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sabato 13 febbraio 2016

Prima domenica di Quaresima: nella Chiesa bizantina si ricorda il deliberato del Concilio di Nicea II sulle icone

Il Concilio Ecumenico Niceno II così descrive e definisce il culto dell’icona: 


Noi deliberiamo, con ogni cura e diligenza, che –come la preziosa e vivificante Croce- le venerande e sante immagini –in pittura, in mosaico o in qualsiasi altra materia- vengano esposte nelle sante chiese di Dio, sulle sacre suppellettili, sulle vesti, sulle pareti e sulle tavole, nelle case e nelle strade, si tratti dell’immagine del Signore Dio Salvatore nostro Gesù Cristo, o della Santa Madre di Dio, o degli angeli degni di onore, o di tutti i santi e pii uomini.
Infatti, quanto più esse vengono viste nelle immagini, tanto più coloro che le guardano sono portati al ricordo e al desiderio di quelli che esse rappresentano e tributare loro rispetto e venerazione. Non si tratta certo, secondo la nostra fede, di un vero culto di adorazione, che è riservato solo alla natura divina, ma di un culto simile a quello che si rende all’immagine della preziosa e vivificante croce, ai santi vangeli e agli altri oggetti sacri, onorandoli con l’offerta di incenso e di lumi, come era uso presso gli antichi. L’onore reso all’immagine, infatti, passa a colui che essa rappresenta e chi adora l’immagine, adora la sostanza di chi in essa è riprodotto”.