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domenica 6 dicembre 2015

L'uomo distrugge l'ambiente in cui vive. Stiamo devastando con cemento ed asfalto l'intero pianeta

In Europa si perdono, ogni ora, undici ettari di terreno e l'Italia - dice l'Ispra - contribuisce per circa 1 /5 a questo consumo, con la perdita irreversibile di 6-7 metri quadrati al secondo. 
Il 33% dei suoli a livello mondiale è degradato, afferma l'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale, e ci vogliono fino a 1.000 anni perché 2-3 centimetri di suolo possano riformarsi. Il suolo in tutto il mondo è dunque in pericolo, ma il suo deterioramento non è irreversibile. 
Servono una gestione sostenibile e tecnologie appropriate, dice la Fao. Uno spiraglio di ottimismo che arriva dall'Organizzazione per l'alimentazione e l'Agricoltura dell'Onu in occasione della Giornata mondiale del suolo, che si è celebrata oggi e che chiude l'Anno intemazionale che l'Onu ha dedicato a questo elemento essenziale «per produrre colture ricche di nutrienti, pulire decine di migliaia di chilometri cubi di acqua ogni anno. 
Monte Genuardo
Serbatoi di carbonio, i suoli aiutano a regolare le emissioni di anidride carbonica e altri gas serra, e sono quindi fondamentali per regolare il clima». 
In Italia, spiega il Wwf, sono urbanizzati 10 chilometri di costa all'anno e sotto assedio sono anche i parchi. 
Se la conversione urbana e il consumo del suolo continuano ai ritmi che abbiamo seguito per 50 anni, rischiamo di avere altri mille km quadrati di territorio urbanizzato nel prossimo decennio, pari alla sparizione dell'intero Agro Pontino. 
Le nostre città «saranno messe sotto pressione dal riscaldamento globale anche per come sono pianificate e costruite», sottolinea l'associazione del Panda spiegando che oggi la superficie urbanizzata pro capite è di circa 350 mq per abitante e che gli insediamenti urbani sono le aree a maggior rischio. 

Il destino del terreno "divorato" da crescita demografica, industrializzazione e cambiamento climatico può cambiare «se i Paesi si impegnano a promuovere pratiche di gestione sostenibile e uso di tecnologie appropriate», assicura un nuovo rapporto elaborato dal Gruppo Tecnico Intergovernativo della Fao. Una gestione sostenibile, ha rilevato il segretario generale dell'Onu, Ban-ki Moon, in un messaggio, deve essere «ancorata a una buona governance e ad investimenti mirati».