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domenica 14 agosto 2016

Hanno detto ... ...

Putin - Erdogan
STEFANO RODOTA', giurista
Da tempo democrazia e diritti si allontanano, e gli effetti del fallito golpe in Turchia confermano in modo eloquente questa tendenza. I governi hanno dato la loro solidarietà ad Erdogan con l’argomento che istituzioni democraticamente votate non possono essere cancellate con un colpo di forza.
Ma poi non reagiscono adeguatamente di fronte alla cancellazione di diritti fondamentali – libertà personale, informazione, manifestazione del pensiero -, delle garanzie giurisdizionali, e alla quotidiana mortificazione delle persone, accompagnate addirittura dalla sospensione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Torna così la concezione della democrazia come semplice procedura, di cui si ignorano le necessarie precondizioni. Si perde la trasformazione che ha potuto far parlare di una “età dei diritti”, proprio perché l’istituzione di uno “spazio dei diritti” aveva individuato un connotato essenziale dello Stato costituzionale.

STEFANO CAPRIOsacerdote in rito bizantino-slavo
«Putin non solo fa atto di presenza alle grandi cerimonie, ma si reca regolarmente in chiesa, anche in chiese periferiche e non di vetrina, bacia le icone, si fa il segno della croce, mette le candeline davanti ai santi, si confessa e si comunica con lodevole frequenza». 

SERGIO ROMANO, opinionista
Quella di Putin è una manifestazione di religiosità o forse, più semplicemente, un atto di fede nella continuità e nella grandezza della storia russa?”