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venerdì 18 novembre 2016

Contessa Entellina. C'è tanto da riscoprire e da valorizzare, ma ... ... se non si ama la politica (quella vera), se non si è curiosi, è ovvio che vince la pigrizia

Madonna col Bambino e le
Anime del Purgatorio.
-Olio su tela-
277 x  190 cm.
nella Chiesa Anime Sante di
Contessa Entellina

Opera di
Filippo Randazzo
(
Nicosia1695 – Palermo1748)
 
pittore italiano,
esponente del 
classicismo siciliano.
Si formò a Roma
nella scuola di pittura "Accademia del Nudo"
di Sebastiano Conca, il principale
 rappresentante del classico tardo
barocco.
Tornato in Sicilia lavorò a Niicosia
 e poi a Palermo. Collaborò con
Francesco FerrignoGaspare SerenariOlivio Sozzi 
insieme e suo
 figlio 
Mariano Randazzo.
Era soprannominato
 "Monocolo di Nicosia"
poiché cieco da un occhio.
Vari suoi lavori
si trovano nelle
Chiese di Palermo, fra cui
Santa Rosalia cornata dalla
Vergine Maria conservata
nella Chiesa all'Olivella.

Altre pere si trovano n varie
loocalità dell'sola, da
Geraci Siculo, a Marineo, Corleoone,
Termini Imerese ed ovviamente
a Nicosia.

Nella serata di ieri sono stato nella piazza principale di Contessa Entellina, la piazza Umberto. Erano le 17,15 quando arrivai e la piazza si offriva a me come nell'immagine qui sotto. Eppure fuori, in piazza, non si avvertiva freddo, anzi era piacevole sostarvi e guardare tutt'attorno nel silenzio che veniva da lontano, da lontanissimo.

Mai avevo pensato al mio paese come paese fantasma che offre i propri fabbricati post-terremoto (1968) come scheletri di un passato perduto tra bassa natalitàemigrazione e spostamenti nei centri costieri dell'isola dove esistono possibilità lavorative.

Il termine ghost town -città fantasma- pare sia stato coniato dal giornalista svedese Jan-Olof Bengtsson durante una visita ad una cittadina a Cipro, che egli trovò svuotata di vitalità di odore umano.

Città fantasma !
E' un luogo che agli occhi del visitatore esterno appare proprio come di figure sfocate rispetto a quello che erano prima, che si sapeva erano state prima. 
Tutto in quei luoghi è rimasto fermo, non si sente nessuna voce e non si incontra più nessuno.

No. Io ieri sera non ero un visitatore esterno e non avrei mai potuto avere quella sensazione, perchè a Contessa sono nato, cresciuto, ho lavorato per venti anni prima di continuare a lavorare per altri venti anni fuori. Vivo a Contessa nuovamente da sei anni. 
So bene che Contessa non è un paese fantasma ma ... verosimilmente -ho pensato- rischia di diventarlo privo di strade di accesso degne di questo nome come è, privo di giovani con un futuro sul territorio come è, privo di programmi di crescita e sviluppo come è...

In piazza ho fatto poche foto (quelle che riporto su questa pagina) e finalmente ho incontrato un amico che mi è parso carico di entusiasmo e di impegni per il futuro. 
Via Morea
-dalla piazza alla Favara-
Sullo sfondo l'antica Pescheria
Mi raccontò di essere stato, tempo fà, a Los Angeles e con un amico pure questi di Contessa ebbe modo di ascoltare attraversando una strada la melodia canora della Liturgia di San Giovanni Crisostomo, quella che più volte senza prestare molta attenzione aveva sentito nel nostro paese. 
Si trattava -a Los Angeles- di una affollata assemblea di clero ortodosso degli Usa. 
Piazza Umberto
Contessa Entellina
Recentemente gli è stato proposto -mi diceva- di sistemare in note musicali la melurgia bizantina presente a Contessa da oltre cinquecento anni ed egli ha scoperto che si tratta di un'opera d'arte, di qualcosa di grandioso, verso cui sente un grande trasporto in sintonia a quell'occasionale ascolto capitatogli anni fa in una strada di Los Angeles.
Contessa Entellina

Sta adesso lavorando con entusiasmo su qualcosa che sapeva esistesse a Contessa ma a cui mai aveva rivolto interesse.

In piazza mi sono imbattuto ancora in un'altra persona. Solo un'altra.
Ho immaginato comunque che piccoli gruppetti di persone dovevano essere nei paraggi, magari dentro i due circoli che danno sulla piazza e dentro il bar. L'unico bar in piazza. 
Ho immaginato gruppetti di persone in qualche locale perchè in piazza c'erano posteggiate alcune auto.    

Qualche persona l'ho vista entrare dopo mezz'ora di sostare in piazza nella Chiesa delle Anime Sante, dove papàs Kola rievoca nel corso del mese di Novembre la memoria di chi non c'è più con liturgie ad essi dedicate. In questa chiesa è conservata l'opera di Filippo Randazzo (vedi sopra a sx).

Le foto sono state riprese il 17.11.2016
alle ore 17,15