StatCounter

martedì 31 maggio 2016

Elezioni americane. Un socialista per la prima volta si è battuto nelle primarie

BERNIE SANDERS
Chi lo ha sostenuto in questa lunga e complessa corsa verso la Casa Bianca, creando non poche difficoltà alla candidata ufficiale dell "casta di potere"  del partito democratico, la Hillary Clinton ?

Il Partito democratico americano, un pò come in Italia, è una coalizione di gruppi di interesse e quindi aperto a più possibilità (p.e. in Italia comprende componenti di destra, di centro, qualcosa di sinistra, e poi ... tantissimi  opportunisti dell'ultima ora).

Quali sono le motivazioni  percui in America, per la prima volta, un socialista si è fatto largo nella corsa verso la Casa Bianca ?

La varietà di motivazioni è ampia ed è stata esposta in un articolo  di Paul Krugman  su Il Sole 24 Ore del 29.5.16, che qui riportiamo per estratto.

1.Gli idealisti sinceri: è indubbio che un numero non trascurabile dei sostenitori di Sanders sogna una società migliore, e per una qualunque ragione – forse perché sono molto giovani – è pronto a ignorare argomentazioni pratiche sulla ragione per cui non è possibile realizzare in un giorno tutti i loro sogni.
2.I romantici: questo genere di idealismo scolora in qualcosa che non ha a che fare tanto con la volontà di cambiare la società, quanto con il divertimento e la gratificazione per l’ego che deriva dall’essere parte del Movimento. (Quelli fra noi che sono stati studenti negli anni 60 e nei primi anni 70 riconoscono facilmente questa tipologia.) Per un po’ (specialmente per coloro che non avevano un’idea chiara dei meccanismi matematici dell’elezione dei delegati) è sembrata una cavalcata meravigliosa: i giovani battaglieri in marcia per rovesciare i vecchi scellerati. Ma fra l’amore e l’odio la linea è sottile: quando la realtà ha cominciato a prendere il sopravvento, tanti, troppi di questi romantici hanno reagito sprofondando nel risentimento, affermando con rabbia che li stavano ingannando.
3.I puristi: è un filone leggermente diverso del movimento, anche questo caso ben noto a noi che abbiamo una certa età. È composto da persone per le quali la militanza politica non consiste nell’ottenere dei risultati, quanto nell’assumere una posa personale. Sono i puri, gli immacolati, quelli che rigettano la corruzione del mondo e tutti coloro che si sono anche minimamente sporcati (in pratica, chiunque sia riuscito a fare effettivamente qualcosa). Un numero significativo di delegati di Sanders è composto da persone che nelle elezioni del 2000 sostennero il verde Ralph Nader; i risultati di quella candidatura non li turbano, perché i risultati sono sempre stati secondari: l’obiettivo vero è affermare la propria identità personale.
4.Vittime della sindrome Clinton: una parte dei supporter di Sanders sono persone che in primo luogo odiano Hillary. È una sindrome da cui non riescono a liberarsi: sanno che Hillary Clinton è corrotta e malvagia, perché lo sentono ripetere continuamente. Non si rendono conto che la ragione per cui lo sentono ripetere continuamente è che alcuni miliardari di destra si danno da fare da oltre vent’anni per promuovere questo messaggio. Sanders ha preso parecchi voti da Democratici di destra che non votano per lui, bensì contro la Clinton. E sicuramente ci sono pure Democratici di sinistra che hanno assorbito lo stesso messaggio, anche se non guardano la Fox News.
5.Salon des refusés: è un gruppo numericamente ristretto, ma particolarmente rilevante in seno agli editorialisti pro-Sanders. Sto parlando di intellettuali che per una qualche ragione sono rimasti esclusi dalla cerchia ristretta dell’establishment democratico, e che hanno visto Sanders come il lasciapassare per il successo. Nella maggior parte dei casi hanno opinioni eterodosse, ma queste hanno poco a che vedere con la campagna. Ciò che conta è il loro status di outsider, che rende conveniente sostenere un candidato outsider (e li rende riluttanti ad ammettere che il loro candidato non porta più beneficio alla causa progressista).

Che fine farà questa coalizione di non-sempre-disinteressati quando la corsa delle primarie sarà finita? Gli idealisti sinceri probabilmente si renderanno conto che, indipendentemente dai loro sogni, Trump sarebbe un incubo. I puristi e le vittime della sindrome Clinton non sosterranno Hillary, ma tanto non lo avrebbero fatto comunque. Gli intellettuali insoddisfatti penso che alla fine, in linea di massima, la appoggeranno. Il vero dubbio sono i romantici. Quanti cederanno al risentimento? Molto potrebbe dipendere da Sanders: è lui stesso uno di questi romantici rancorosi, incapace di andare oltre?