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mercoledì 31 agosto 2016

Siracusa. Però, alla fine ... nel programma è stata dettata una modifica ...

L'AGENDA DI OGGI
mercoledì 31 agosto 2016
08:00S. Messa (diretta video)Oratorio di Via degli Orti n. 11
09:00S. MessaBasilica
10:30S. MessaBasilica
11:30Santo Rosario e SupplicaBasilica
12:00S. MessaBasilica
18:00Processione da Via degli Orti al SantuarioOratorio di Via degli Orti
19:00Celebrazione della Divina Liturgia presieduta da S.Ecc.za Mons. Giorgio Demetrio Gallaro Eparca di Piana degli Albanesi in rito BizantinoBasilica

Referendum di Ottobre. Argomenti per capire il senso del cambio costituzionale


Piana degli Albanesi. Il Vescovo è all'estero, non a Siracusa



Hanno detto ... ...

Mons. DOMENICO POMPILLI,  Vescovo di Rieti
"Il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell'uomo".
La ricostruzione non dev'essere "una 'querelle politica' o una forma di sciacallaggio di varia natura, ma quel che deve". 
"Bisogna far rivivere una bellezza di cui siamo custodi. Disertare questi luoghi sarebbe ucciderli una seconda volta".

MASSIMO D'ALEMA, già premier, minoranza pd
«Se vince il no al referendum si deve fare una seria riflessione sul governo».

PAOLO GENTILONI, ministro degli esteri, renziano
«Sarebbe un errore lavorare in un’ottica di divisione, di divisioni non abbiamo minimamente bisogno. 
Il Pd rimane l’unica comunità politica italiana nella quale si può fare un dibattito aperto e libero
Un partito che fa i suoi congressi, chi vince il congresso non solo è leader del partito ma tendenzialmente il capo del governo. E dopodiché tra un anno ci sarà un altro congresso, se D’Alema vorrà candidarsi, lo potrà fare».

martedì 30 agosto 2016

Piana degli Albanesi. Eparchia in crisi: dimissionari il Consiglio Presbiterale e il Collegio dei Consultori

Le notizie sono ancora frammentarie nelle motivazioni ma i fatti appaiono piuttosto eloquenti: la crisi insorta nell'Eparchia cattolico-bizantina di Piana degli Albanesi dall'insediamento di Mons. Gallaro ha raggiunto il culmine.

Si sono dimessi la quasi totalità dei componenti i due organi di governo, i cui compiti erano, per il Consiglio Presbiteriale di affiancare il Vescovo nella conduzione della diocesi e per il Collegio  dei Consultori di affiancarlo nell'amministrazione economica della diocesi medesima.

La crisi dell'Eparchia è frutto di chi
non sa apprezzare la cultura e la stessa
esistenza del diverso, che detto in termini ecclesiastici va
detto, del PROSSIMO
(che dovrebbe essere amato come se stesso)
Il Vescovo da alcuni giorni, dopo avere disposto vasti spostamenti dei sacerdoti, chiamati a cambiare Parrocchia e soprattutto, per il clero greco-bizantino, di sostanzialmente lasciare Piana degli Albanesi, è fuori sede e, per quanto è dato sapere, domani dovrebbe celebrare, da Eparca, una Solenne Celebrazione Eucaristica nel Santuario di Siracusa, mentre ai primi di settembre dovrebbe trovarsi a Roma per la beatificazione di Madre Teresa di Calcutta.   

Eparchia bizantina quella di Piana con un Vescovo, Mons. Gallaro, che sin dal suo insediamento non ha mai mostrato grande conoscenza e quindi valorizzazione del rito greco. 
La crisi nei due organi di governo ruota attorno a questa motivazione ? motivazione che sembra comunque condivisa dai fedeli di tutte le comunità greco-albanesi dei paesi di Sicilia che hanno aperto un sito internet di PRESIDIO ED OSSERVAZIONE. 
E' certo comunque che a dimettersi dagli organi di governo accanto ai papàs ci sono pure i sacerdoti di rito latino, tranne due componenti rispettivamente uno greco e l'altro romano.

E Roma ? allo stato nessuno dispone di notizie su eventuali reazioni da parte di chi finora su Piana ha preferito praticare "orecchie di mercante".
Tornerà un commissario con pieni poteri alla Tamburrino ? Verosimile.

A Piana, secondo informazioni che arrivano al Blog, circolano fogli ciclostilati affissi quà e là, con espressioni in siciliano rivolte al Vescovo.

Il blog, tutti i blog, hanno particolari profili. Possono piacere o meno: è normale

Il Blog è ancora giovane:
ecco perché a taluni non piace.

E' da sette anni che questo Blog trasmette informazioni, riflessioni, considerazioni. A volte sono bene accolte dai pochi lettori del suo bacino di estensione ed a volte sono giustamente criticate e spesso pregiudizialmente tranciate.
Tutto avviene quindi nella normalità del procedere della vita dell'uomo e della vita dei mezzi di comunicazione.

Del modo di procedere del Blog hanno trovato motivo di conferma alcuni lettori e sentimenti di scontento altri.
E' così; (lo ripetiamo) è il procedere della vita.

