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giovedì 7 gennaio 2016

L'Occidente, il post-moderno della dimenticanza, gli altri --n. 20--


Stiamo tentando di indagare le ragioni di sussistenza della "linea di frattura" fra l'Occidente e le popolazioni medio-orientali.

59) L'Occidente da sempre ha giustificato le guerre che scatena. E se una giustificazione "ragionevole" non esiste, è stata sempre inventata una giustificazione. Gli Stati Uniti pur di  inginocchiare paesi indipendenti e non facilmente addomesticabili come l'Iraq o la Libia hanno tirato fuori la misteriosa "guerra preventiva". Ognuno dei lettori sa cosa ha comportato la guerra preventiva dichiarata da Bush in Iraq e da Obama-Sarkozy in Libia. 

60) Le guerre ed i disastri militari hanno a monte sempre delle fantasiose giustificazioni.
Conquistatori antichi e moderni, città-Stato alla greca, imperi, regni o Stati-nazione hanno provato sempre a legittimare l'estensione della loro potenza, quale che sia la loro forma istituzionale.
Poeti, scrittori, tribuni politici, accademici ed intellettuali, giornalisti e cantori sono sempre stati lì ad erigere le fortezze dell'ostilità, dell'odio e delle paure.
Il nudo desiderio di potenza, quello all'opera nelle grandi invasioni di tribù germaniche, franche, visigote, vichinghe, mongole, cazare etc. non può più essere platealmente esibito da quando le religioni monoteiste si sono ristrutturate e la morale, le leggi e le istituzioni sono state calate a misura di uomo: nessuna conquista, guerra che causa la morte dell'altro può iniziare senza giustificazione.

61) L'Occidente tuttavia in nome della morale, delle leggi ed istituzioni internazionali, in nome della sua presunta superiorità del modo di vivere  -in effetti, la civiltà (sic!)- ha trovato la via per esercitare la violenza in piena legittimità, autolegittimazione.
A sentire i nostri telegiornali noi occidentali (soprattutto gli americani) mandiamo i soldati in ogni dove ad esercitare violenza (bombardamenti, rastrellamenti etc.) per "altruismo", a fare la guerra per una successiva pace che consentirà ai paesi "domati" di godere della nostra pace e della nostra civiltà; civiltà come noi la intendiamo.
Per dire: è in nome di Gesù che nelle Americhe, noi europei, abbiamo ridotto ai minimi termini le popolazioni e  le istituzioni, compresa la religione, delle popolazioni indigene.