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sabato 30 gennaio 2016

Ragionare, Capire e Decidere ............... di Ipazia 30.01.2016

Abbiamo provato a puntualizzare il pensiero di Parmenide: l'unica realtà è l'essere, mentre il non essere è impossibile, quindi impensabile. 
L'essere è eterno, unitario, immobile, ingenerato, e tutto ciò mentre qualsiasi cosa sembri avere la qualità opposta (molteplicità, movimento, generazione).

Zenone, allievo di Parmenide, puntando a difendere Parmenide dagli attacchi di chi pensava diversamente, è ritenuto l'inventore della "dialettica", ossia del metodo confutatorio. 

La Filosofia 15
Zenone procede pressapoco in quest modo. Prende una delle affermazioni di Parmenide sulla natura dell'essere, si mette nei panni di un avversario di Parmenide e nega l'assunto (sostenendo, per esempio, che l'essere non è uno ma molteplice, oppure che non è immobile ma in moto), quindi dimostra che dalla negazione di questo assunto discendono conseguenze assurde, oppure in contrasto con la stessa premessa, o semplicemente paradossali.
La conclusione: l'assunto di Parmenide è vero.

Vediamo l'argomentare di Zenone: Per sostenere l'immobilità dell'essere usa "il paradosso di Achille" .
-Se il movimento esiste, ossia se l'essere non è immobile, Achille "piè veloce" raggiungerà la tartaruga.
-A dire di Zenone Achille invece non raggiungerà la tartaruga perchè questa si sarà spostata, sia pure di pochissimo. Il processo è destinato a proseguire all'infinito, senza che Achille riesca mai a raggiungere la tartaruga.


Zanone conclude che il movimento è impossibile o che la sua ammissione conduce a conseguenze ancora più ridicole.