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giovedì 16 giugno 2016

Hanno detto ... ...

Terzo Millennio
MATTIA FELTRI, giornalista de La Stampa
MONTRÉAL - Nella villetta di mattoni rossi,
nella zona nord di Montréal, 
Nichi
Vendola
 mi dice che mai, quando
era ragazzo a Terlizzi, avrebbe
potuto immaginare 
"di avere un giorno un marito

 canadese e un figlio americano". Tobia non è nato
qui, ma a Sacramento. E l'atto di nascita
 è stato compilato all'anagrafe californiana
dove "la legge consente di scrivere
quello che vuoi". Il padre biologico è 
Ed Testa.

"In questo modo Tobia
è più tutelato e non solo perché Ed
è canadese e italiano e dunque assicura
a Tobia altri due passaporti". Il cognome?
"È Testa e non Vendola". Dunque c'era
una volta... "C'era una volta un pezzo di legno
e due Geppetto. Ti presento Tobia Antonio
Testa, figlio di due papà".

(da La Repubblica)
Quello che ho capito dell'intervista a Vendola è che, grazie al cielo, ci sono quei neoliberisti e ultraliberisti del Canada.

MATTEO RENZI, premier

Il 16 giugno si pagano le tasse. Non un giorno di festa, quindi. Ma quest'anno se ne pagano meno. 
Quasi venti milioni di famiglie non pagano la Tasi prima casa. Abbiamo eliminato anche l'Imu imbullonati, irap e IMU agricola e oggi si vedono anche gli effetti della cancellazione della componente costo del lavoro dall'Irap. Altro che annunci, questi sono soldi, veri, risparmiati.
Grazie al lavoro di militanti e volontari, centinaia di tavolini del Pd in queste ore accolgono i cittadini per illustrare le nostre iniziative. 

Non solo giù le tasse‬ ma anche il licenziamento dei furbetti della pubblica amministrazione, la legge sul dopo di noi, quella sul terzo settore e sui diritti civili. 
Dopo anni di parole vuote, viviamo nella stagione delle cose che finalmente si fanno. 
È il segno che l'Italia può cambiare con i progetti concreti.
Per la prima volta le tasse vanno giù. 

Le chiacchiere stanno a zero, qui non si parla di promesse ma di risultati verificabili. 
Ci sarà chi fa polemica anche oggi, ovvio. Ma noi siamo fieri di essere italiani che ci provano e non ci stancheremo mai di fare del nostro meglio perché la nostra terra sia una miniera di opportunità.

GIANFRANCO PASQUINO, politologo
 La sola trasformazione del Senato non consente in nessun modo di sostenere che è cambiata la forma di governo e che si sta affermando una nuova Repubblica. Neppure la legge elettorale, un porcellum riveduto, solo parzialmente corretto, porta verso una nuova forma di governo né, tantomeno, verso una rappresentanza politica in grado di cogliere meglio preferenze e interessi dei cittadini. Potrà, in parte, dare più potere al capo del governo, ma sicuramente, pur squilibrando il rapporto governo/parlamento differenziato/Presidente della Repubblica (un punto finora inadeguatamente colto), non farà affatto uscire l’Italia dall’ambito dei governi parlamentari tradizionali.