Gli autori, ma soprattutto l'autore del Blog a cosa si attiene ?
A) Primariamente alla Storia. Ama la Storia e prova ad estrapolare ciò che ritiene utile e/o interessante, ovviamente secondo i suoi parametri culturali che non ritiene, affatto, universali.
B) Alle tematiche politiche, sociali ed economiche. E' stato per oltre un quarantennio militante politico della Sinistra, socialista, ed è ovvio che i riflessi di quel bagaglio culturale continua a farli sentire.
C) Alla vita civica locale. Come non interessarsi della situazione e delle vicissitudini della comunità a cui appartiene ?. Come non seguire il degrado e lo spappolamento di una realtà locale con proprie peculiarità e valori in una Sicilia, pure essa, preda di politicanti da strapazzo ?
D) Alle problematiche sull'uomo come esse vengono sviluppate nella/nelle religione/i, nell'antropologia, nella filosofia etc.
E) Giustamente, dal punto di vista dell'autore, si prova a fare le pulci a tutti coloro, politici, amministratori, uomini di affari etc. che occupano o provano ad occupare la scena, il palco, della vita pubblica.

Tutto ciò viene fatto alle dimensioni di un Blog con tre lettori, ossia di un Blog della provincia e di un Blog situato in una delle zone più trascurate dell'Italia: l'area interna della Sicilia dove per arrivarci bisogna distruggere un automobile a causa dello stato di "trazzere" della viabilità.

Per chiudere ci preme sottolineare che il Blog non diffonde "Verità" con la V maiuscola, semplicemente punti di vista di chi scrive.

lunedì 29 agosto 2016

Perchè siamo cristiani

N. 3
Dio oltre che Figlio-Salvatore che resuscita

è Padre-Creatore che dà vita e felicità


Per i Cristiani la Storia dell'umanità e quella individuale di ciascuno sta sotto il segno di Dio e della sua Provvidenza, non sotto il segno dei potenti, dei ricchi e/o dei politici del nostro mondo.

Di quel  Dio che dà vita a chi manca di vita.
^^^

Cristianesimo e l'Ebraismo hanno la stessa radice; intravedono Dio mentre agisce concretamente nelle vicende della Storia con personaggi concreti. Ciò che Egli fa in quei personaggi (ricordati nelle Scritture) lo fa in chiunque si mette in quelle disposizioni.
La Storia riportata nel primo Testamento e' la nostra stessa storia; noi siamo destinatari della promessa di vita e di felicita' in esso offerta.
Senza il primo Testamento  non ha senso nemmeno il Nuovo Testamento; se si vuole capire chi e' Gesù dobbiamo capire l'Ebraismo perché Gesù e' la realizzazione  della promessa che e' stata fatta ad Israele.

Al di fuori di quella promessa non possiamo intendere chi e' Gesù, il Salvatore dell'umanità.
La lettera ai romani  recita "la nostra radice santa, Israele".



La storia della salvezza, la promessa di Dio che salva, non ha quindi una corsia privilegiata rispetto alla storia normale che viviamo tutti i giorni. Essa e' inserita nella storia ordinaria di ogni giorno.
Dio che si fa uomo, la Parola del Vangelo, realizza l'unione tra il vissuto nostro e la storia della salvezza.



Noi ci lamentiamo sempre della nostra storia, dei nostri tempi che riteniamo i peggiori che ci siano.
Eppure  questa storia che stiamo vivendo è storia di salvezza come lo fu la storia di Erode.
Noi ai nostri giorni abbiamo i nostri Erodi; ma questa e' -per il Cristiano- storia della salvezza, quella che leggiamo nelle Scritture.
Erode a modo suo ha contribuito alla storia della salvezza, come dopo vi ha contribuito Pilato col far mettere in croce il Messia.



Non bisogna pertanto lamentarsi dei tempi ed aspettare altri tempi; la salvezza e' ora, è qui in questa storia che stiamo vivendo.  
Tutto ciò che nella storia e' buono o meno buono o  pessimo contribuisce a costruire la storia, perché Dio rispetta l'uomo, gli lascia fare ciò che vuole ma rispetta anche la sua libertà. Utilizza ciò che facciamo (e che raramente e' buono) e, alla fine, Lui e' regista e fa il montaggio come pensa Lui, secondo il suo fine. E il suo fine e' il mantenimento della promessa di vita e di felicita', al di là dei guai che noi esseri umani facciamo.



L'ingiustizia più grave che possono  fare i cristiani nei confronti di Dio è non considerarlo padre che dà la vita.  Quella vita compresa fra due silenzi (nascita e morte) che e' già di per sé  un suo dono. Nessun uomo ha infatti scelto di venire in questo mondo a vivere.



La promessa di vita e felicita' passa -lo sanno tutti- molto spesso attraverso lunghe fasi di sterilità e di attese.
Perché ?
Perché ognuno cominci a credere in Lui e stabilisca relazioni e  rapporti di fiducia con Lui.



Per il cristiano e' essenziale capire, per cogliere la Salvezza promessa, che la vita non è possedere le cose e le persone, distruggere il mondo per tenerlo in mano ed imporre la miseria ai tanti per far stare nei travagli infernali di conservazione  i pochi privilegiati.
La vita (quella che proviene dai due grandi silenzi: nascita-morte) e' bene impiegata nella relazione di ciascuno col Padre che dona la vita e coi fratelli, ossia col prossimo, con cui deve convivere, vivere insieme.

Dall'apparente sterilità viene fuori, si scopre, a poco a poco la verità della vita, la vita bella che e', nel Cristianesimo, appunto la relazione con gli altri uomini, che siano come noi o diversi da noi nella pelle, nelle culture e nelle storie.

Con le immagini ... ... è più facile

Su La Sicilia di oggi: Le nostre sono strade-killer
RIFLETTERE 

Il Ministro Del Rio si sarebbe accorto che in Sicilia la viabilità di collegamento è un colabrodo.

