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mercoledì 18 novembre 2015

Lavoratori forestali. I problemi di sempre

GIORNALE DI SICILIA
Gli scontri politici costringono Crocetta a rinviare la riunione in cui la giunta avrebbe dovuto individuare nuove risorse per i forestali. E ora, di fronte alla prospettiva di una sospensione dal lavoro, gli stagionali sono pronti a una nuova ondata di proteste.
Il primo sciopero scatterà oggi, proclamato dall'Ugl. La tensione sale di ora in ora. Il sindacato ha fissato per le 11 sotto Palazzo d'Orléans l'appuntamento per dare il via alla protesta: «La sospensione dei lavoratori - si legge nella nota dell'Ugl - impedirà di completare le giornate previste. Anche per il servizio antincendio». Il problema è che gli scaglioni chiamati a svolgere 78, 101 e 151 giornate devono svolgere il servizio entro fine dicembre e ogni giorno perso non potrà quindi essere recuperato. È un problema che si era già posto tre settimane fa, quando la giunta fu costretta a una manovra di bilancio d'urgenza all'Ars per recuperare 16 milioni: soldi finiti adesso.
Da oggi quindi non ci sarebbe come pagare i forestali. Antonello Cracolici, neo assessore all'Agricoltura, aveva previsto di portare in giunta ieri una manovrina per dirottare sui forestali le ultime risorse disponibili in bilancio. Sarebbe stata una anticipazione degli 89 milioni resi disponibili da una delibera del Cipe, che tarda a divenire esecutiva. La giunta ieri non si è riunita e dunque l'anticipazione non è avvenuta. Tutto rinviato a oggi. E non a caso Cracolici fa un appello ai forestali: «Stiamo lavorando nella giusta direzione». Ma potrebbe presentarsi un altro problema.
Nei piani dell'assessore all'Economia, Alessandro Baccei, tutte le risorse ancora spendibili del bilancio da qui a fine anno devono essere utilizzate per cofinanziare i fondi europei: pena la restituzione a Bruxelles dei soldi rimasti nei cassetti. Il meccanismo prevede che la Regione anticipi tutti i contributi comunitari e riceva il rimborso da Bruxelles dopo la certificazione della spesa. Dunque ci sarebbero margini strettissimi per i forestali. E infatti anche la Uil ha mostrato con Claudio Barone la propria preoccupazione: «Siamo punto e a capo. Già da oggi non sarà più possibile pagare i 24 mila forestali. 116 milioni reperiti dall'Ars sono finiti e la Regione adesso deve anticipare la delibera del Cipe, altrimenti la tensione sociale sarà insostenibile». Il rischio è che si vada a nuovi scontri di piazza e blocchi stradali. E che si vada anche a uno scontro fra categoria «affamate». L'Ance, l'associazione dei costruttori, ha protestato contro la concessione ai forestali di risorse che servivano per appalti pubblici. Ma per Barone «i forestali non tolgono nulla ai lavoratori edili. L'Ance sa benissimo che ci sono quattro miliardi destinati ad opere subito appaltabili e cantierabili, però bloccati, che potrebbero dare ossigeno a lavoratori e imprese. Non serve aprire una guerra fra poveri, occorre far partire i cantieri».