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lunedì 19 settembre 2016

Hanno detto ... ...

ENZO BIANCHI, priore di Bose
 Quando si ha una meta si può anche attraversare il deserto perché la speranza di giungervi da la forza necessaria

PIETRO ICHINO, politico, giornalista, giurista
Quando scompare una persona importante, è umanamente comprensibile che chi la ha conosciuta da vicino – come, per esempio, Eugenio Scalfari ha conosciuto Carlo Azeglio Ciampi – colga l’occasione per ricordare quanto le è stato amico, quanta parte della vita e quante idee ha avuto in comune, quanto profonda sia stata la stima reciproca, quanto intensa la frequentazione fino all’ultimo giorno o quasi. Per quel che mi riguarda, ho un motivo di forte gratitudine personale verso Carlo Azeglio Ciampi; ma, non potendo e non volendo competere con i sommi in quel genere letterario, qui preferisco non parlarne. Mi limito a ricordare di lui che, nella storia della Repubblica, è stato il primo Capo del Governo non membro del Parlamento: un tecnico prestato alla politica, se mai ve ne furono; però uno che la politica non la ha mai disprezzata, né guardata dall’alto in basso. Anzi, della politica ha colto l’essenza più profonda e ha saputo esaltarla. Sia nel ruolo di Capo di uno dei governi migliori che l’Italia abbia avuto (1993-94), poi di ministro del Bilancio dei due governi successivi, sia in quello di Capo dello Stato (1999-2006), sia infine in quello di senatore a vita, ha saputo interpretarla nel modo più alto, e al tempo stesso più incisivo ed efficace, imprimendo una fortissima accelerazione al processo di integrazione dell’Italia in Europa; lo ha fatto sempre volendo bene a tutti e facendosi voler bene da tutti, anche da chi non condivideva la sua linea d’azione. Carlo Azeglio Ciampi ci ha dato un raro esempio di quel che può essere la politica liberata dalla faziosità; anzi: la politica con la P maiuscola proprio perché antitesi della faziosità.

JENS WEISMANN, presidente della Bundesbank
In Europa abbiamo troppi debiti, non troppo pochi. E i bassi tassi di interesse continuano a fiaccare la disciplina di bilancio. Le montagne di debiti possono diventare un problema al più tardi nel momento in cui i tassi di interesse riprendono a crescere, perché a quel punto potrebbero essere non più sostenibili.