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venerdì 29 gennaio 2016

Essere cittadini della Repubblica. Come difendersi dalla malapolitica ... .... --7-

LO STATO

Stato è il nome dato ad una particolare forma storica di organizzazione del potere politico, che esercita il monopolio della forza legittima in un determinato territorio e si avvale di un apparato amministrativo.

Lo Stato moderno nasce e si afferma in Europa tra il XV e l XVII secolo e si differenzia dalle precedenti esperienze del potere politico, per la presenza di due caratteristiche:
-Concentrazione del potere di comando legittimo nell'ambito di un determinato territorio in capo ad un'unica autorità.
-Presenza di un'organizzazione in cui opera una burocrazia professionale.

Lo Stato è quindi un ordinamento
-Sovrano
-Territoriale
-Necessario
-Ai fini generali
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Quando sorge lo Stato moderno e su quali presupposti ?
-Lo Stato ha origine con la pace di Westafalia (1648)
-Ha una natura patrimoniale
-Discende dalla rottura dell'assetto feudale della scietà.

(La spinta alla concentrazione del potere politico nello Stato è nata come reazione alla dispersione del potere tipica del sistema feudale, che si era consolidato tra il tardo dodicesimo secolo e il trecento.
La base del sistema feudale era costituita dal rapporto vassallo/signore.
I rapporti di potere erano di carattere personale e privato e c'era coincidenza tra proprietà privatistica del feudo e potere di comando sugli individui che a quel feudo  erano collegati. 

Abbiamo più volte insistito su queste pagine sulla circostanza che gli arbëresh quando nella seconda metà del quattrocento giunsero in Sicilia mai ebbero contatti con la struttura  o l'identità del Regno di Sicilia retto dagli Aragonesi. 
Gli arbëresh di Contessa -in via del tutto privata- trattarono con i Cardona e non ebbero nessun altro riferimento  o istituzione se non i Cardona. Allo stesso modo gli arbëresh di Piana degli Albanesi -in via del tutto privata- trattarono con l'Arcivescovo-feudatario di Monreale e non ebbero alcun altro riferimento o istituzione se non l'Arcivescovo-feudatario. Allo stesso modo operarono gli arbëresh  di Palazzo Adriano, Mezzojuso o per quelli delle Calabrie, con altri Signori-feudatari).

Per meglio chiarire:
Un elemento che accentuava il policentrismo dell'organizzazione sociale e politica precedente alla nascita dello Stato moderno è che la società non era composta da individui, bensì da comunità minori tra loro combinate:
--familiari (famiglia-clan)
--economiche (corporazioni, maestranze)
--religiose
--politiche.

E' chiaro quindi che ogni realtà comunitaria aveva assetti differenti rispetto alle altre. 
Per essere più chiari la comunità sorta ad opera degli  arbëresh di Contessa possedeva diritti ed obblighi differenti dalla comunità di Chiusa, Giuliana, Burgio etc., tutte sottoposte ai Cardona e tutte facenti parte del Regno di Sicilia.

In sintesi:
Esisteva una molteplicità di sistemi giuridici, uno per ciascuna comunità. Un soggetto poteva appartenere a diverse comunità contemporaneamente ed era sottoposto a più sistemi  giuridici, con problemi di sovrapposizione, di confusione e di conflitto. Tale già nel Cinquecento doveva essere lo status dei componenti della famiglia dei Clesi, mugnai di Bagnitelle e quindi sottoposti al regime giuridico dell'Università di Contessa e mugnai a Giuliana e quindi sottoposti al regime giuridico di quel marchesato. Contemporaneamente quei mugnai dovevano essere rispettosi del regime giuridico della corporazione-maestranza  di Contessa e di Giuliana.

La nascita e l'affermazione dello Stato moderno, sulle ceneri dello stato feudale, con la concentrazione della forza legittima, rispondeva ovviamente al bisogno di assicurare un ordine sociale dopo secoli di insicurezza. 
In Sicilia lo stato moderno nacque in ritardo rispetto al resto dell'Europa: nel 1812 all'insegna del riformismo dei Borboni che -ovviamente- si inimicarono l'aristocrazia feudale.