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domenica 21 agosto 2016

Comunicato sulla composizione della Curia. L'Eparchia sarebbe bizantina, ma in Curia prevalgono bravi sacerdoti latini

Curia di Vicari su Vicari,
nulla in materia di cultura, culto e liturgia bizantina.
Nulla sull'Ecumenismo.

Tanti fedeli, e pure tanti indifferenti residenti nei paesi di Sicilia ricadenti nel territorio dell'Eparchia di Piana degli Albanesi (e pure residenti a Palermo), da un pò di giorno leggono i due prospetti non firmati diffusi dalla Curia con cui questa
---   -col primo- individua i nominativi della nuova Curia che dovrà assistere il Vescovo americano
---   -col secondo- dispone i trasferimenti del clero greco di quà e di là oltre che di un sacerdote di rito romano che, unico fra altri, si è visto sottrarre la Parrocchia a cui dedicava la sua massima cura; Parrocchia questa -unica in tutto il territorio eparchiale- che diffondeva una Rivista periodica di interesse ultra-parrocchiale. La circostanza in materia di comunicazione non è secondaria in una Eparchia dove il clero greco degli ultimi anni ha avuto l'abilità di far estinguere l'unica Rivista significativa che veniva pubblicata: Oriente Cristiano.
Viene quasi da pensare che negli ambienti curiali degli ultimi tempi (ed oltre) non è apprezzata l'editoria in genere, che sia greca o romana.   

Al Blog, da più parti, viene chiesto il senso e la logica con cui sono stati conferiti gli incarichi curiali nei giorni scorsi e con cui sono stati disposti gli spostamenti di tutto (o quasi) il clero greco.
Nulla ovviamente può riferire in proposito il Blog non essendo l'organo ufficiale dell'Istituzione religiosa e non essendo peraltro abitudine del Vescovo americano diffondere -come si fa in America e pure in Italia- comunicati stampa a chiarimento su ciò che egli opera (o non opera). 

Noi però possiamo riportare alcune nostre, ripetiamo, "nostre" valutazioni. Alla fine, fra qualche tempo, scopriremo che in alcune congetture abbiamo fatto centro ed in altre abbiamo fatto cilecca. Per timore dell'eventuale cilecca non possiamo ovviamente interdirci dalla riflessione. 
Riflessione che condurremo su ciò che è più vicino alla nostra curiosità a ragione di vicinanza e conoscenza. Molte valutazioni non riusciremo a farle perchè non disponiamo di elementi sufficienti o ignoriamo il contesto in cui avvengono.

Iniziamo.

La composizione della Curia è già un indice che lascia a pensare e diremo in seguito cosa è possibile immaginare.
1) Vescovo latino, che ci viene detto attraverso curriculum emessi da fonti non verificate e non sottoscritte dall'interessato che girano su internet, che sarebbe stato ordinato sacerdote in America dove -pure- avrebbe compiuto il transito dal rito latino a quello melkita. Da melkita è divenuto bizantino-costantinopolitano con la ordinazione a Vescovo.
A noi ignoranti, era stato insegnato sin da ragazzini che si è di rito bizantino col battesimo non ci si diventa per proprio desiderio. Mah ! 
Il diritto canonico è lungimirante. 
Il nostro Vescovo, comunque,  è diventato bizantino-costantinopolitano per volontà della Congregazione Orientale che lo ha destinato come Vescovo a Piana degli Albanesi.
2) Se vale ciò che a noi ignoranti hanno insegnato, rileviamo che in Curia siedono questi altri latini:
--Padre Emilio, benemerito religioso stimato da tantissimi, compreso da chi scrive, nella cui Comunità il Vescovo Gallaro celebrava in rito romano (quando non si era ancora fatto firmare dai Gesuiti e dai Domenicani la deroga ai deliberati del Sinodo di Grottaferrata) e dove celebra in rito romano dopo che Gesuiti e Domenicani della Congregazione Orientale hanno firmato un foglio di carta con cinque righe di loro pugno, o in verità dattiloscritte.  
3) Padre Ruffino,  neo Parroco a Palazzo Adriano che sappiamo apprezzato dai suoi fedeli e nella cui Parrocchia Mons. Gallaro ha rivestito al suo esordio da Vescovo bizantino paramenti e mitra papale ed ha fatto vestire alla latina pure il diacono di rito greco (vedere foto su questo Blog).
4)  Padre Porfilio, sacerdote alla mano ed aperto nei confronti di chi lo avvicina, molto conosciuto a Contessa per avere guidato la Parrocchia della Favara per qualche tempo.

La Curia di Piana è composta quindi da quattro latini. La prima riflessione, prima di riferire su altri due componenti di rito greco, è se a volerla in tal modo è stato Mons. Gallaro ovvero la Segreteria di Stato oppure la Congregazione Orientale.
Intendiamoci: noi stimiamo tutte e quattro le persone, che conosciamo chi benissimo, chi meno bene ma nei confronti dei quali coltiviamo stima e verso taluni pure affetto.
Ma il nostro discorso è rivolto alla salvaguardia del rito greco in Sicilia, e su questo scopo finalizziamo quanto segue.

Sappiamo che in Italia le diocesi possono sussistere se hanno dimensioni demografiche ben superiori ai centomila individui. Piana e Lungro hanno finora goduto la loro sopravvivenza in quando istituzioni bizantine, in quanto peculiari in una Italia estesamente di rito romano.
La Curia con quattro curiali (pare che il quinto abbia rifiutato) "di rito romano" su due "di rito bizantino" è ancora una Eparchia che sul piano culturale, cultuale e religioso coltiva e segue i Padri Orientali ?

I Padri greci che stavano attorno a Mons. Giuseppe Perniciaro negli anni trenta e che affrontarono sacrifici, umiliazioni e dedizioni indescrivibili per ottenere l'istituzione dell'Eparchia hanno fatto tutto ciò perchè un Vescovo di Pozzallo venisse a richiedere ai papàs arbëresh di celebrare in italiano ?

Quei Padri, fra cui noi contessioti annoveriamo l'illustre Papàs Lino LoIacono che, pur di vedere l'Eparchia instaurata, organizzava viaggi e incontri fraterni fra la Chiesa di Grecia e i Cardinali Tisserant, Lavitrano etc. e che non esitava a recarsi in Vaticano e incontrare Pio XI e successivamente ancora Pio XII, hanno affrontato quei sacrifici e quegli impegni perchè ai nostri giorni un Vescovo che sconosce vicende, Storia e tradizioni greche immettesse in rappresentanza del clero greco solamente due componenti in Curia (su sei), uno "ordinato sacerdote" ieri (ossia un paio di mesi fà) e l'altro conosciuto a Contessa per non avere accettato la guida parrocchiale arbëresh nel momento più difficile dei 500 anni di esistenza della Comunità religiosa contessiota, quando immotivatamente le fu tolto il Parroco da un monaco benedettino munito di Autorità vaticana  ?

Avremo modo in seguito di affrontare alcune delle situazioni del clero greco e latino (di uno latino, in verità) massicciamente interessato da trasferimenti.
Clero trasferito non per avere demeritato, ma per dare il senso della novità "americana", ma forse non solo per questa ragione.
Chissà che non riusciremo a capire ciò che effettivamente conta per Mons. Gallaro e per taluni uomini della Congregazione Orientale e persino della Segreteria di Stato.
segue