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venerdì 7 ottobre 2016

Piana degli Albanesi. Esistono ambienti che poco tollerano la presenza dell'Eparchia cattolico-bizantina

Una informativa del Vescovo al clero interessato dai trasferimenti.
Secondo questa nota i decreti sarebbero esecutivi.
Eppure esiste un ricorso depositato nei termini prescritti presso la

Segnatura Apostolica 
 
IL DUBBIO

Nel Palazzo Episcopale di piazzetta San Nicolo' a Piana degli Albanesi da giorni comincia ad infiltrarsi il dubbio che tutto quanto operato in questi ultimi mesi dall'insediamento di Mons. Giorgio Demetrio Gallaro fino ad adesso si sia prestato a letture non proprio bene interpretate e per nulla bene accolte dai cattolici di rito bizantino dei cinque paesi arberesh della provincia di Palermo e dalla consistente comunita' di Palermo raccolta attorno alla Parrocchia di San Nicolo' dei Greci (la Martorana). 

Il dubbio che qualcosa (ma in verità, più di qualcosa) esibita ed esternata da quel Palazzo, simbolo degli arbëresh di Sicilia fino a ieri,   abbia intrapreso la via errata e stia per ritorcersi contro i promotori. Per costoro appare ancora piu' atroce il dover prendere atto che pure alcune comunità di rito latino stanno via via manifestando disaggio.
S.E. Mons. Gallaro in una recente
visita al Comune di Biancavilla (Me)  

Nei giorni scorsi poco meno di venti fedeli della Chiesa della Martorana, in pullman si sono presentati da Palermo davanti allo slargo dell'edificio episcopale per chiedere semplici spiegazioni sulla ipotizzata rimozione per trasferimento del loro attuale parroco ma nessuno ha dato loro accoglienza, anzi sono intervenute su sollecitazione dal Palazzo le forze dell'ordine che -preso atto immediatamente delle piu' che pacifiche intenzioni di quelle donne- si sono prestate con grande delicatezza a svolgere il ruolo di mediatori col vescovo affinché almeno una delegazione potesse esporre le ragioni alla base della auspicata udienza. 
Ed in tre donne sono state introdotte nell'appartamento del Vescovo da cui non ottennero comunque rassicuranti e soddisfacenti spiegazioni.


I TRASFERIMENTI

Sicuramente a motivare la dilagante insoddisfazione popolare, quella prevalente e' stata la volontà del Vescovo di trasferire da una sede all'altra la gran parte dei parroci e degli amministratori parrocchiali, ma a monte c'è pure il disinvolto comportamento cultuale di mons. Gallaro, che i fedeli sapeva appartenente al clero melkita degli Usa ma che di fatto' ha deluso clero e fedeli della storica Eparchia di Piana degli Albanesi mostrandosi con paramenti del rito romano e celebrando -in piu' occasioni- in questo rito; si e' persino fatto rilasciare, in sanatoria, un attestato di cinque righe da due funzionari-burocrati della Congregazione Orientale per poter purificare il suo precedente comportamento e ovviamente quello successivo. 

S.E. Mons. Gallaro in
visita ufficiale nel Municipio
di Biancavilla (Me).

Alcuni lettori hanno
voluto segnalare:
L'Epanokalimafion non
prescinde dalla "soprana",
anzi l'esige.

Il dubbio di avere esagerato nello zelo dei trasferimenti e nelle rimozioni nei confronti di gran parte del clero greco bizantino e (pure) dell'attivissimo parroco di rito romano di Mezzojuso (direttore  della Caritas Regionale), sta diventando certezza in queste ultime ore. 
Un messo ha notificato  comunque fatto pervenire nel Palazzo che fu sede di personaggi come Mons. Giuseppe Perniciaro, Mons. Ercole Lupinacci e Mons. Sotir Ferrara (quest'ultimo vescovo emerito) un ricorso che potrebbe rendere nulli, sin dalla scaturigine, tutti i provvedimenti di trasferimento e di rimozione dei parroci e degli amministratori parrocchiali.

Al momento non disponiamo del testo del ricorso depositato presso la Segnatura Apostolica ma le voci che corrono per le strade di Piana degli Albanesi, Palazzo Adriano, Contessa Entellina, Santa Cristina Gela e Mezzojuso, dicono di errori grossolani commessi nel redigere i provvedimenti (tutti) di trasferimento e rimozione.
Secondo voci insistenti nel ricorso oltre alla carenza di motivazione salterebbe all'evidenza dei destinatari il particolare giuridico secondo cui gli atti portano la data del 17 agosto e la firma congiunta del vescovo, Mons. Gallaro, e del cancelliere, sac. padre Trafficanti. 
Ma, a quella data del 17 agosto, il cancelliere in carica sarebbe stato l'archimandrita Marco Sirchia ed il sacerdote padre Porfilio Traficanti sarebbe stato nominato "cancelliere" dopo l'8 settembre ultimo, recente.
Cosa accadra' adesso ?

Incontrare il Vescovo non è impresa facile
Noi ci auguriamo cio' che tutti vorrebbero: che l'Eparchia, alla cui base insistono grandi sentimenti di Storia, Cultura, Culto e Tradizioni  torni ad essere ciò che e' sempre stata: contesto di pacifica convivenza e fonte di produzione di vita religiosa, e soprattutto  che gli ambienti a lei ostili -da sempre- la finiscano periodicamente di saggiare il grado di "reattività" popolare alla conservazione della sua integrità cultuale, culturale ed etnica-tradizionale. La Chiesa italo-albanese è molto più viva e reattiva di quanto possono pensare burocrati e funzionari ostili, qualunque possa essere il loro ruolo nella Chiesa Universale.