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mercoledì 20 luglio 2016

Islam. Politica, Diritto, Religione

Premessa
--perchè cominciare dalla Turchia--
Apprendiamo dalle notizie che arrivano dalla Turchia, il paese islamico che finora è stato il più occidentale della immensa galassia mussulmana, che è in corso una vera e propria purga di massa da parte del Potere islamista, che pure è stato eletto democraticamente. 
Ciò che incuriosisce è che nessuna voce dell'opposizione democratica (che nelle prime ore del tentativo di putsch solidarizzò col governo) in queste ore  arriva a noi.

I diritti umani ?
La repressione ha portato, ad oggi, a 9.322 arresti per «complicità nell’organizzazione del complotto», 13mila dipendenti pubblici cacciati, via 8mila poliziotti e lavoratori statali bloccati da un divieto d’espatrio. I servizi segreti hanno sospeso cento agenti. E l’epurazione ha travolto anche le cariche religiose (492 tra imam e docenti di religione allontanati dalla Diyanet, massima autorità islamica), e l’ufficio della Presidenza del Consiglio, da cui sono stati allontanati 257 dipendenti. 
Il ministero dell’Educazione ha sospeso 15.200 insegnanti di scuole pubbliche, revocato la licenza d’insegnamento a 21mila docenti di istituzioni private e ha chiesto le dimissioni di tutti i vertici delle università: in tutto 1.577 decani di università pubbliche e private.
Un elenco troppo lungo per pensare che tutta questa gente avesse contribuito ad un tentativo di "golpe" che di per sé è riservato, se non segreto.

Per inciso, è utile ricordare che dal 17 dicembre 2004 sono in corso negoziati, programmati  a lungo termine, sull'eventuale adesione della Turchia all'Unione Europea. Una iniziativa che -stando le cose così come ci appaino in queste ore- ci consegnerà alla fine una auto-definizione di cosa sia l'Europa e cosa sia la Turchia.

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Lasciando da parte la contingenza di questi giorni in Turchia, il paese islamico che da più di un secolo ha provato a costruire una immagine laica, talora laicissima, quasi a voler imitare -rispetto al Cristianesimo- la laica, laicissima Francia degli ultimi duecento anni, noi vogliamo provare a capire qualcosa dell'Islam ripassando, studiando la Storia della Turchia. 
Non andremo troppo indietro nel tempo nè ci proponiamo di ricordare che la Turchia è sorta lì dove erano i territori fondamentali dell'Impero Romano d'Oriente, Medio Oriente e Anatolia.

Molti spunti li attingeremo dagli studi sulle religioni del sociologo Massimo Introvigne.
Ricorderemo, sempre col fine di capire qualcosa dell'Islam, l'evento storico indelebile che sicuramente ha lasciato il segno nell'antico Impero Ottomano, quale fu la dura sconfitta che esso subì sotto le mura di Vienna nel 1687, evento che segnò irreversibilmente quella che sembrava l'espansione trionfale senza mai fine in direzione dell'Europa iniziata con l'occupazione di tutti i territori dell'Impero bizantino ed il relativo crollo di Costantinopoli (29 maggio 1453) e che invece fu la prima di una lunga serie di arretramenti fino all'instaurazione della Repubblica laica di Turchia dei Giovani Turchi guidati da  Mustafa Kemal Atatürk, il 29.ottobre.1923.

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Il generale Mustafa Kemal Atatürk fu (con ottica cristiana) un anticlericale di formazione e con finalità politiche e di vita, fu anche un intransigente nazionalista amante della sua Patria e del suo popolo che desiderò fosse impregnato di cultura illuminista alla occidentale. 
Durante tutto il periodo della sua guida politica della Patria Turca l'esercito, rimodellato sugli schemi occidentali, rimase il principale pilastro della nazione e la scuola fu riformata in modo da essere laica (non quindi sui presupposti dell'Islam), gratuita e obbligatoria. 
La lingua fu riformata nello stile e nell'alfabeto: l'alfabeto di origine araba venne sostituito dall'alfabeto latino nel 1928. 
Per capire l'Islam sarà quindi utile provare a capire quali siano stati i travagli affrontati da questo padre della Patria, che chiaramente non è il modello a cui l'odierno premier Erdogan si rifa.
Ci rifaremo inoltre all'irreversibile declino dell'Impero Ottomano ed ai suoi travagli, e ricorderemo come la miscela di nazionalismo  ed islamismo sfociò in più periodi in vari massacri di cristiani, il più noto dei quali è quello degli armeni.