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martedì 23 febbraio 2016

I Comuni sono in difficoltà. Contessa Entellina non paga i dipendenti da mesi, ma allarga la borsa incrementando ore e consulenze nell'Uff. Tecnico


L'APPELLO. L'Ance: «Tagli del 25%, impossibile approvare i bilanci e pagare gli stipendi»
Meno soldi ai Comuni, i sindaci: così rischiamo il default ··· 

«I tagli ai trasferimenti non possono che provocare il default dei Comuni che non riusciranno ad approvare i bilanci entro il 30 aprile»: nel giorno in cui l'Ars ha iniziato a votare la manovra economica, i sindaci sono arrivati in commissione Bilancio per mettere sul tappeto l'emergenza. 
L'Anci, presieduta da Leoluca Orlando, ha illustrato le principali conseguenze di tagli ai finanziamenti che si aggirano sul 25% rispetto all'anno scorso: «Ammesso che ci sia qualche Comune che riesca a potare in pareggio il bilancio, dovrà comunque tagliare i servizi alla cittadinanza». In più il vicepresidente Luca Cannata ha confermato che anche a febbraio, come già registrato a gennaio, «molti sindaci non riusciranno a pagare gli stipendi o lo faranno con parecchi giorni di ritardo e solo grazie ad anticipazioni bancarie». 
I sindaci hanno lanciato il loro allarme a 24 ore da quanto fatto dai commissari delle 9 ex Province, che hanno illustrato una situazione di dissesto che entro un mese porterà alla dichiarazione di esubero per migliaia di dipendenti e al licenziamento dei precari. 
Anche l'Anci ha denunciato «una situazione che conduce al fallimento. Stiamo assistendo alla distruzione completa del sistema degli enti locali con dati alla mano». E i dati sono questi: «Sono state azzerate le risorse che la Regione trasferiva in conto capitale (circa 115 milioni). È stato tagliato il fondo per le autonomie locali. Tutto ciò vale il 25 per cento delle somme». 
Questo è quello che i sindaci attribuiscono alla Regione. Ci sono poi ulteriori restrizioni imposte dallo Stato. Da qui l'appello a modificare almeno la Finanziaria in corso di approvazione e a sostenere anche il pressing in corso su Roma per allentare la morsa dello Stato. Tuttavia ¡l governo regionale non prevede in questo momento di modificare il budget per gli enti locali. Il bilancio in corso di (faticosa) approvazione prevedeva milioni di finanziamenti ordinari. Mentre il fondo per il precariato potrà contare su altri 227,8 milioni. Gran parte di queste somme tuttavia rimarranno congelate fìno a quando Crocetta e l'assessore all'Economia, Alessandro Baccei, non raggiungeranno a Roma l'intesa con lo Stato per ottenere gli ultimi 500 milioni di aiuti promessi a dicembre. 
Nell'attesa l'allarme di Comuni e Province è stato raccolto dal presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone: «Condivido l'allarme lanciata da Orlando anche per quanto riguarda la sottovalutazione della questione relativa alle ex Province, perché in attesa della riforma definitiva a dover sopportare i costi sono i Comuni».