COSA ACCADRA' A NOI NEL PROSSIMO INVERNO ?

Contessa Entellina nel prossimo inverno, dato lo stato delle strade provinciali, resterà per più tempo isolata.

Ma a chi interessa ?
Del Rio, ministro diel governo Renzi, è uomo delle promesse e uomo del vortice delle parole.



Feste di Paese. I fornitori devono essere pronti per il 3 settembre: si mangia !

Dal 3 settembre al  4 settembre, dalle 17,oo del primo giorno si ripete a Contessa quella che con termini enfatici viene definita, adesso,  VIII Sagra del grano (sic !) ed inoltre Notte Bianca.
E sia ! 

Noi che siamo cresciuti in tempi in cui tutto aveva e doveva avere un significato non abbiamo titolo per capire bene lo scopo e la finalità sul perchè il Comune intervenga con denaro pubblico !

Perchè lo fanno tutti !
Beh. Ne prendiamo atto.

In passato, quando un Ente Pubblico spendeva denaro pubblico per una Manifestazione, era tenuto e si sentiva in dovere di spiegare in un apposito Convegno in cosa servisse una "Sagra del Grano" oppure una Sagra delle Olive, oppure delle panelle.
Feste Comunali:
Il senso ?
Festa
Farina
Forca
(Ci auguriamo non sia questo il senso)
Invitava il solito professore di Università che esponeva ora la Storia del Grano, ora la Storia dei Mulini, ora la fecondità dei suoli e ora la varietà dei grani, ora le Politiche Europee sull'Agricoltura ed ora le vicende del Movimento Contadino etc.

Ai nostri giorni bastano le presunte parole magiche: Notte Bianca ! per trascorrere del tempo in allegria ed in compagnia.

Nulla da eccepire !
Nelle sette edizioni precedenti mai un Convegno, mai una parola, mai una allusione culturale che spiegasse lo sfondo, il senso delle manifestazioni.

Il Comune offrirà quindi da mangiare e da bere ed ha indetto a quest fine una gara ufficiosa, esplorativa non impegnativa nei riguardi dei prevedibili fornitori. 
La spesa non è eccessiva (€. 2.000,oo) eppure a pochi giorni dall'evento nessun fornitore è stato ancora chiamato a depositare il preventivo di spesa.
Il Comune lo farà poche ore prima di effettuare l'ordinazione. Forse per evitare i soliti (in un piccolo centro) disappunti ed i soliti malumori di chi non sarà chiamato alla fornitura.

Eppure in una occasione di notte di allegria e di compagnia perchè si dovrebbe dare atto a presunte preferenze non giustificate ?  

domenica 28 agosto 2016

Sulla Stampa: Il Giornale di Sicilia del 26 agosto riporta su Entella


La riflessione di Gjovalin ... 28.08.2016

La Corruzione e la scorrettezza dilagano
nel nostro Paese

La complessità delle relazioni spesso rende necessario avvicinarsi pericolosamente a comportamenti immorali, illegali, cialtroneschi.
Se non vengono riconosciuti in tempo come tali, essi ci assorbono e ci plagiano,  fino a divenire irriconoscibili per tramutarsi in prassi.
Ogni cosa è ambivalente, e spesso ciò che sembra giusto in generale non lo è più nel particolare.

Gli uomini devono pertanto essere educati al valore della libertà, dell’indipendenza di giudizio, dell’importanza del proprio contributo a realizzare la giustizia per quanto possibile.

Debbono essere resi autonomi e non trattati come soggetti passivi, felici di apprendere che la giustizia conviene, che il bene comune è garanzia del bene individuale, che l’equivoco tra peccato e reato va superato definitivamente. Che l’ipocrisia è il peggiore dei mali.

La vera emancipazione, la vera crescita, non è un fatto meramente economico ma civile, culturale.
Il vero progresso dipende dal cuore di ogni singolo individuo, dalla sua cultura, dalla sua reale indipendenza, dalla consapevolezza delle sue responsabilità verso se stesso e verso gli altri.

sabato 27 agosto 2016

Sui giornali: Italia Oggi, evidenzia la necessità di clero nella Chiesa Romana. Alla fine distorce il perchè a Piana c'è un Americano

vaticanista inglese per il quale il nuovo Sinodo sui preti sposati potrebbe essere nel 2018-19. Una delle idee che potrebbe essere discussa è quella dei viri probati, già presenti nelle prime comunità cristiane e a quanto pare gradita al Papa. Piccoli gruppi di laici già sposati o vedovi, con figli adulti, impegnati in parrocchia e di una certa età (il precedente è negli Atti degli Apostoli) che potrebbero lavorare secondo una sorta di sacerdozio parallelo e complementare a quello dei preti che escono dal seminario e sono tenuti al celibato.
Qualcosa di più rispetto a un diacono, qualcosa di meno rispetto a un prete, per coprire zone del mondo nelle quali i sacerdoti siano pochi. Una cosa simile ai viri probati è l'esperienza dei Delegados de la Palabra honduregni, che dal 1966 si occupano di animare le celebrazioni liturgiche e in particolare esercitano la celebrazione della Liturgia della Parola (la prima parte della Messa: poi c'è l'Eucarestia, e quella tocca ai sacerdoti) dove non possono giungere o sono scarsi i preti a disposizione. Sono 15 mila, scelti dai vescovi e possono essere anche donne. Da tempo si parla di un possibile esperimento con i viri probati supervisionato dalla Santa Sede nella diocesi brasiliana di Xingù, appena 27 preti per 330 mila abitanti.
Niente abolizione del celibato sacerdotale, dunque, ma una soluzione intermedia che recupera un pezzo di storia della Chiesa. Successe così pure al Concilio con i diaconi, allora di fatto un semplice step di passaggio verso il sacerdozio. Si recuperò la possibilità di ordinare diaconi sposati accanto a quelli tenuti al celibato e fu boom: erano 368 nel 1970, oggi tutti insieme (ma quelli celibi non possono sposarsi dopo l'ordinazione e quelli sposati restano celibi se diventano vedovi) sono quasi 30 mila ripartiti tra Europa e Nordamerica.

