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giovedì 5 novembre 2015

Vatileaks: E ... se dobbiamo pure dubitare dai santi che ...... ci vengono proposti dal Vaticano !!!

Francesca Chaouqui e l’informatico Corrado Lanino, suo marito, sarebbero entrambi indagati, a Terni, con ipotesi di reato di estorsione e intrusione in archivi informatici.
Grazie alla circostanza  della loro conoscenza di parecchie informazioni riservate in Vaticano e alla posizione -del marito- di gestore della rete informatica di sicurezza di terzo livello del Vaticano, sarebbero stati in grado di ottenere benefici ed utilità, su cui ora i magistrati stanno cercando di fare luce. 
Ne parlano oggi i giornali.
La coppia si sarebbe occupata di attività di pressione, di informazione, illecita secondo i magistrati, riguardante incredibilmente le cause di postulazione dei santi. 
Grazie all’accesso ai documenti delle attività, non certo chiare e limpide, dei postulatori, di quei soggetti che promuovono le cause di beatificazione, la Chaouqui e il marito avevano la possibilità di inserirsi nelle dinamiche come cunei.
Cosi si legge sul Corriere della Sera
Una vera e propria «rete» che potrebbe aver agito in diverse situazioni e per raggiungere svariati obiettivi. Uno riguarda certamente i conti dello Ior. Le verifiche effettuate negli ultimi tre anni accreditano l’ipotesi che siano oltre cento i depositi intestati ai «laici» la cui identità è celata con intestazioni cifrate. Tra loro ci sono alcuni che più di altri potrebbero aver attirato l’attenzione di chi voleva creare un nuovo scandalo nella Chiesa. Appartengono infatti ad avvocati «postulatori», cioè coloro che istruiscono le cause di canonizzazione e beatificazione. Un lavoro che può durare anni, ed è inevitabilmente segnato dalla capacità di rendere più celere la procedura. Tra i documenti trafugati ci sarebbero proprio quelli che parlano di soldi versati per «pilotare» i fascicoli. Vere e proprie tangenti transitate su quei conti finiti adesso al centro dell’attenzione. Non solo. Le carte ricostruiscono anche i rapporti con i religiosi che hanno il compito di gestire le pratiche, quelle con gli esperti medici chiamati a fornire il loro parere — talvolta decisivo — sui casi esaminati. E adesso si sta cercando di scoprire come siano state utilizzate, quale percorso abbiano fatto in un quadro illecito che non appare ancora ben delineato. Perché sono centinaia i documenti trafugati ma soltanto una minima parte è stata resa pubblica.