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sabato 5 marzo 2016

Italiani. I segni dell'identità, il peso della memoria, l'immagine nel mondo (3)

L'argomento identità degli italiani secondo molti scrittori e saggisti viene collegato ai valori, simboli, miti, personaggi, comportamenti, luoghi dell’immaginario, cibi, gesti, situazioni che, soprattutto all'estero, identificano con l’essere italiani.
Tutt qui ?
L'ambivalenza
o
Effetto Pinocchio
L'identita' degli italiani puo' essere -ovviamente- osservata da diverse angolazioni.  All'estero fino a qualche decennio fa' per studiare l'Italia nelle Universita' esistevano quasi esclusivamente le cattedre di letteratura italiana (talvolta di Storia italiana). Piu' recentemente vanno istituendosi cattedre di "cultura" italiana in senso piu' largo.

Gli italiani o meglio gli emigrati di origine italiana sono sparsi in tutto il mondo e guardano al paese di origine con un sentimentalismo residuo;  in loro sussiste la nozione secondo cui la modernità italiana sarebbe collegabile al piacere dei prodotti italiani d’importazione. Null'altro ricordano o diffondono della loro terra d'origine che possa valorizzare l'italico modo di essere.

In loro, nelle generazioni di italiani cresciute all'estero, e' facile cogliere, piu' che nei residenti nella penisola, una identita' ambivalente, frutto del ben noto detto "adesso bisogna fare gli italiani", parola d'ordine del periodo post risorgimentale.

In che senso ?
Nel post Risorgimento, da un lato gli italiani avrebbero dovuto essere forgiati dall’esterno, ossia l’italianità doveva essere imposta, stampata e impressa su una massa di individui informi; dall’altro vi era l’idea diffusa che gli italiani esistessero già prima della creazione di uno Stato politico e perciò vi fosse già un’italianità comune ad una popolazione che da quel momento in poi sarebbe stata in grado di esprimersi nella cornice di una nazione. Spesso, come ad esempio nell’opera di Francesco De Sanctis, entrambe queste prospettive sembrano coesistere l’una accanto all’altra.
Pensandoci bene, noi italiani siamo ancora oggi un popolo ora disaggregato in culture regionali ed ora unito da sentimenti unitari, ora diversi su molti aspetti di vita da regione in regione ed ora con tratti uniformi ed indistinguibili dal Brennero a Lampedusa.
Alcuni osservatori parlano di "effetto Pinocchio", il personaggio di Collodi.


Cosa si coglie negli italiani ?
Mancanza di disciplina, bighellonare, bonta' di fondo, modi di essere sostanzialmente infantili, desiderio di essere ammessi nelle  "societa' delle nazioni".
E cosa c'entra Pinocchio ?
Da una parte e' Pinocchio di Collodi è una marionetta e in quanto tale si muove e decide su manovre altrui di fili, dall'altra il Pinocchio di Collodi si muove da solo grazie ad un desiderio di movimento (e'  ambivalente).


Riflessione
Pinocchio, allegoria dell’ambiguità del progetto di creazione degli italiani ?
In queste ore -ore di crisi libica-  viene da pensare agli italiani di qualche anno fa': avevano ottimi rapporti economici e di convivenza con Gheddafi e la Francia, di contro, coltivava ambizioni, rancori e desideri di rivalsa (era invidia per la situazione di vantaggio del nostro paese) .

L'Italia non aveva alcun motivo per rompere quegli equilibri a lei favorevoli. Eppure si e' mossa da burattino in mano a Sarkozy e ad Obama.
Adesso ne paga il prezzo, ma rischia di cadere nuovamente -in queste ore- in altre trappole dei burattinai.

C'e' effettivamente negli italiani un infantilismo che li rende svantaggiati rispetto a chi  "sa fare di conto".
In questi comportamenti emerge la bonta' di fondo degli italiani (proprio come in Pinocchio) ed il desiderio di essere apprezzati dalla " societa' delle nazioni" (proprio come in Pinocchio).
Ambivalenti al massimo: amici degli uni e alleati degli altri.
In realta' inaffidabili, ed ovviamente, non presi sul serio nel consesso delle nazioni: nè in Europa, nè nella Nato, nè ....