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giovedì 17 novembre 2016

Hanno detto ... ...

GIOVANNI PEPI, già direttore del Giornale di Sicilia
RENZI E SUD. IMPEGNI VECCHI. RISPOSTE NUOVE ?
Il presidente Renzi in Sicilia pone la questione che il paese, talora o spesso, dimentica. Quella di un Sud che arranca mentre l’Italia cresce. Il presidente non ne ha parlato spesso. I suoi oppositori nemmeno. Eppure é la questione centrale perchè frena la corsa del Nord, azzerando sviluppo e crescita di tutta l'Italia. 
Il cestino di Renzi non è vuoto. Promette tanti soldi per costruire strutture e infrastrutture, opere che servono per rendere attraenti i nostri territori. In modo da richiamare investimenti privati e industrie per creare lavoro. Bene. 
VAURO: ultima visita di Obama in Europa
Si può dire che sono promesse vecchie e lo sono. Speriamo siano nuove le risposte. Da parte del governo centrale intanto. Le cose che si dicono devono essere fatte in fretta, abbattendo le barriere di procedure e burocrazie, le indolenze, non sempre innocenti, di uffici e commissioni. Ma anche da parte nostra. Le nostre burocrazie non sono migliori di quelle centrali. Anzi sono peggiori. Nei tempi lunghi e nelle negligenze delle amministrazioni del sud si perdono e si disperdono risorse preziose. Soldi che si possono spendere e non si spendono. E' successo da noi in questi giorni, quandso abbiamodovuto restituire 17 milioni destinari alla messa a punto delle scuole, perchè non abbiamo saputo rispettare le ascadenze previste e bandi e gare. Con l’aggravante di devianze criminali, corruzioni frequenti e infiltrazioni mafiose diffuse. 
Se oggi i siciliani vivono con la metà dei redditi dei lombardi, se nelle nostre città un abitante su tre è senza lavoro, se il divario tra le due Italie cresce, abbiamo bisogno dello Stato, della solidarietà dell’Italia forte. Ma dobbiamo noi aiutare lo Stato e l’Italia forte ad aiutarci. Non sempre lo facciamo. Anzi: non lo facciamo mai. Speriamo che le cose cambino e che di questa visita del presidente del consiglio non ci restino i selfies che i simpatizzanti hanno scattato con lui. 
Buon giorno

Relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e agli illeciti ambientali correlati (stralcio)
 “La situazione attuale della gestione dei rifiuti in Sicilia, fatta di continue emergenze, risente pesantemente di scelte scellerate effettuate dal 2002 in poi: da una parte la previsione di costruire 4 mega inceneritori ha compromesso lo sviluppo della raccolta differenziata, e dall'altra la costituzione dei 27 Ato ha esautorato i Comuni dalle proprie competenze, provocando una gravissima crisi finanziaria conseguente a una non trasparente gestione di queste società che sono state uno strumento in mano alla politica per il controllo del consenso. Questa pesante eredità non è stata superata dall'attuale presidente della Regione".
“Prima ancora che l'ambiente a essere inquinato è l'intero sistema di gestione dei rifiuti nella regione, come confermato da importanti indagini giudiziarie per corruzione effettuate dalla Procura della Repubblica di Palermo. Il quadro di corruttela venuto alla luce è caratterizzato da estremi di devastante gravità, avendo fatto emergere tutte le patologie di una impropria interazione tra funzionari pubblici e imprese private". 

LEOLUCA ORLANDO, sindaco di Palermo 
“La dura requisitoria svolta dai Commissari sul settore dei rifiuti in Sicilia conferma la gravità della situazione su scala regionale, dovuta, come già da me ribadito ad entrambe le Commissioni parlamentari di inchiesta su rifiuti e antimafia, ad un sistema criminogeno fondato su confusione legislativa e gestionale, assenza e, adesso, inadeguatezza di Piano regionale rifiuti, ordinanze presidenziali regionali confuse e inefficaci e, talora, inapplicabili, inesistenza di impiantistica che si accompagna ad abnormi privilegi per discariche private. Il sistema dei rifiuti in Sicilia rischia di apparire, come più volte denunciato da me e da Anci Sicilia, la riedizione in campo regionale del sistema palermitano cianciminiano di potere politico, affaristico, mafioso degli anni 80"