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venerdì 21 ottobre 2016

Economia. Nel mondo globalizzato ... la democrazia

Il potere di chi è ricco si accresce e continuerà ad accrescersi

Nel 1974  c’erano ben 32 aliquote progressive irpef: la prima aliquota sui redditi fino a 2 milioni di lire l’anno era del 10%, mentre l’ultima aliquota sui redditi oltre 500 milioni di lire l’anno era del 72%
Dal 2004 fino ad oggi, le aliquote sono 5. La prima aliquota sui redditi minimi fino a 15.000 euro corrisponde al 27%, mentre l'ultima aliquota, la più alta, riguarda i redditi oltre i 75.000 euro e corrisponde al 43%.
Come è facile rilevare i redditi alti vengono adesso tassati quasi la metà che negli anni settanta.
L’irpef è andata progressivamente a diminuire per i redditi alti e ad aumentare via via per i redditi bassi.

George Stigler (1911-1991), Premio Nobel per l'economia nel 1982, aveva individuato la fragilità dei sistemi giuridico-fiscali dell'Occidente e anche di altrove. Riteneva che gli organi di controllo rischiavano di finire nelle mani di coloro che, in teoria, dovevano essere controllati.
I gruppi di potere mediante la legislazione furono - si accorsero di essere- agevolati nella loro infiltrazione nei sistemi di supervisione che, inevitabilmente, finirono per porsi al loro servizio.

Sul finire degli anni '80 venne meno pure il margine di manovra delle politiche fiscali a disposizione dei governi (Trattato di Maastricht, o Trattato dell'Unione europea,  firmato il 7 febbraio 1992 a Maastricht nei Paesi Bassi).
Con la crisi sopraggiunta nel 2007/2008 la capacità dei Poteri Pubblici di intervenire per correggere l'iniqua ripartizione della ricchezza prodotta venne completamente meno.
Ai nostri giorni i Poteri Pubblici sono ridotti a discutere solamente di "riduzione del deficit", e di "debito pubblico". La redistribuzione del reddito e la lotta alla diseguaglianza non è più nella loro agenda.
Da questo nuovo contesto si coglie il venir meno della distinzione destra/sinistra.