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martedì 22 novembre 2016

Contessa Entellina. Scandagliando fra testimonianze, edifici e storie locali

Compianto sul Cristo morto
Opera del 1780
di
Giuseppe Tresca
((Sciacca1710 – Palermo1795)
Olio su tela 277 x 150 cm.


Chiesa delle Anime Sante
Contessa Entellina
^ ^
Pittore saccense la cui formazione

artistica ebbe inizio al seguito del 
padre Calogero e proseguì a 
Roma alla scuola di Sebastiano Conca.
Tornato a Palermo nel 1751
 riscosse un discreto successo. 
La sua notorietà è dovuta anche al fatto 
di essere stato il maestro del 
quattordicenne Giuseppe Velasco. 
Le sue opere si trovano in varie chiese 
siciliane dei Nebrodi e della Val di Noto.

Opere significative


1767, Duomo della Vergine 

Santissima del Soccorso di 
Castellammare del Golfo.
"Ciclo" di affreschi in collaborazione
col discepolo Giuseppe Velasco 
nella realizzazione delle volte della
navata centrale: "La Regina Ester al
cospetto di Re Aussero",
"Giuditta", 
"l'Assunzione della
Madonna al Cielo"

Quattro quadri,
due del Nuovo Testamento lato Vangelo
e due del Vecchio Testamento lato 
epistola 
=
1770, Chiesa dello Spirito Santo 
- nella volta centrale -
in Canicattì'
affreschi: estasi di San Francesco,
Madonna delle Grazie, 
gloria dei Santi Francescani
     La Chiesa delle Anime Sante
(foto degli anni venti del Novecento)






















Gli avi arbëresh, con la profonda coscienza religiosa alla quale ispiravano gli interessi politici della comunità, considerarono nel corso dei precedenti cinque secoli la chiesa come centro della vita pubblica. 

La chiesa Madre per alcuni secoli fu oltre che sede delle sacre rappresentazioni liturgiche il luogo delle riunione civiche e pure luogo di chi voleva/doveva sottrarsi alla violenza baronale e a quella degli ufficiali del Signore feudale.

Fu a lungo sede dei convegni per decidervi -a consiglio- le più rilevanti questioni cittadine. Questo avvenne fino ai primi decenni del settecento; poi le riunioni di tenore civico cominciarono a tenersi nella Chiesa delle Anime Sante, in piazza, anche perchè più vicina al Palazzo civico (l'odierno municipio).

Questo tipo di assemblee civiche all'interno della Chiesa del Purgatorio (come è pure denominata) si protrassero fino al primo/secondo decennio del Novecento. 
Lì si tenevano anche i seggi elettorali per il rinnovo del Consiglio Comunale nel corso dell'Ottocento quando il confronto locale avveniva fra   "Bianchi" e "Neri" ed il numero degli elettori era più o meno di 150 soggetti (tanti furono nel 1904 per l'elezione del nuovo sindaco, tenutasi sempre con l seggio situato in questa chiesa). 
Un gran numero di questi 150 elettori risiedeva a Palermo ma era proprietario di fondi agrari nel territorio contessioto. 
Si votava -eravamo nell'Italia liberale- infatti in relazione al censo posseduto. 

L'Aula Consiliare nel piano superiore dell'attuale Palazzo Municipale è stata realizzata in tempi, recenti, molto recenti.