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venerdì 9 settembre 2016

L'effetto Raggi. Secondo i sondaggi della Swg il M5S è avviato al declino

Il M5S, secondo l’analisi riservata commissionata dal governo a Swg, sarebbe passato in una settimana dal 29,5% al 25%. Sarebbe l’effetto Raggi, gli italiani si vanno accorgendo che affidarsi agli "incompetenti" è rischioso, troppo rischioso.
Il guaio del Paese è che l'alternativa agli "incompetenti" ancora oggi, 2016, sono i ladri-inquisiti del fasullo centro-destra (per nulla liberale) e i ladri-inquisiti del centro-sinistra (per nulla socialdemocratico). 
Il Pd, dalla forte discesa M5S, guadagna solamente uno 0,6%, arrivando al 31%. La fiducia in Matteo Renzi, l'ex-rottamatore, si attesta al 33%.
Alche altri Istituti di rilevazne concordano sul fatto che, per la prima volta, stanno emergendo criticità da parte degli elettori nei confronti del Movimento.

Il Pd studia con attenzione i numeri dei grillini anche con un occhio al referendum costituzionale. Il M5S, come testimonia il coast to coast di Alessandro Di Battista, è il principale traino del No. E un tracollo pentastellato, è la speranza di Palazzo Chigi, potrebbe avere il suo peso in una corsa che si preannuncia serrata. 
«In questo momento il No è in leggero vantaggio: 52% contro 48%. Il trend, però, dopo una prima fase favorevole ai Sì, adesso è favorevole agli avversari della riforma. Il voto è a rischio per il governo», sostiene l'Istituto di rilevazione di Piepoli.
Parole che suonano come una conferma al fatto che anche la più piccola crepa nel fronte del No potrebbe risultare decisiva nel rush finale. Soprattutto se gli italiani dovessero effettivamente presentarsi in massa alle urne. 
«La mia previsione è che al referendum vadano a votare tra i 30 e i 35 milioni di elettori, con una percetuale di affluenza intorno al 70%. Una cifra immensa», osserva Piepoli.