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mercoledì 8 giugno 2016

Privatizzazione delle Poste. Il debito pubblico è cresciuto proprio da quando sono state vendute le aziende ex-IRI. Stranezze italiane



··· La vendita di Poste Italiane preoccupa i postali di Palermo e provincia. Tanto che i sindacati hanno programmato un pacchetto di assemblee della durata ognuna di due ore (8/10), da oggi fino al 28 giugno, e proclamato lo sciopero dello straordinario e delle prestazioni aggiuntive dal 9 giugno all'8 luglio, con esclusione del 16 giugno per il personale applicato negli uffici postali. 
Oggi si parte con gli uffici di Petralia Sottana, Petralia Soprana, Polizzi Generosa, Gangi Centro, Gangi 1, Ceraci, Alimena, Bompietro, Caltavuturo, Calcarelli, Castellana Sicula, Blufi, Pianello, Scillato, Sclafani Bagni, Valledolmo. 
Domani toccherà alla zona del Corleonese, mentre dal 10 al 14 giugno le assemblee toccheranno gli uffici di Palermo. Possibili disagi in vista, dunque, perché alle due ore vanno sommati i tempi di percorrenza dalle sede dell'assemblea fino all'ufficio di appartenenza.
La decisione di vendere le azioni di Poste è considerata da Slp Cisl palermitana «una scelta sbagliata che sacrifica il futuro dell'azienda sull'altare del debito pubblico», dice il segretario provinciale dei postali della Cisl, Maurizio Affatigato. 
Il sindacato è pronto a battagliare. «Con la privatizzazione completa di Poste Italiane - dice Affatigato - lo Stato compie un'operazione che non ha nessun senso economico. Poste Italiane, infatti, è un'azienda in salute e da quindici anni assicura alle casse del Tesoro ingenti utili. Si tratta di un patrimonio economico e umano che non può essere disperso solo per fare un po' di cassa e mettere una pezza ad un debito pubblico che galoppa per ben altre ragioni». 
La Cisl ha proclamato lo stato di agitazione in tutto il territorio siciliano, perché vendere Poste Italiane per loro significa «privarsi di uno dei principali attori europei della logistica e dei servizi, scelta che determinerà gravi ripercussioni anche sulla competitivita del sistema paese». 
Il segretario Slp Cisl punta dritto per la sua strada, non prima di aver evidenziato che «il piano dell'azienda desta molta preoccupazione tra i postali». 
La protesta si allarga, e sul tavolo delle rivendicazioni il sindacato mette pure la riorganizzazione del settore e un progetto per la trasformazione del personale da part-time a full-time.