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giovedì 5 maggio 2016

Dalla Chiesa Universale all'Eparchia: riflessioni di un laico -n. 1-

Introduzione Precedente

Per iniziare:
"Dai a Cesare ciò che è di Cesare,
dai a Dio ciò che è di Dio"
La società secolarizzata
Seguire il mondo della Politica per chi ama ed apprezza i valori del Bene Comune è affascinante e diventa irrinunciabile. Irrinunciabile è seguire la Politica, a prescindere dal frequente disgusto che la quasi totalità della classe politica (odierna) suscita, per chi sin dall'età giovanile ha creduto che il mondo è stato consegnato all'uomo e questi ha il dovere di migliorarlo o, ed esprime lo stesso concetto, di renderlo più umano.  
Occuparsi di politica -più concretamente- significa vivere e desiderare modelli organizzativi del mondo e della società che corrispondano alle proprie aspettative e che meglio però favoriscano la crescita sociale, culturale e psico-fisica di tutti, della intera generalità degli esseri umani.

Chi si occupa ai nostri giorni di politica ha come parametro se stesso e la propria coscienza. Il senso della propria responsabilità. 

Secondo Eugenio Scalfari i principi della libertà eguaglianza e fraternità costituiscono i punti cardinali di orientamento dei politici laici -e prosegue- e questi principi nel loro percorso si intrecciano anche con il cristianesimo e con il socialismo (democratico). 

Il politico laico, che sia credente o meno, ha quindi iscritto nel suo codice etico l'onere di perseguire l'eguaglianza delle condizioni di partenza per ciascuna persona (presupposto del socialismo democratico) al di là di ogni discriminazione di razza, religione, sesso.

Il politico laico e sincero (merce rara ai nostri giorni, in Italia) ha iscritto nel suo codice etico la pulsione verso la solidarietà e l'amore per il prossimo (presupposto di chi si definisce cristiano).

Perchè -viene da chiedere- anche i politici che non si definiscono socialisti e non si definiscono cristiani  hanno -pure essi- iscritti nella loro coscienza i portati del socialismo e del cristianesimo ?

Perchè, lo diceva Benedetto Croce col suo "non possiamo non dirci cristiani", anche l'odierna società secolarizzata ha assunto in sè tutti gli  eventi lontani e meno lontani che hanno contribuito a trasformare la realtà in cui viviamo. 
Oggi, nella nostra società secolarizzata, si continua a parlare di "peccato" però questo è letto alla luce dei "Diritti Fondamentali dell'Uomo". 

Sempre Eugenio Scalfari, il non credente amico di papa Francesco, dice che è grave "peccato" la pulsione contro l'altrui libertà. E' peccato grave l'egoismo dell'io e del noi contro il tu (profugo) e il voi (poveri). 
L'ex direttore di Repubblica continua: è peccato la sopraffazione contro l'altro (straniero) e contro il diverso (islamico  ...).

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Abbiamo voluto cominciare un ... lungo cammino all'interno del mondo cristiano con questa pagina sull'Europa secolarizzata per lasciare intendere che non è per nulla vero che esista una crisi del "religioso", dello "spirito del Bene". 
Ed allora ?  ... Avremo (ci auguriamo) tanto tempo per ... approfondire.