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giovedì 12 novembre 2015

Ragionare, Capire e Decidere ............... di Ipazia 12.11.2015

I pitagorici dei "numeri" non avevano una concezione astratta e separata dalla realtà fisica. Matematica e geometria venivano da loro rappresentate da "insiemi" di sassolini; per essi il numero veniva visto come "figura fisica", figura che occupava spazio -una massa-. Per essi, e quindi per quella fase della storia dell'umanità, era del tutto naturale il passaggio dal numero alle cose.

La Filosofia 11
Passaggio dal numero alle cose
I pitagorici coltivavano come pensiero fondamentale l'antitesi illimitato/limitante. L'illimitato era per loro una sorta di vuoto circondante il tutto, e si raffiguravano l'universo come derivante da una specie di "inspirazione" di questo vuoto da parte di un "uno". L'illimitato vuoto, inspirato nell'uno, era inteso come causa della distinzione delle cose e degli stessi numeri.
Numeri e cose sono dai pitagorici pensati come definiti dal punto di vista spaziale, sono posti sul medesimo piano.

Da qui sortisce il sistema:
-l'uno è il punto,
-il due è la linea
-il tre la superficie
-il quattro il solido.

Il concetto di cosmo
L'universo è quindi interamente dominato dai numeri: gli elementi contrastanti sono pacificati nell'armonia fondata sul numero; ciò sia nella sua totalità che in ciascuna delle single cose in esse contenute.

Il numero che diventa principio di ordine, armonia, verità, divino
Il logos filosofico ha ormai compiuto i passi decisivi: il mondo non è più sotto il dominio di forze oscure, campo di misteriose e indecifrabili potenze è diventato ordine, risulta trasparente allo spirito.  
L'ordine ormai richiama il numero ed il numero richiama significa razionalità, conoscibilità, permeabilità al pensiero dell'uomo. Il numero non accetta menzogna. Menzogna e inadeguatezza sono proprie dell'indeterminato, dell'irrazionale. La padronanza del numero significa, dunque, dominio della razionalità e della verità.

Se si considera quanto finora riportato -cioè che tutto l'universo è armonia e numero, e che la musica stessa è armonia e numero- non sembrerà stupefacente che i Pitagorici pensassero che i cieli, ruotando secondo numero e armonia, producano bellissimi concerti, una celeste musica di sfere, da noi non percepiti per la limitatezza dei nostri sensi.