Eppure in Italia i preti cattolici sposati ci sono: sono quelli di rito orientale (precisamente bizantino cattolici), che potete trovare nelle Eparchie (Diocesi) di Piana degli Albanesi (PA) e Lungro (CS), con sconfinamenti in Basilicata e anche a Pescara. Più il monastero di Grottaferrata, dove ci sono i monaci basiliani. I sacerdoti bizantino-cattolici possono avere famiglia, prendere i voti dopo le nozze e nessuno si scandalizza. Anche se la cosa ha i suoi inconvenienti: a Piana degli Albanesi è stato necessario un commissariamento dal 2013 al 2015 perché l'eparca Sotir Ferrara non aveva un successore: tutti i preti erano sposati e l'eparca invece è tenuto al celibato.

La soluzione? Nel 2015 è stato scelto monsignor Giorgio Demetrio Gallaro da Pozzallo (RG), classe 1948: emigrato in Usa nel 1968, era sacerdote dell'eparchia di Newton dei Melchiti. Lo hanno quindi "importato" in Italia e consacrato eparca per i fedeli orientali siciliani.

Hanno detto ... ...

PAOLO RIBICHINI, giornalista
Ad ogni tragedia segue la solita polemica. I giornalisti “sciacalli”, i giornalisti “incapaci”. 
Quando una vignetta sa far di più che far solo ridere. ^^^ Il tempo riparte dalle mani di una bambina salvata
Ad ogni terremoto, ad ogni alluvione, ad ogni dramma che colpisce quest’Italia traballante chi fa informazione finisce con tutti e due i piedi nell’occhio del ciclone. 
Il Corriere della Sera, nella notte del terremoto, ha dato la notizia con notevole ritardo, indicando prima un terremoto in Molise (che non c’è mai stato) e poi segnalando come epicentro la città di Matriciana. La giornalista di RaiNews per una buona ora ha continuato a ripetere che il terremoto ha colpito duramente anche la città di Sperlonga (località marina sulla costa laziale), quando in realtà si trattava del borgo di Spelonga (in provincia di Ascoli Piceno).
Sbagliare è umano, ma fino ad un certo punto. Errori grossolani – certo – che hanno sollevato un vespaio di polemiche dopo qualche comprensibile allarmismo. Polemiche fuori luogo a poche ore dal dramma che comunque fanno un po’ riflettere sullo stato dell’informazione in Italia. 
Stare di notte in redazione da soli o al massimo con un altro collega e ritrovarsi a gestire un mare di informazioni che piovono da agenzie ed enti, mentre il telefono squilla all’impazzata non è semplice. 
Non è per tutti. 

LUCIANO FONTANA, direttore del Corriere della Sera
I racconti, le storie e le immagini che arrivano dai borghi colpiti dal terremoto ci fanno sperare. C’è un’Italia piena di paura e di dolore che reagisce con orgoglio, forza e compostezza, che non si risparmia tra le macerie, che aiuta gli altri e si sente orgogliosamente parte di una comunità con la sua storia e i suoi valori. È un patrimonio immenso, che emerge in ogni situazione difficile. Non possiamo tradirlo. Dobbiamo darci tutti, subito, una missione per il Paese: mettere in sicurezza il nostro territorio. Case, ospedali, scuole, aziende, monumenti storici e chiese in quella lunghissima terra sismica che va, lungo la linea dell’Appennino, dal Nord al Sud dell’Italia. È una missione per il governo, prima di tutto,ma riguarda anche imprenditori, sindacati, associazioni e ognuno di noi individualmente. Abbiamo pagato nella nostra storia un prezzo enorme, in termini di vite umane e di danni economici, alla fragilità del territorio e all’incapacità come sistema di contenere gli effetti delle catastrofi naturali.
Ieri Lorenzo Salvia ha raccontato che sette terremoti, dal Belice all’Emilia, sono costati 121 miliardi per la ricostruzione. E fuori da questi calcoli restano le attività che si sono interrotte, le certezze svanite di progettare con serenità il proprio lavoro, lo spopolamento di centri storici bellissimi. 
Fino a quel velo impalpabile di dolore e di precarietà che avvolge per sempre le famiglie che sono sopravvissute alle tragedie. Un piano straordinario per rendere finalmente sicuri tutti gli edifici pubblici e utilizzare le tecniche più moderne per far resistere alle scosse le case antiche richiede lo stesso desiderio di riscatto, di fiducia nel futuro che abbiamo avuto nell’Italia del dopoguerra. 

GIUSEPPE SAIEVAprocuratore capo di Rieti, 
“No, quanto accaduto non può essere considerato solo frutto della fatalità. L’esperienza e la logica ci dicono che, ad Amatrice, le faglie hanno fatto tragicamente il loro lavoro. E questo si chiama destino. Ma se gli edifici fossero stati costruiti come in Giappone, non sarebbero crollati”.
“Per portare la mia solidarietà, all’ingresso del paese ho visto una villa schiacciata sotto un’enorme tettoia di cemento armato”. “Poco lontano c’era anche un palazzo di tre piani che aveva tutti i tramezzi crollati. Devo pensare che sia stato costruito al risparmio, utilizzando più sabbia che cemento. Cose che accerteremo a tempo debito. Se emergeranno responsabilità e omissioni, saranno perseguite. E chi ha sbagliato, pagherà”.

venerdì 26 agosto 2016

Vivere a Contessa aumenta la longevità .... ..... Domenico Cuccia

Lo dice uno studio dell'Università di Palermo coordinato dai professori Calogero Caruso ordinario di Patologia generale e Ignazio Carreca di oncologia medica, illustrato nei giorni scorsi in un seminario internazionale ad Erice al quale il Giornale di Sicilia di mercoledì  24 agosto ha dedicato un approfondito articolo dal titolo "La vera dieta mediterranea fa vivere cent'anni".
Lo studio individua nell'area dei monti Sicani, a cavallo delle provincie di Palermo ed Agrigento, che comprende oltre al comune di Contessa Entellina quelli: di Bivona, Burgio, Cammarata, Castronovo di
Sicilia, Chiusa Sclafani, Giuliana, Palazzo Adriano, Prizzi , San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina e Sambuca di Sicilia, la maggiore concentrazione di centenari.

Secondo il prof. Caruso la longevità dipende per un terzo da fattori genetici per due terzi da fattori ambientali e sociali. In tale ambito una funzione fondamentale ha la dieta. Lo studio afferma che i
centenari dei monti Sicani sono tra coloro che nell'alimentazione rispettano i principi cardine della dieta mediterranea.
Nella loro dieta c'è cioè una presenza di alimenti a basso contenuto calorico come frutta e verdura legata ai vari periodi di produzione dell'anno, legumi, cereali a basso indice glicemico, pane e pasta,
olive verdi e olio extravergine di oliva (prodotto nei frantoi a freddo), uova, latte, formaggi, poca carne, privilegiando quella bianca rispetto a quella rossa.
Questa alimentazione contribuisce a mantenere bassa l'incidenza delle malattie cardiovascolari ed oncologiche.
Le conclusioni dello studio erano state anticipate dal prof. Caruso in un seminario organizzato qualche mese fa dal Rotary club Palermo Agorà di cui lo stesso era presidente.

Domenico Cuccia

Il linguaggio esprime la cultura di un popolo e delle ... sue guide

Da Siracusa

Sapevamo, noi che non conosciamo le pratiche melkite americane, che gli Eparchi (sic !) solennemente celebrano la Liturgia Pontificale Bizantina di San Giovanni Crisostomo.

Però ...
abbiamo sempre da apprendere. 
Da oggi nel programma delle nostre Feste eparchiali scriveremo  Solenne Celebrazione Eucaristica.




mercoledì 31 agosto
Giornata delle vocazioni e della vita consacrata

ore 8.00 In Oratorio di Via degli Orti: Celebrazione Eucaristica presieduta dal Rev.do Sacerdote P. Giovanni Bisicchia
ore 9.00 In Basilica: Celebrazione Eucaristica
ore 10.30 In Basilica: Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Siracusa Sua Ecc.za Mons. Salvatore Pappalardo e concelebrata dai giovani Sacerdoti della Sicilia
ore 11.30 In Basilica: preghiera del Rosario e supplica alla Madonna delle Lacrime
ore 12.00 In Basilica: Celebrazione Eucaristica
ore 18,00 In Via degli Orti raduno dei fedeli  e processione con il Reliquiario verso il Santuario
ore 19.00 Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Ecc.za Mons. Giorgio Demetrio Gallaro, Eparca di Piana degli Albanesi
ore 21.00 Rosario vocazionale a cura del CDV
ore 22.00 Arrivo del pellegrinaggio dei fedeli della Parrocchia Santa Lucia di Floridia, guidato dal Rev.do Parroco P. Ambrogio Giuffrida e Celebrazione Eucaristica in Basilica




P.S.- Sarà che per i melkiti americani (diversamente da quelli del Medio Oriente) la dizione Eparca suona meglio con Celebrazione Eucaristica.

Terremoto. Noi italiani siamo sempre colti ... di sorpresa

In base alla mappa di sismicità occorre realizzare interventi di prevenzione antisismica sugli edifici.

Occorre rendere obbligatorio il fascicolo di fabbricato.

^ ^^
La terra trema ancora: ci sono state altre forti scosse.
Sale il numero delle vittime: 267 accertate.

giovedì 25 agosto 2016

Terremoto. Il tragico bilancio delle vittime.

comunicato dalle Prefetture di Rieti e Ascoli Piceno,
 si è aggravato il numero delle vittime : 190 sono i morti in provincia di Rieti, 
57 quelli in provincia di Ascoli Piceno.
^^^^^^^^^^^^^^^^^

Durante un terremoto cosa si dovrebbe fare
secondo il Dipartimento della Protezione Civile
• Se sei in un luogo chiuso, mettiti sotto una trave, nel vano di una porta o vicino a una parete portante.
• Stai attento alle cose che cadendo potrebbero colpirti (intonaco, controsoffitti, vetri, mobili, oggetti ecc.).
• Fai attenzione all’uso delle scale: spesso sono poco resistenti e possono danneggiarsi.
• Meglio evitare l’ascensore: si può bloccare.
• Fai attenzione alle altre possibili conseguenze del terremoto: crollo di ponti, frane, perdite di gas ecc.
• Se sei all’aperto, allontanati da edifici, alberi, lampioni, linee elettriche: potresti essere colpito da vasi, tegole e altri materiali che cadono.

Dopo un terremoto

Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te e, se necessario, presta i primi soccorsi. Esci con prudenza, indossando le scarpe: in strada potresti ferirti con vetri rotti. Se sei in una zona a rischio maremoto, allontanati dalla spiaggia e raggiungi un posto elevato. Raggiungi le aree di attesa previste dal Piano di protezione civile del tuo Comune. Limita, per quanto possibile, l’uso del telefono. Limita l’uso dell’auto per evitare di intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso.

Con le immagini ... ... è più facile













mercoledì 24 agosto 2016

Perché siamo cristani

N. 2
Il Cristianesimo, come l'ebraismo e l'islam, appartiene alle religioni monoteiste, "religioni di Abramo", che risalgono alla rivelazione fatta da Dio ad Abramo.

Il Cristianesimo professa che Dio è Uno, è Padre di tutti gli uomini,
è creatore del mondo materiale e spirituale. 
^^^^

Il Cristianesimo al suo sorgere rompe tutte le tradizioni religiose dell'epoca, da un lato il pantheon degli idoli greci e romani e dall'altro l'immagine di Dio che avevano gli ebrei -così inaccessibile che non osavano nemmeno pronunciarne il nome-.

Gli ebrei attendevano un Messia liberatore, trionfatore, regnante.

Il Dio dei cristiani è
un uomo povero nato tra poveri,
umile,
spoglio di ogni bene,
migrante con i genitori, appena nato,
senza ambizioni di potere,
accetta la morte su una croce come l'ultimo de miserabili, con accanto due briganti, uno dei quali si è pentito.

Viene proprio da chiedere -ricordando gli stili di vita che a noi occidentali vengono proposti- : 

"Ma che Dio è mai questo ?".

Un Dio che predica l'amore per il prossimo e il perdono delle offese,
che invita l'uomo ad amare i propri nemici,
che proclama che occorre prendersi cura dei bisognosi e degli infermi.

E' un Dio che resuscita.

E' qui sta il senso alla fede per chi si riconosce Cristiano.
Gesù Cristo ha fatto, come ogni uomo prima o dopo sperimenterà, l'esperienza della morte, e mediante il suo sacrificio e la resurrezione ha testimoniato che la vita ha sempre l'ultima parola.

Hanno detto ... ...

CARLO ALBERTO TREGUA, direttore del QdS
Amatrice forze dell’ordine, operatori e volontari della Protezione Civile. • Magnitudo 6 • Epicentro a Accumoli, Rieti • 21 morti
Se reagiamo agli eventi non ne siamo influenzati perché cerchiamo il modo migliore per affrontarli, tenendoli distanti un palmo da noi.
Non bisogna lasciarsi vincere dalle passività, e meno che mai dal fatalismo: quando finisce l’olio nella lampada la fiammella si spegne.

OSCAR GIANNINO, giornalista

Sul Monte dei Paschi di Siena è trooppo comodo per il Pd-Partito Demcratico scrivere ora relazioni titolate "fuori la politica da banche" eh..ottima.

ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA
Una vera e propria scarica di energia che ha attraversato il centro Italia. Dopo la prima, violentissima scossa delle 3.36 sono state ben 39, in poco più di tre ore, gli eventi sismici di magnitudo pari o superiore a 3, che hanno colpito Lazio, Umbria e Marche. 
A fornire i dati è l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Le più forti scosse, successive alla principale, sono state registrate nella zona di Norcia (Perugia): la prima con una magnitudo di 5.4 avvenuta alle 4:33, preceduta appena un minuto prima, alle 4:32, da una scossa di magnitudo 5.1. 

Comunicato sui trasferimenti dei papàs. L'Eparchia sarebbe bizantina, ma il Vescovo alla latina dirige il traffico: tu di quà e tu di là

L'amarezza della gente
La data sui trasferimenti dei sacerdoti eparchiali e' quella del 17 agosto ( sotto il caldo di ferragosto) ma mons. Gallaro sull'indebolimento dell'immagine bizantina dell'Eparchia, mediante l'allontanamento dalla cittadina capoluogo dell'Eparchia -Piana degli Albanesi- di tutto il "grosso" del clero greco, ci pensa da mesi, forse dall'attimo in cui ha posto piede sulla piazzetta San Nicolò, antistante il Palazzo vescovile.


Come non pensare che possieda un elenco di cosucce da fare ?
La congettura e' plausibile e la possiamo legare alle centinaia di foto che conserviamo di questo personaggio che al suo esordio fra noi vestiva con paramenti alla latina.
Molta gente deduce che -forse- il neo Vescovo ha  interpretato in modo espansivo, estensivo, ciò che gli era stato suggerito  in forma curiale. O meglio, egli sta portando avanti ruvidamente ciò che gli era stato suggerito come tendenza da portare avanti nel tempo.


Perchè la gente ipotizza ?
Perchè vorrebbe trovare una spiegazioni su tutto ciò di illogico che sta accadendo nella Curia riempita di sacerdoti latini e  sull'allontanamento di molti (troppi) sacerdoti di rito bizantino da Piana degli Albanesi.

Perchè la gente ipotizza così tanto, al punto di allargare gli orizzonti di interferenze non solo della Congregazione Orientale ma pure della Segreteria di Stato ?
Perchè subito dopo la grande carnevalata dei paramenti latini usati ad ogni pie' sospinto all'esordio fra noi, da Roma per tirarlo fuori dagli inghippi di natura liturgico-teologici  e' arrivata una letterina di cinque righe firmata da un gesuita e un domenicano che avrebbe dovuto donargli la sanatoria su quegli episodi.

Sanatoria non valida sul piano canonico e sul piano giuridico.
Nessun da Roma ha indirizzato -come sarebbe stato doveroso- una lettera disciplinare, di contestazione, e successivamente di richiamo e punizione, con obbligo di studiare diligentemente Liturgia e Diritto Canonico.
I paramenti non sono vestitini o capi di abbigliamento come i calzini.


Cosa gli resta ancora da portare avanti, si chiede la gente ?
Dal web, da Piana e dalle Calabrie, arrivano voci sulle manovre in corso nell'ambito di alcune sfere clericali per istituire una Metropolia. 
La Metropolia non riguarderebbe solo gli arbëresh ma tutti i bizantini-cattolici d'Italia compresi, per esempio, gli slavi. 
La cosa -allo stato attuale e alla luce dell'esperienza più recente che stiamo vivendo- non interessa per nulla gli arbëresh, ne' quelli di Sicilia ne' quelli di Calabria ne' quelli sparsi in Italia e/o nel mondo. Si vorrebbe istituire infatti la Metropolia solamente ad uso e consumo, o meglio per creare una nicchia  ai burocrati disoccupati gesuiti e/o domenicani, e magari benedettini.

Cosa c'è ancora di strano ancora a cui dover assistere  ?

Di solito pure gli ambienti della Segreteria di Stato hanno qualche bisognino da soddisfare quando viene nominato un Vescovo. Non la Segreteria di Stato in quanto organismo, ma burocrati, funzionari, uomini di questo mondo che ignorano, non hanno mai conosciuto la Sofia (=Sapienza). 
Staremo a vedere. Basta aspettare.
La protesta  popolare per intanto monta sul web per le umiliazioni inferte  al rito bizantino, ai suoi papàs, alla identità comunitaria e al Popolo di Dio da parte dei "burocrati in abito talare"  e taluni pensano che non tarderà  a montare pure per le strade. 
Un Convegno laico e popolare è intanto previsto a Piana degli Albanesi nella seconda meta' di settembre per fare il punto sull'uso della lingua greca ed albanese nella Liturgia e nelle Istituzioni pubbliche (scuola).

I trasferimenti

Nostra convinzione e' che trasferimenti ordinari o per casi particolari sono utili e a volte necessari, purche' suffragati da motivazioni condivisibili alle orecchie di chiunque, si tratti di persona istruita o meno.
Non conosciamo tutti i papàs interessati dalla decisione vescovile (sono una decina), ne' conosciamo le possibili circostanze a carico o a loro merito.
Possiamo pero' riflettere liberamente sulla linea strategica che riteniamo venga fuori dall'elenco dei trasferimenti di sede reso noto dalla Curia.


A) Sguarnire Piana degli Albanesi del clero greco, nel momento in cui nel Palazzo Vescovile c'e' un uomo che viene da Pozzallo, centro amabile per altre buone iniziative ma non per la cultura bizantina, ci fa pensare male.

Conosciamo Papas Carbone unico o quasi lasciato a Piana; egli e' impegnato nel suo lavoro civile ed in quello ecclesiastico ed e' figlio spirituale di padre Emilio. 

Una cittadina come Piana affidata a lui che lavora a Palermo, al prete della cattedrale e ai sacerdoti pensionati settantenni o ultraottantenni non e' operazione da lasciare passare ridendo.


B) Traferire Papas Cuccia da Palermo dove ha costituito una comunita' vitale in soli due anni (gli altri due anni li ha trascorsi a Santa Macrina) e' pura e semplice cattiveria. Il suo curriculum e' quello di un sacerdote che ama la Chiesa e ad essa ha finora dedicata l'intera sua persona e quelle della sua famiglia.
Sarebbe cosa lodevole, finalmente, di non perseguitarlo immotivatamente  come agli occhi pubblici sta apparendo ormai da parecchio tempo.



E' prete uxorato con figlia e l'ennesimo ingiustificato trasferimento gli farebbe male e farebbe male ai moltissimi fedeli e non fedeli che gli vogliono bene.
Lo si lasci dove sta perchè possiede sufficiente scienza, coscienza e fede per proseguire la serie dei grandi parroci della Martorana, iniziata con papàs Lino LoIacono, e proseguita con papàs Matteo Sciambra e papàs Vito Stassi.
Molte persone ritengono che fra i suggeritori eparchiali e romani di questa iniziativa ci sia gente priva di sensibilità umana. Quale e' infatti il senso di rimandarlo la' dove quella decina di fanatici ignoranti, non credenti cristiani eppure tuttora infilati nelle strutture parrocchiali pur ignorando l'obbligo di accoglienza del "diverso", gli hanno interdetto la celebrazione di riti religiosi secondo una pratica secolare, barrando il portone ?



C) Michelangelo Mannina perchè dovrebbe togliere potenzialità alla Comunità di padre Emilio ? 
La Comunità e' costituita da gente di buon cattolicesimo romano che ha ha scelto la vita comunitaria, perchè quindi distrarla con gli impegni parrocchiali (funerali, prime comunioni, etc.) ?

La Comunità guidata da p. Emilio e' forse pervenuta alla svolta rispetto ai carismi posti alla base della sua costituzione ?



D) Su Padre Enzo Cosentino, sacerdote ben noto a chi scrive, abbiamo sempre pensato che sia sacerdote fra i più lungimiranti dell'Eparchia. Conosce il diritto canonico, conosce la legislazione sociale, e possiede capacita' organizzative mai riscontrate in altri sacerdoti dell'Eparchia e pure fuori da essa.
Il suo sostanziale allontanamento dall'Eparchia ha un significato? forse e' troppo impegnato e dinamico e fa ombra a qualcuno ?
Se esiste un significato ed un senso sarebbe bene che lo sapessero per prima i suoi parrocchiani e poi gli altri cristiani dell'Eparchia. Non si può assistere a iniziative che appaiono punitive senza che la gente, i fedeli, il corpo della Chiesa non ne conosca le motivazioni.
Egli adesso verrà sostenuto economicamente dalla diocesi di Palermo in quanto la chiesa che condurrà -in territori altri-  non appartiene alla giurisdizione di Piana. 
Viene fuori la convinzione che l'Eparchia può quindi permettersi il lusso di allontanare sacerdoti, di radiarli dalle sue file  ? 

Qualcuno ha fatto rilevare: egli e' da troppo tempo a Mezzojuso.
Ma allora la regola, se regola è, dovrebbe valere per tutti; esistono altri sacerdoti che hanno situazioni analoghe, ma non sono stati sfiorati. Quindi non è questa la regola di Gallaro.



E) I papas Piergiorgio Scalia e Marco Sirchia hanno costituito per lungo tempo la speranza dell'Eparchia. Quale e' il senso del loro allontanamento da Piana ? La candidatura di Gallaro e la sua nomina non li ha già posti, in questa fase, ... fuori gioco ? 
Forse perche' loro conoscono il rito bizantino e potrebbero fare anche da  "sconfitti" ... ombra  a disegni alternativi ancora da introdurre  ? Anche nel loro caso,  ciò che appare punizione sarebbe doveroso che venisse esplicitata. 

Allontanarli da Piana -resa deserta da tutti, proprio da tutti, i buoni conoscitori del rito- pare un attacco non a loro, ma al rito.

Fanno davvero ombra ? 
Hanno demeritato ? 
Vorremmo -come persone residenti nell'Eparchia- capire. 


F) Infine sia concesso a chi scrive queste righe di intrattenersi su Papas Janni Stassi. 
Ha raccolto una Parrocchia, a Contessa,  che era stata violentata dallo scippo del suo Parroco, personaggio caro a tutti anche perche' nel contempo era figlio della Parrocchia.

Per Papas Janni, arrivato dopo le rinunce (disubbidienze) di altri esponenti del clero di Piana, non fu facile raccogliere i tanti perchè della parrocchia contessiota, rimasta per qualche tempo nostalgica del prima che  -a distanza di anni- e' divenuto adesso passato.
Ha effettivamente attraversato molti momenti di difficoltà, magari per i consigli non appropriati offerti in buona fede da alcuni, ma alla fine e' divenuto il Parroco con la P maiuscola.
Perche' adesso punirlo, adesso che la Comunità si ritrova in lui ? trasferirlo immotivatamente, con una destinazione che generalmente viene affidata ai sacerdoti anziani, cosa vuole significare  questa iniziativa ?
Oggi a Contessa egli e' stimato da tutti (tranne forse di chi lo vorrebbe a proprio uso e consumo) e svolge con impegno la funzione di guida.
Lo stimano in tanti pure per la circostanza che nel corso della Liturgia inserisce antichi canti liturgici arbëresh che negli anni sessanta intonavano papàs Janni Di Maggio e papàs Gaspare Schiro' e che poi, dopo il terremoto del 1968 col susseguirsi di nuovi sacerdoti e con l'esecuzione di ampi lavori di restauro in  tutte le chiese, si erano persi, erano caduti in disuso.


G) Papas Borzi, riteniamo noi, meriterebbe di essere proficuamente impiegato in un contesto più popolato che un borgo rurale. E' stato parroco di Palazzo Adriano finora, non del borgo Castagnola.



Concludendo
Il Vescovo e' mons. Gallaro e la responsabilità di condurre l'Eparchia compete certamente a lui. 
A noi, noi destinatari della sua conduzione, tocca pero' il compito di riflettere e gridare contro le eventuali ingiustizie e sulle iniziative a danno della sopravvivenza della natura bizantina di Piana degli Albanesi.


Tiriamo le somme: Piana non va sguarnita di clero bizantino e la Curia deve riacquistare i colori culturali, cultuali e liturgici che le competono. La stessa meritoria presenza della Comunita' di p. Emilio non venga considerata sostitutiva dell'opera diversa che svolge il clero greco.


Noi grideremo forte, fortissimo, sugli eventuali favoritismi che dovessero andare a chi ama l'immagine e l'apparenza a demerito di chi il sacerdote lo fa in quanto soldato della Chiesa e sa adattarsi ovunque.  Non conta se saremo ascoltati o meno, grideremo sempre.

Niente premi -a nostro modo di vedere- a chi in passato ha snobbato e rifiutato la guida di Comunità in condizioni di difficoltà o a chi, disoccupato nella Roma papalina, cerca nicchie.


Questo e' il nostro punto di vista, opinabile ovviamente e suscettibile di correzione se verranno fornite spiegazioni orecchiabili sia per i dotti che per gli ignoranti, fra i quali ultimi non temiamo di essere annoverati.