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martedì 1 dicembre 2015

Sanità in Sicilia. Troppi punti nascita con pochi nati ?



Salvatore Fazio PALERMO ···
Ci sono 17 punti nascita che dovrebbero chiudere in Sicilia perché sono sotto i 500 parti l'anno. Lo ha detto ieri il ministro Beatrice Lorenzin durante una conferenza stampa all'Università di Messina dove è stato presentato il piano nazionale di emergenza urgenza pediatrica.
Nella lista regionale i punti al di sotto del limite sono Lipari, Pantelleria, Petralia Sottana, casa di cura di Santo Stefano di Quisquina, Corleone, Mussomeli, Nicosia, Barcellona, Bronte, Licata, Cefalù, Sant'Agata di Militello, Biancavilla e Termini Imerese, Papardo di Messina e le case di cura Gretter e Lucina di Catania. Ma intanto la Neonatologia del Piemonte di Messina è stata accorpata all'ospedale Papardo che in tal modo raggiunge i 500 parti l'anno. «Abbiamo istituito - ha spiegato il ministro - un comitato tecnico al ministero che sta valutando le proposte di criticità che ci sono state segnalate dalla Regione Sicilia. Ci sarà una rete neonatale di assistenza e gli spoke (ospedali più piccoli) devono essere in condizioni di collaborare con gli hub (ospedali più grandi) in modo che se c'è un emergenza il bambino viene trasferito in tempi rapidissimi».
Il ministro ha poi aggiunto: «Per quanto riguarda gli ospedali sotto i 500 parti - ha concluso il ministro - potrebbero avere delle deroghe ma la Regione deve garantire quell'assistenza necessaria in caso di parto e quindi una presenza del pediatra 24 ore al giorno».
Sulla vicenda l'assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi afferma: «Condivido il rigore ed il percorso dettato dal ministro. A prescindere dalle deroghe sui punti nascita al di sotto dei 500 parti, che rimangono ascritte alla competenza ministeriale, sulle condizioni di sicurezza degli stessi non è e non sarà mai consentita alcuna deroga» sottolinea Gucciardi che aggiunge: «Sulla sicurezza della gravida e del nascituro nessuna incertezza e tolleranza zero». Gucciardi spiega che «i controlli su questi protocolli di sicurezza sono costanti e in caso di inadempienze la Regione interverrà rimuovendo immediatamente il direttore generale dell'Asp o dell'azienda ospedaliera». L'assessore ha precisato che «a prescidere dal numero dei parti è assolutamente obbligatorio che i manager garantiscano per ogni punto nascita la guardia attiva 24 ore su 24 ginecologica, neonatologica e anestesiologica. Su questo ha detto determinato Gucciardi - non c'è discussione. Obbligo senza se e senza ma».

Il ministro Lorenzin ha anche ricordato il caso della piccola Nicole Di Pietro che morì lo scorso 12 febbraio per una sofferenza fetale acuta, subito dopo la nascita in una clinica di Catania e mentre su un'ambulanza stava per essere trasportata a Ragusa: «La morte di Nicole mi ha scosso e ancora oggi ricordo con commozione quanto accaduto, ma il modo migliore per ricordare un evento del genere è fare qualcosa». Il ministro ha aggiunto: «A seguito di questa morte abbiamo fatto un gruppo di lavoro con le maggiori società scientifiche italiane e con tutti coloro che si occupano della rete delle nascite; una task force ha ispezionato ospedali e il risultato di questo lavoro è confluito nelle linee guida sulla pediatria che servono a dare sicurezza».