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venerdì 10 giugno 2016

Hanno detto ... ...

ANTONIO POLITO, editorialista Corriere della Sera
Gli analisti dicono che Berlusconi non lascia eredità politica. 
Perché, qualcuno degli altri di questi 25 anni sì?

ROBERTO SAVIANO, scrittore
La felicità non è un sogno da bambini ma un orizzonte di diritto e la si persegue anche votando.

BARACK OBAMA, presidente Usa
"Non vedo l'ora di scendere in campo e fare campagna per Hillary Clinton".
"Non credo ci sia mai stato nessuno altrettanto qualificato per quel posto",
"So quanto è difficile questo lavoro. Per questo so che Hillary lo farà bene", 
"Sono con lei". 
"Ha il coraggio, la comprensione e il cuore per farlo. E lo dico da qualcuno che ha fatto con lei 20 dibattiti". 
"Ho visto la sua capacita' di giudizio, la sua tenacia, il suo impegno per i nostri valori e la sua determinazione a dare un'opportunità a tutti gli americani".
IGNAZIO MARINO, ex sindaco di Roma (su La Stampa)
A me quello che sta succedendo, il trionfo della Raggi e il Pd che arranca, non fa affatto piacere. Ma era inevitabile che accadesse. È in atto una strategia suicida del Pd, un partito che ho contribuito a fondare ma così com’è dev’essere totalmente rifondato. Questo non è il mio Pd, un partito che silura il suo sindaco, umilia la città mandando un commissario e poi cerca di imporre come sindaco un fedelissimo del premier ex capo di gabinetto di Rutelli». 
«Io immagino che una parte non sia andata a votare; ma tra quelli che hanno votato, non escludo che qualcuno abbia votato il Pd e che molti abbiano votato per la Raggi; e una parte Fassina». 
La Raggi ?  
«Una persona determinata, non certo inconsapevole delle difficoltà; una donna intelligente, dai tratti caratteriali anche severi, e con una certa durezza. Non è intervenuta spesso in Consiglio comunale ma non era il capogruppo del M5s. Denigrarla è stata un’altra delle manifestazioni dell’arroganza di questa stagione del Pd, oltre che un grave errore tattico». 
«Ho lavorato due anni per ristrutturare le fondamenta della casa, l’equilibrio economico finanziario. Sulle periferie avevo disegnato un grande progetto che è stato interrotto, come costruire finalmente gli allacci fognari alle migliaia di romani che ancora oggi non li hanno. Per esempio, domando, che fine hanno fatto i 47 milioni che avevo stanziato nel 2015 per rifare totalmente l’illuminazione delle periferie, 192mila punti luce che a Roma sono quasi ancora tutti con lampade a incandescenza? Orfini lo sa? Renzi lo sa?». 
«I cosiddetti renziani già all’epoca delle europee del 2014 sostenevano che avremmo avuto un tracollo a Roma per “l’effetto Marino”. Quando poi in città il Pd superò la media nazionale e raggiunse il 44%, dell’effetto Marino non parlarono più. Io al primo turno delle comunali presi 550mila voti, oggi tutta la coalizione ne prende 260mila. Al ballottaggio saranno ancora di più i miei elettori che voteranno per la Raggi. Perché a quelli del primo turno si aggiungeranno anche molti che non avevano votato. Sa ieri dov’ero?». 
«A Ostia. Miei antichi elettori mi hanno detto “votiamo la Raggi per dare uno choc al Pd”. Il segretario dei giovani democratici di Ostia mi ha invitato domenica a un dibattito. Io gli ho detto che vado ma di chiederlo a Orfini, gli ho chiesto se sapeva che il Pd dalla defenestrazione mi ha bandito da qualsiasi discussione nei circoli. La verità è che dalle periferie ci ha allontanato il commissario Orfini».