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giovedì 28 gennaio 2016

Rifiuti Solidi Urbani. Un sistema al collasso, ma le tariffe sono rimaste quelle di prima

La Repubblica-Palermo
Una miriade di enti sovrintende a un sistema al collasso. Il fallimento del sistema dei rifiuti in Sicilia è certificato dall'Anac, l'autorità nazionale anti-corruzione. Ed è un altro tassello di un mosaico che porterà, di qui a poco, a un commissariamento: il governo nazionale ha già deciso. 
L'elenco di accuse contenute nell'istruttoria dell'Anac è lungo: si va dalla «frammentazione sistemica di servizi e territorio», dovuta al «numero eccessivo di soggetti titolari di competenze e funzioni», fino alla scarsa pianificazione, dalla «contraddittoria» normativa regionale alla pesante sentenza: «Troppe proroghe e poche gare».


Una miriade di enti sovrintende a un sistema al collasso. Il fallimento del sistema dei rifiuti in Sicilia è certificato dall'Anac, l'Autorità nazionale per la lotta alla corruzione. Ed è un altro tassello di un mosaico che porterà, di qui a poco, al commissariamento. Il governo nazionale ha già deciso. L'elenco di accuse contenute nell'istruttoria dell'Anac è lungo: si va dalla «frammentazione sistemica di servizi e territorio», dovuta al «numero eccessivo di soggetti titolari di competenze e funzioni», fino alla scarsa pianificazione, dalle difficoltà applicative della «contraddittoria» normativa regionale alla pesante sentenza: troppe proroghe e poche gare. 
LA RIFORMA FALLITA 
Uno dei problemi evidenziati dall'Autorità guidata da Raffaele Cantone riguarda la legge del 2010 che regola il settore: «Disciplina non solo contraddittoria, ma difficilmente applicabile». Gli Ambiti territoriali ottimali, gli Ato, erano inizialmente nove, come le Province, e sono diventati 18: una decisione che secondo l'Authority, la Regione dovrebbe «ripensare». Diversi Comuni, fra l'altro, sono soci di questi enti, ma molti sindaci — fa notare l'Anac — ne parlano come di un soggetto terzo, mentre il mancato funzionamento ricade anche su di loro. La legge, inoltre, ha subito alcune modifiche, consentendo anche ai Comuni compiti di affidamento e organizzazione del servizio rifiuti. Col risultato che su 390 Comuni della Sicilia, 260 hanno costituito un cosiddetto Aro, Ambito di raccolta ottimale, che in ben 103 casi coincide col Comune stesso. Molti degli Aro hanno una popolazione che supera di poco i seimila abitanti. Eccola, la giungla dei rifiuti nell'Isola. 
PIANI SU PIANI 
Accanto alle norme varate dall'Ars ci sono stati atti amministrativi di pianificazione su tré livelli: regionale, di ambito territoriale e comunale. I rapporti tra questi tre piani non hanno funzionato bene, però. Anzi, hanno prodotto un «fenomeno di sovrapposizione che pesa sulla programmazione». La finalità della gestione integrata del ciclo dei rifiuti, infatti, è quella di creare servizi omogenei e produrre economie di scala e risparmi. Ma se si adottano piani di intervento in assenza di piani d'ambito, se si moltiplicano i soggetti coinvolti, si ha l'effetto opposto, con una «evidente irragionevolezza del sistema» e una «frammentazione sistemica di servizi e territorio». 
LA PROROGA COME REGOLA 
In un sistema imperniato sulle discariche gestite dai privati, la Regione è andata avanti di proroga in proroga. L'ultima ordinanza con cui si prolunga l'attuale gestione è stata firmata da Crocetta all'inizio di gennaio. Ï nodo delle proroghe dei contratti è legato a quello delle poche nuove gare indette. La complessità delle gare in questo settore ha senz'altro un ruolo. Ma il problema resta. E per questo l'Anac invita a predisporre nuovi bandi, ispirandosi ai modelli di gara comunitaria. 
TARIFFE TROPPO LEGGERE 
In un sistema che ha visto negli ultimi anni i costi aumentare ma i servizi peggiorare, l'Anac afferma che le tariffe stimate dai Comuni sono addirittura sottostimate. Dall'analisi dei piani finanziari è emerso che i Comuni non mettono in contabilità, per applicare la tassa sui rifiuti, i debiti maturati nei confronti degli ex Ato in liquidazione e i mancati ricavi della stessa tassa, riferiti a crediti inesigibili e ai precedenti regimi fiscali. La legge dice, insomma, che anche questo ammanco va calcolato e distribuito fra i contribuenti. E la cifra rischia di essere significativa, visto che l'impatto dell'evasione in Sicilia è quasi del 50 per cento. 
ARRIVA IL COMMISSARIO 
II siluro dell'Anac rafforza il percorso già avviato dal governo per un commissariamento del settore dei rifiuti. La Regione, infatti, non ha rispettato le scadenze indicate nella diffida inviata da Palazzo Chigi ad agosto. Come primo atto, il commissario dovrebbe avviare la realizzazione di due termovalorizzatori. I rilievi dell'Authority, però, riguarda no principalmente interventi che devono passare dall'Ars. «Il parere dell'Anac—dice l'assessore all'Energia e ai rifiuti, Vania Contrafatto — ci convince a lavorare con sempre maggiore vigore alla legge di riforma che abbiamo in cantiere». "Deve essere ripensato il sistema dei 18 Ato" "Bandi di gara europei per le discariche"