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martedì 10 maggio 2016

Dalla Chiesa Universale all'Eparchia: riflessioni di un laico -n. 2-



Non abbiamo bisogno di chissà quali 
grandi cose o chissà quali grandi uomini. 
Abbiamo solo bisogno di più gente onesta.
Benedetto Croce

Abbiamo accennato la volta scorsa al secolarismo e a come il "sacro", specialmente in Europa, si sia di gran lunga dissociato dalla vita quotidiana di milioni di occidentali che pur dichiarandosi cristiani danno a questo termine interpretazioni personali o interpretazioni secondo la misura della propria convenienza.

Da questo punto in poi proveremo a descrivere il mondo dei credenti - o dei diversi modi di ritenersi credenti-  del terzo millennio, senza trascurare la Storia che comunque sovrasta il passato di ciascuna confessione.

I cristiani nel terzo millennio
I cristiani dei cinque continenti sono o dovrebbero essere circa due miliardi. 
Prendendo in considerazione le tre grandi famiglie dei cattolici, protestanti ed ortodossi emergono fra essi e all'interno di essi gradi diversi di fede in Dio e Gesu' Cristo, livelli differenti di dottrina, di obbedienza e pure di morale.

I credenti di ciascuna confessione cristiana -osservati dagli altri- incuriosiscono, affascinano ed infastidiscono, sono ascoltati  e sono pure detestati.
Secondo alcuni osservatori i cristiani sono in declino, incapaci di reggere alle nuove religioni che pongono al centro del vivere sociale
--l'individualismo
--il consumismo
--il divertimento
--la tecnica e la comunicazione mondializzate
--lo scetticismo
--il relativismo
--la liberta' illimitata.

Pare di capire infatti, osservando da una immaginaria finestra sul mondo, che si viva meglio senza "creatore", senza dogmi, senza morale imposta e che si debba ogni merito al cammino piu' o meno sicuro garantito dal progresso.

E' certo tuttavia, a prescindere dalle convinzioni dei non credenti, che il mondo cristiano  stia vivendo una situazione di stallo e di insicurezza rispetto all'ascesa dell'Islam e di certe correnti evangeliche aggressive ed espansive operanti soprattutto in Sud America ed in Africa.
E' certo -nel contempo- che il Cattolicesimo istituzionale di Papa Francesco come pure le Chiese ortodosse dell'est Europa ( uscite, queste, da decenni di persecuzioni dell'ateismo comunista) godano di ampio rispetto e di riverenza perche' in condizione di mobilitare e coinvolgere vaste fasce di popolazione.
La stampa del mondo, quella che si ammanta di illuminismo e cultura del secolo, nei confronti delle istituzioni cristiane e dei credenti  ostenta rispetto ed ammirazione per il loro contributo alla Storia del meglio e pure del peggio dell'umanita' e per la loro capacita' di apparire ora moribondi ed ora rinascenti.

I politici dell'Occidente cercano e spesso ottengono il sostegno di molte "chiese" nell'influenzare la morale, le idee e persino le scienze. 
Spesso pero' morale dominante, idee e scienze soverchiano il ruolo delle chiese.

Il mondo cattolico in un passato non lontano e' riuscito comunque a destabilizzare il blocco comunista, facendo leva sulla Polonia di papa Giovanni Paolo II,  come decenni di politica e diplomazia occidentale non erano riusciti nell'intento.
Lo stesso mondo cattolico in Sud America ed in Africa ha molto contribuito, fra compromissioni e condizionamenti ambigui vari, a far saltare parecchie dittature militari e feroci ( che per decenni avevano però goduto di parecchie benedizioni clericali).

In Europa cattolici e cristiani delle varie provenienze sono oggi impegnati su fronti che, secondo la loro etica, condizionano il futuro dell' umanita':

--banalizzazione dell'aborto e dell'autanasia
--permissivismo morale
--disgregazione della famiglia
--chiusura rispetto agli immigrati.

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Dopo il quadro su sfondo politico-sociale delle problematiche del mondo, proveremo -in seguito- a leggere via via come queste grandi questioni si riducano in periferia nelle piccinerie, quelle a noi vicine.