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martedì 25 ottobre 2016

Economia. Nel mondo globalizzato ... la democrazia

L'Unione Europea

Subito dopo la seconda guerra mondiale il processo di integrazione fra i paesi dell'Europa Centro-Occidentale si è prefissato l'obiettivo di sostituire l'escalation dei conflitti militari con una fitta rete di interessi economici condivisi che avrebbe reso impensabile ulteriori scontri.

Dall'unione doganale si è passati alla politica agricola comune fino ad arrivare, all'alba del terzo millennio, alla moneta comune, all'unione bancaria e ai sistemi di controllo.
E' in corso una governance che crea -inevitabilmente- tensioni e contrasti (p.e. sulla misura del debito sovrano di ciascun paese). Tensioni e contrasti che non possono controbilanciare i benefici dell'integrazione.   

L'esperienza europea dimostra le difficoltà che bisogna superare per allontanarsi dal "cuore della sovranità" di ciascuna entità statale.
Così, purtroppo, iinterpretiamo
la costruzione dell'Europa
Bisogna infatti ricordare che il progetto europeo -immaginato mentre infuocava la guerra a Ventotene dagli anti-fascisti italiani ivi reclusi non comprende solamente una dimensione econmico-finanziaria e augurabilmente fiscale e politica. 
L'Europa punta ad essere punto di riferimento nei meccanismi di governance del mondo, che si avvia via via a diventare sempre più globale.

L'augurio è che non si fermi ad essere l'Europa economico-finanziaria (dei banchieri) che purtroppo conosciamo.