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giovedì 14 luglio 2016

Hanno detto ... ...

VITO PICARETTA. Capo Stazione di Andria

“L’ho alzata la paletta, certo che l’ho alzata. Ho dato io il via. Ma non è solo colpa mia. Adesso tutti mi buttano la croce addosso, ma la vera vittima sono io”

FRANCESCO GIANNELLA, procuratore aggiunto di Bari

«Non ci fermeremo assolutamente alle prime responsabilità. L'errore umano è soltanto il punto di partenza di questa storia».

BASHAR ASSAD, presidente della Siria. 
"La realtà dimostra che dall'inizio degli attacchi aerei americani, il terrorismo si sta espandendo e prevalendo, non viceversa, si è ridotto solo quando sono intervenuti i russi". 
"È controproducente. Quando il terrorismo è in crescita, è controproducente”

RODOLFO RUOCCO, giornalista
L’euro, a rischio infarto, sopravvive a fatica in attesa di una cura. Anche in questo caso il solo medico presente in grado di prendere decisioni ed evitare un “infarto” è Super Mario. Draghi già il 21 giugno, due giorni prima del referendum del 23 in Gran Bretagna, è stato chiaro illustrando la volontà di difendere l’euro: «Siamo pronti ad agire utilizzando tutti gli strumenti a disposizione nell’ambito del nostro mandato e, se necessario, per raggiungere i nostri obiettivi». In particolare «la Bce è pronta a qualsiasi evento in seguito al referendum britannico sull’Unione europea».
Già da tempo Draghi, per sostenere la debole ripresa economica europea, sta pompando liquidità nei mercati, acquistando massicciamente titoli (compresi quelli del debito pubblico). Ha anche tagliato pesantemente i tassi d’interesse, fino a prendere la decisione storica di portarli in negativo (le banche che depositano capitali presso la Bce non incassano più alcun rendimento ma, al contrario, devono pagare qualcosa). C’è da fare i conti con una disastrosa deflazione: il calo dei prezzi blocca gli acquisti, gli investimenti, la produzione e così molte imprese chiudono i battenti.
Super Mario è un tecnico di valore ma, fatto quasi inedito, si muove dietro una precisa bussola politica per salvaguardare l’Europa e la moneta comune. Occupa uno spazio vuoto. La Ue non è stata capace di dare una risposta politica, parlando con una sola voce. Il presidente Hollande e la cancelliera Merkel non sono riusciti a trovare un’intesa da sottoporre agli altri leader europei. L’asse franco-tedesco, un tempo perno dello sviluppo e della crescita della Ue, ha fatto flop. Ha fatto flop anche l’asse progressista tra Hollande e Renzi. Un accordo europeo non è arrivato neppure dopo il traumatico referendum in Gran Bretagna. La Ue si è limitata, come al solito, a effettuare lunghi inutili vertici e a prendere tempo.
L’impoverimento del ceto medio, la disoccupazione di massa, la paura dei migranti possono innescare crisi economiche, istituzionali e democratiche pericolosissime in Italia e in Europa. Al capezzale della Ue e dell’euro, due gravi “congiunti malati”, vigila soltanto Super Mario. Il banchiere stimato dalle grandi istituzioni finanziarie internazionali, di fatto, sta svolgendo un ruolo di supplenza politica, oltre a quello di grande timoniere della moneta comune come presidente della Bce. Il ruolo di supplenza politica è sempre più forte, tanto che da tempo c’è chi, in Italia, lo segue con attenzione. C’è chi da tempo lo vedrebbe bene come possibile presidente del Consiglio per affrontare una eventuale emergenza a tre teste: economica, istituzionale, democratica.