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domenica 12 giugno 2016

Con le immagini ... ... è più facile

Renzi, scopre in ritardo, che in Italia avanza a grandi passi
l'IGNORANZA



Nel Sud Italia si laurea meno del 20% dei giovani, numeri che in Puglia e Sicilia si fermano al 14%, esattamente quanto l’Indonesia e il Sudafrica. 

Per capire la malattia che ha svuotato le aule universitarie in tutto il Paese si può partire da tante angolazioni: la crisi, il lavoro che langue, lo scarso appeal delle lauree tradizionali o l’affermarsi di corsi alternativi più professionalizzanti. Tutto vale. 
Ma quello che forse ha pesato di più è il decennale disimpegno dello Stato. 


Tutti i premi Nobel per l’economia hanno insistito su un concetto: per uscire dalla crisi senza le ossa rotte bisogna investire in istruzione. Bene, è esattamente quello che l’Italia non ha fatto. Dal 2008, anno di inizio della crisi economica globale, il nostro Paese ha ridotto il finanziamento pubblico alle università, che otto anni fa era di oltre 6 miliardi, del 22,5%. In Germania è cresciuto del 23%. Contemporaneamente, in Italia, sono crollate le immatricolazioni: dal 2004 si sono perse 66 mila matricole, circa il 20% in meno.

(La Stampa)