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lunedì 14 novembre 2016

Hanno detto ... ...

BIAGIO MARZO, politico
Gli imprenditori favorirono Tangentopoli per la corruzione ora si lamentano contro coloro che non fanno le opere per evitare la corruzione

DAVIDE FARAONE, politico palermitano
Tante risorse dal governo per rifare strade e scuole in Sicilia. Ora tocca alla classe dirigente siciliana spenderle bene e in fretta.

CESARE SALVI, giurista e politico, collaboratore della Fondazione Pietro Nenni

Dopo la seconda “grande trasformazione”, la globalizzazione neoliberista contemporanea, si avvertono i sintomi di un secondo “contro movimento”.
La vittoria di Trump può essere letta in questa chiave. Essa conferma infatti i profondi cambiamenti delle scelte politico-elettorali in corso nell’occidente. L’orientamento prevalente esprime esasperazione, protesta, sfiducia nei confronti del “sistema” (e delle élites che ne fanno parte: politici di governo, banche e finanza, “esperti”, intellettuali di supporto, grandi giornali…).
La causa di questo ΄stato d’animo ΄ mi pare evidente: il sistema sociale che queste élites hanno creato negli ultimi decenni, globalizzato e neoliberista, ha distrutto il compromesso sociale tra le classi e la condivisione di valori democratici e sociali che aveva caratterizzato la fase storica precedente.
Un numero crescente di cittadini ritiene questo sistema profondamente ingiusto e intollerabile. È un sistema che ha premiato una minoranza (a partire dal famoso “uno per cento”), ma ha peggiorato le condizioni di vita di settori  maggioritari dei ceti popolari e degli stessi ceti medi.
Disoccupazione, precariato, smantellamento dello Stato sociale, crescenti diseguaglianze, talvolta abissali, tra chi ha e non ha sono state l’effetto di scelte politiche, iniziate da Thatcher e Reagan, e proseguite – o quanto meno non contrastate – da Tony Blair (che solo il provincialismo di Renzi continua a considerarlo un modello) e anche dal centrosinistra italiano (fino al sostegno del PD di Bersani al governo Monti e all’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione).
Se un numero crescente di cittadini (la maggioranza, nel voto del Brexit e in quello Usa: Trump era contro entrambi i partiti) ritiene che i partiti tradizionali non li rappresentano, è perché effettivamente è così, e non da oggi. Si era già creato un mix esplosivo; la grande crisi iniziata nel 2007, e soprattutto il fatto che poi tutto è continuato come prima, a cominciare dal dominio del “mercato” e dei poteri finanziari, ha innescato l’esplosione.