezza, la comunicazione è diventata selvaggia, non c’è più spazio per capire se quello che dici è giusto o no. Anche perché nel dibattito si intromettono delle forze molto organizzate che sono quelle dei grillini o di Salvini, dei manganellatori… al di là del merito così si finisce per spaventare chi non ha posizioni estreme o definite. 
Per esempio c’è un argomento dei 5 Stelle che ritorna: restituire i 10 euro. Cinque anni fa chiesi 10 euro impegnandomi a fare 8 puntate. Ne ho fatte 25, rendicontando tutto. Cosa dovrei restituire? Creare un network dal niente rimane nella storia. 
Un paio di anni fa feci contattare dalla redazione le migliaia di persone che ci hanno scritto: solo 80 erano persone reali, di cui 40 avevano pagato i 10 euro e in 2 hanno voluto i soldi indietro».

VINCENZO DE LUCA, presidente della Regione Campania
 «Abbiamo fatto una chiacchierata con Renzi. Gli abbiamo chiesto 270 milioni di euro per Bagnoli e ce li ha dati. Altri 50 e ce li ha dati. Mezzo miliardo per la Terra dei fuochi e ha detto sì. Abbiamo promesse di finanziamenti per Caserta, Pompei, Ercolano e Paestum. 
Sono arrivati fiumi di soldi: 2 miliardi e 700 milioni per il Patto per la Campania, altri 308 per Napoli...Che dobbiamo chiedere di più?». 
«Dobbiamo parlare con i nostri riferimenti. Il mondo delle imprese. Gli studi professionali: utilizzeremo i fondi europei per finanziarli, non l’abbiamo mai fatto in Campania. Il comparto della sanità: questa non è la Toscana, qui il 25% è dei privati, migliaia di persone. Io credo, per come ci siamo comportati, che possiamo permetterci di chiedere a ognuno di loro di fare una riunione con i propri dipendenti e di portarli a votare».
«Prendiamo lui (riferimento a Franco Alfieri sindaco di Agropoli), notoriamente clientelare. 
Come sa fare lui la clientela lo sappiamo. Una clientela organizzata, scientifica, razionale come Cristo comanda. Ah, che cosa bella!». Il compito di Alfieri sarà «di portare a votare la metà dei suoi concittadini, 4 mila persone su 8 mila». «Li voglio vedere in blocco, armati, con le bandiere andare alle urne a votare il Sì», spiega De Luca. E così lo esorta: «Franco, vedi tu come Madonna devi fare, offri una frittura di pesce, portali sulle barche, sugli yacht, fai come c... vuoi tu! Ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso».