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venerdì 8 luglio 2016

Lavoratori Forestali. Anno dopo anno le stesse problematiche: ritarda l'opera di prevenzione




PALERMO ··· Cresce l'allarme tra i forestali, soprattutto nella categoria che deve svolgere 78 giornate di lavoro. 
Mancano ancora i fondi per avviare i contratti e c'è il timore che molti non riescano a effettuare tutti i giorni di lavoro entro la fine dell'anno, perdendo dunque parte della retribuzione. 
Sono oltre 5 mila gli operai coinvolti, di cui almeno la metà si trova a Palermo e provincia. Ed è proprio nella sede palermitana dell'Azienda foreste che ieri si è tenuto un incontro coi sindacati nel quale l'amministrazione regionale ha chiarito in sostanza che senza fondi non è possibile avviare i lavoratori. 
«È un fatto gravissimo - tuona Salvatore Tripi della Fiai Cgil così di fatto non è partita l'opera di prevenzione contro gli incendi, non è certo una bella risposta dopo i fatti di cronaca accaduti. In alcune province come Agrigento i lavoratori sono stati addirittura sospesi». 
Tripi spiega quindi che si attende lo sblocco dei 500 milioni da Roma ma l'Azienda è interessata solo per una ventina di milioni mentre altri 60 dovrebbero arrivare da progetti finanziati con fondi comunitari. «Ritengo che i dipartimenti provinciali abbiano le risorse - dice Vincenzo Vinciullo, presidente della commissione Bilancio all'Ars - e dunque possano pagare sin da subito i forestali. Li convocherò per fare il punto sulla situazione». 
Per erogare i soldi da Roma serve una legge dell'Ars che dovrà poi andare in Gazzetta. Lo scorso anno i forestali che dovevano svolgere 78 giornate iniziarono in ritardo e alla fine lavorarono una decina di giorni in meno, perdendo dunque parte della retribuzione. 
Non dovrebbero esserci particolari problemi invece per le altre categorie. «I tempi rischiano di allungarsi anche quest'anno- spiega Caterina Provenza della Uila Palermo se non arriveranno risposte nell'arco di pochi giorni, siamo pronti a nuove azioni di protesta». Mercoledì a scendere in piazza erano stati i forestali del Sifus, guidati da Maurizio Grosso: «Non è possibile - ha detto il segretario regionale- che il patrimonio boschivo e forestale venga bruciato a causa dell'incapacità di questo governo di fare azione di prevenzione, così come previsto dalla legge