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domenica 1 maggio 2016

Contessa Entellina. Il Comune deve pagare ai dipendenti la mensilità di dicembre 2015 e la tredicesima

DELIBERAZIONE C C N 14

Oggetto: Controllo equilibri di bilancio al 31/12/2015
Scadenza Pubblicazione 06/05/2016

Nel sito del Comune abbiamo cercato la deliberazione del CONSIGLIO COMUNALE di cui sopra.

In attesa di soffermarci sulla deliberazione o meglio sui poco edificanti risultati ivi contenuti (è il nostro punto di vista), trattiamo il senso di ciò che cerchiamo e che cercheremo di spiegare ai nostri pochi lettori, pigliando spunto da un articolo scientifico pubblicato dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti.

Subito però vogliamo evidenziare che la deliberazione non riporta nessuna analisi, nessuno spunto emerso in seno al Consiglio Comunale. 
Cosa vogliamo dire ? 
Che le carte allegate alla deliberazione (relazione del segretario comunale, del  ragioniere e del revisore) evidenziano carenze di conduzione amministrative dell'Ente, viene da dire una mancanza di "guida" dell'aspetto politico-amministrativo, ma il Consiglio Comunale non ha avuto nella seduta del 19 aprile nulla da eccepire; addirittura usando un pò di cattiveria pare abbia voluto dire "siamo qui per scaldare la sedia".

Pochi dati:
Il bravo segretario comunale, dott. Francesco Battaglia, così fotografa la situazione al 31 dicembre:
--Equilibrio finanziario di competenza  -  76.581,81
--Equlibrio fnanziario di cassa               -151.266,69
--Patto di Stabilità. Differenza fra 
   saldo finanziario e obiettivo 
  programmatico                                     +  26.000,00
--Utilizzo somme vincolate per 
  pagamento spese correnti ex art.
  195 Tuel                                                 - 206.899,73

Su questi dati la deliberazione non riporta alcuna analisi da parte dei consiglieri
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Perchè agli enti si impone l'equilibrio dei conti ?
L’analisi de “La nuova normativa nazionale sulla finanza pubblica degli enti territoriali”  è strettamente connessa alla normativa europea e ai suoi vincoli.
La Legge 243 del 2012,  le sue finalità e la stessa legge di stabilità dell’anno 2015 sono tese all'esigenza di convergenza delle economie degli Stati membri della UE verso specifici parametri, comuni a tutti.
Si vogliono in buona sostanza tenere sotto controllo i conti pubblici.
Gli enti territoriali (Regioni, Province e Comuni)  tramite un Patto di Stabilità Interno dispongono di specifici limiti attraverso i quali attuare il controllo sul loro indebitamento netto.
Questo sistema, però ha finito per evidenziare, anzitutto, un difetto di flessibilità nell’adattarsi alle diverse “ragioni di finanza” delle singole realtà (comunali, in particolare) e in più sensi penalizza i piccoli Comuni. 
Molti osservatori auspicano il superamento (o meglio l'abolizione) dei limiti posti dal Patto di Stabilità Interna.

La Legge di Stabilità 2016 in luogo di un complesso ed articolato sistema di equilibrio di bilancio basato su numerose voci di saldo, ha, per i Comuni, considerato rilevanti come indicatori di bilancio i soli saldi finali (non negativi) di loro competenza,  sganciandoli da rapporti d’insieme.
(segue)