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sabato 23 gennaio 2016

Noi italiani. Esaminando i nostri comportamenti non avremmo diritto di parlar male dei nostri "politicanti da quattro soldi"














I più «furbi» sembrano essere i dipendenti comunali e quelli delle Asp - centinaia quelli finiti sott'inchiesta negli ultimi anni in tutta l'Isola - ma a fare trucchetti coi cartellini per risultare in servizio mentre in realtà sono altrove, sarebbero anche vigili, netturbini, impiegati dell'Istituto case popolari, dipendenti di teatri, dell'Agenzia delle Entrate, dell'ufficio per il garante dei diritti dei detenuti, persino un agente della polizia provinciale e un'ex dirigente amministrativo della Procura di Marsala. 
Tutti fantasmi, presenti, regolarmente in servizio e per questo retribuiti con denaro pubblico, ma solo sulla carta. Banalmente ne approfittano per fare la spesa o a prendere un caffè, ma, nei casi più gravi, arrivano addirttura altri lavori. Il dato lampante è che difficilmente gli assenteisti si muovono da soli: quando polizia, carabinieri e guardia di finanza intervengono è per denunciare almeno una ventina di persone. Segno che per fare i «furbi» serve certamente la complicità dei colleghi, fosse solo perché uno timbra pertutti. Quando poi i processi arrivano a conclusione, le pene sono in generale molto lievi (tra i 5 e i 10 mesi) e vengono pure sospese. Molto spesso, inoltre, non scatta neppure la sospensione dal lavoro degli indagati. 
I più assenteisti? I comunali. 
Decine le inchieste che hanno messo in evidenza presunti casi di assenteismo nei Comuni dell'Isola. Sono 26 i dipendenti del municipio di Villafrati, in provincia di Palermo, denunciati nelle scorse settimane perché avrebbero fatto timbrare i cartellini ad altri e non si sarebbero presentati al lavoro. Ad Aragona, in provincia di Agrigento, ci sono attualmente 4 persone indagate per lo stesso motivo. A Barcellona, in provincia di Messina, recentemente è arrivata la prescrizione per 33 persone che avrebbero timbrato, ma senza andare a lavorare tra il 2007 ed il 2008. Altro destino è toccato invece a un dipendente comunale di Siracusa che è stato licenziato in queste settimane - anziché lavorare nel suo ufficio, secondo la Procura, avrebbe fatto supplenze - e a due municipali del Comune di Buccheri, sempre nel Siracusano: uno è stato condannato e l'altro assolto. 
Ma nelle Asp non si scherza... 
Anche nelle aziende sanitarie provinciali i «furbetti del cartellino» sembrano essere molti. A Modica, in provincia di Ragusa, sono finite sotto processo 36 persone, mentre a Siracusa sono stati denunciati 33 dei loro colleghi. Per gli inquirenti, un impiegato timbrava per tutti gli altri che o sarebbero andati via prima o si sarebbero dedicati ad altro. Questi lavoratori sono stati tutti sospesi dal servizio. A Piazza Armerina, in provincia di Enna, invece, qualche anno fa erano stati denunciati 29 dipendenti dell'ospedale Chiello, ma per loro il processo si è concluso con un non doversi procedere. 
Vigili, poliziotti, garanti e...  
A Palermo è in corso un'inchiesta su circa 400 vigili che sarebbero risultati in servizio, ma in realtà sarebbero stati altrove. Un agente della polizia provinciale di Siracusa è stato invece arrestato in questi giorni perché avrebbe firmato i fogli di presenza per altri suoi colleghi (altre 18 le persone coinvolte). Risale invece al mese di dicembre la condanna da parte del tribunale di Palermo di 9 dipendenti regionali dell'ufficio per il garante dei diritti dei detenuti, accusati anche loro di truffa aggravata: la pena (sospesa) per loro è stata di 10 mesi. Cinque mesi, invece, la recente condanna rimediata anche in appello da 7 impiegati dell'Agenzia delle Entrate di Marsala che, nel 2010, si sarebbero allontanati dal posto di lavoro per delle lunghe, lunghissime, pause caffè. 
Ha suscitato poi clamore il caso di un'ex dirigente amministrativo della Procura di Marsala accusato anche di assenteismo: il ministero della Giustizia l'ha licenziata in tronco, anche se il processo a suo carico è appena arrivato in udienza preliminare. 
Tra teatro, rifiuti e case popolari 
II malcostume non risparmierebbe neppure i teatri (a Catania è in corso un'inchiesta su 80 dipendenti del Teatro Massimo) e gli lacp (a Messina la Procura ha appena chiesto la condanna di ben 77 dipendenti). E poi ci sono i netturbini della Rap di Palermo che, tra Natale e Capodanno del 2013, si sarebbero assentati senza motivo dal lavoro, lasciando la città in festa sotto tonnellate di rifiuti. È attualmente in corso una sorta di maxiprocesso con ben 129 imputati davanti al tribunale del capoluogo