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venerdì 1 luglio 2016

Hanno detto ... ...

ANTONIO POLITO, editorialista del Corriere della Sera
Il miglior aiuto che Berlusconi può dare a Renzi è non dargli alcun aiuto

LORENZO CODOGNO, ex direttore generale del Tesoro
«Quando la Gran Bretagna starnutisce, l’Italia si prende il raffreddore. E’ l’anello più debole della catena europea»
«C’è bisogno di una sospensione delle regole riguardanti il bail-in e le norme sugli aiuti di Stato, altrimenti non vedo come possiamo andare avanti»


MAURIZIO BALISTRERI, collaboratore della Fondazione Pietro Nenni
La riforma costituzionale Renzi-Boschi rappresenta efficacemente la parabola della democrazia in questo XXI secolo in Italia, secondo il mainstream imposto dalle élites della globalizzazione tra il 1975, anno in cui Trilateral Commission presentò il documento sulla “Crisi della democrazia”, e il 2008, in cui dopo il crollo di Lehmann Brothers si afferma il capitalismo collateralizzato. Parabola riassumibile nel primato del mercato sulla politica, ridotta a gestore di istituzioni in cui gli spazi di partecipazione vengono chiusi, nel nome dell’efficienza economicistica e della velocità della decisione, che è arrivata, in questi giorni, a contestare il risultato democratico del Brexit, in nome di uno “stato di eccezione” di diretta discendenza dalle teorie di Carl Schmitt, con la sospensione della fondamentale regola democratica della sovranità popolare e, quindi, dello Stato di diritto.
In Italia, e nel resto del mondo occidentale, è al capolinea l’idea che la democrazia sia, nell’interpretazione di Leibniz ripresa da Voltaire, “il migliore dei mondi possibili”, con l’affermazione, di converso, della post-democrazia, in cui i tecnici, dell’economia e del diritto, sostituiscono la politica e con eletti in numero ridotto, con uno spostamento dell’esercizio della sovranità dalle assemblee elettive ai governi, a sua volta fortemente compressa dal primato di decisioni assunte da organismi tecnocratici internazionali.
GIULIO MEOTTI, giornalista

Le democrazie sono depositarie di un tesoro fragile: la libertà di espressione; la cosa migliore che ci offre la cultura occidentale