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martedì 8 dicembre 2015

Politica da ragazzini. Tu non mi difendi nei miei errori, ed io passo con i tuoi avversari

IL FATTO QUOTIDIANO





























Sono passati pochi giorni dalla revoca degli arresti domiciliari e Francantonio Genovese ha già fatto la sua prima mossa. Passa a Forza Italia, d'accordo col neo coordinatore siciliano del partito Gianfranco Micciche: comincia così la riscossa politica dell'ex sindaco di Messina ed ex deputato Pd. "Oggi, con l'on. Mariella Gullo e Franco Rinaldi - fa sapere - ho incontrato il commissario regionale di Forza Italia on. Gianfranco Micciché. Raggiunta l'intesa su un percorso comune, abbiamo manifestato l'intenzione di aderire ai gruppi parlamentari di Forza Italia". Una mossa che potrebbe risultare decisiva per gli equilibri politici della Sicilia perché Genovese, imputato per truffa e frode fiscale nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Messina sui 'corsi d'oro' della formazione professionale in Sicilia, è chiamato "mister 20 mila preferenze".
E non sono numeri buttati lì a caso.
ERA SOLO IL 2012 quando Genovese risultò essere il più votato in Italia fra i candidati democratici alle primarie per le Politiche. Ventimila preferenze dunque che facevano evidentemente gola e che non potevano andare sprecate, specie se nelle mani di un deputato che per diciannove mesi, tra carcere e domiciliari, ha avuto il tempo di metabolizzare il tradimento operato a sue spese dal suo stesso partito che a maggio dell'anno scorso, alla Camera, diede il via libera al suo arresto. Già ad agosto Francantonio Genovese, proprio dalle pagine del Fatto, alla vigilia del suo passaggio ai domiciliari aveva sferrato il suo primo attacco al premier Renzi definendolo un "bullo" e ancora "un personaggio piccolo piccolo che pensa di essere diventato grande". E ora, dunque, il suo passaggio alla corte berlusconiana non può non suonare come una sfida. Con lui, dall'altra parte della barricata politica, passano la fedelissima Maria Tindara Gullo, il cognato Franco Rinaldi, deputato all'Ars e anche lui coinvolto nello scandalo dei corsi di formazione, e ben dieci consiglieri comunali di Messina. Un gruppo o, se vogliamo, un intero pacchetto di voti che l'ex deputato Pd è riuscito a compattare e spostare in blocco. "Stiamo cercando di trovare un accordo - dichiara alle agenzie Rinaldi - I motivi sono tanti li spiegheremo in seguito". I motivi saranno certamente tanti ma uno si può considerare sicuro: è evidente che lo sgarbo subito da parte di Matteo Renzi, che sacrificò Francantonio Genovese alla vigilia delle elezioni europee del 2014 resta quello principale. Sacrificio che si rese palese quando ad agosto lo stesso Renzi con i voti in aula del partito salvò il deputato Ncd Antonio Azzollini per evitare le ripercussioni dell'alleato Alfano.
GENOVESE esce certamente rinvigorito dall'esperienza dietro le sbarre, anche se la sua vicenda giudiziaria non si è ancora conclusa. In questo momento è costretto all'obbligo di dimora a Messina, obbligo che non gli permette di lasciare la città per riprendere il proprio posto in Parlamento, dal quale però ancora arriva puntuale l'assegno per l'indennità parlamentare. Il Partito democratico commenta la vicenda tramite il segretario regionale Fausto Raciti: "È una decisione che era nell'aria e che non ci sorprende. Certo se il centrodestra intende iniziare la propria 'ricostruzione' in questo modo, direi che non è buon inizio". Il salto era nell'aria e non dovrebbe stupire nemmeno più di tanto dato che la storia politica dell'intera famiglia Genovese - dal padre al nonno - è legata alla Democrazia cristiana. Cosa succederà ora m Sicilia è piuttosto prevedibile, il peso del bagaglio di voti che Genovese è in grado di portare a casa darà linfa vitale ad un partito, Forza Italia, che fino a ieri risultava essere, nei numeri, moribondo.

Renato Brunetta già festeggia e avverte Renzi: "Smottamento irreversibile, Renzi ha mollato i territori e ormai nessuno gli crede più".