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martedì 11 ottobre 2016

Palazzo Adriano. La Chiesa greca andrà avanti con un papàs supplente

Il documento divenuto per i fedeli dell'Eparchia il PIANO GALLARO.
In realtà questo semplice schemino sottende contenuti e patrimoni
locali delle Comunità Arbëreshe di Sicilia di natura
cultuali, culturali e liturgici che
ogni volta che cambia il custode (il papàs) perdono pezzi.
Domenica scorsa il PIANO GALLARO interessava principalmente la comunità arbëresh di Palazzo Adriano.

Qualche giorno prima il Vescovo aveva incontrato il Parroco, Papàs Sepa Borzì e si era fatto consegnare la chiave della storica chiesa che dà sulla altrettanto storica e nota piazza di Palazzo Adriano. 

Domenica avrebbero dovuto arrivare nella cittadina due nuovi papàs. Uno per assumere la cura spirituale (nonostante il foglietto parli di "addetto") del locale Santuario e l'altro per subentrare al Parroco papàs Sepa Borzì, destinato nel borgo contessioto di Piano del Cavaliere.

Avrebbero dovuto arrivare due nuovi papàs... abbiamo scritto. L'archimandrita Marco Sirchia è in effetti arrivato a Palazzo Adriano, dove inoltre si è trovato il Vescovo ed  suoi abituali accompagnatori, ma, come ha dichiarato nell'omelia non si è potuto procedere all'insediamento del nuovo Parroco perchè ha rinunciato, dopo una precedente accettazione.
La manifestazione di Piana degli Albanesi

Per quanto c viene comunicato la Comunità
arbëresh di Palazzo Adriano
è dispiaciuta per il trasferimento di Papàs
Sepa Borzi.

La Comunità avrà un sacerdote per i riti domenicali
da un supplente: papàs Alberto Stassi, in attesa che venga
individuato il Parroco effettivo.  
Mons. Gallaro ha in buona sostanza lasciato intendere che papàs Piergiorgio Scalia, parroco finora a Piana ha rinunciato e -è notorio fra i fedeli- ha impugnato il decreto di trasferimento, ma che la Comunità di Palazzo avrà fra non molto tempo un nuovo Parroco.
Questi i fatti.

Che dire ?
Chi era presente ha fatto notare che L'Archimandrita Sirchia, una delle figure più colte del clero greco,  ed invero forse l'unico che ha curato pubblicazioni, meritava una presentazione ai fedeli ben più evidente di quella offerta domenica e un ruolo ben più evidente all'interno dell'Eparchia.
I critici evidenziano inoltre che il coro non ha elevato il classico"ton dhespòtin" all'ingresso in Chiesa del Vescovo, che da parte sua non ha rispettato il classico ingresso in mandàs, velo, pastorale ...  

C'è da attendere il prossimo fine settimana.