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domenica 22 novembre 2015

La verità. Non lasciarsi riempire di sè

Ieri sera ho assistito all'interessante e dotto incontro di specialisti ed archeologi che nella sala consiliare del Comune hanno contribuito degnamente a celebrare il ventennio dell'Antiquarium di Entella. 
Non è di questo che, perora in questa sede, voglio parlare.

Quasi tutti gli intervenuti hanno evidenziato la ristrettezza degli spazi, l'inadeguatezza del locale che attualmente ospita i reperti provenienti da Entella. 
Si tratta in effetti di un luogo comune, di una circostanza nota da sempre, sin dalle origini tanto è vero che il prof. Nenci, il grande uomo di cultura a cui l'Antiquarium è dedicato, con una nota lo segnalò al sindaco Piero Cuccia. 

Piero Cuccia riuscì a trovare il finanziamento per realizzare un edificio progettato, sin dall'ideazione, per idoneamente ospitare l'Antiquarium. 
Il progetto che con esso fu eseguito ottenne l'assenso ed il parere favorevole del prof. Nenci, prevedeva di ospitare in quell'edificio (da realizzare in via Nicolò Barbato) oltre all'Antiquarium, in un area separata un ulteriore museo per tutti i reperti significativi della tradizione arbëresh.

Finanziamento e progetto suscitarono l'avversione dell'allora minoranza consiliare, dei precedenti e dei successivi amministratori della gestione di Piero Cuccia. Addirittura contro il finanziamento disponibile ed il progetto redatto e poi pagato al progettista i "ciechi" di allora promossero una raccolta di firme. 

Il Sindaco Parrino  che di questa avversione all'iniziativa deve saperne più di qualcosa avendo egli vestito i panni del paladino, avrebbe fatto molto meglio ieri sera di citare chi furono i sindaci, che a suo dire, favorirono il processo e lo sviluppo dell'Antiquarium piuttosto che quelli che lo hanno voluto e lasciato negli scantinati.

Egli sa, avrebbe potuto se lo avesse voluto, ricordare che pur di non realizzare un progetto fatto finanziare da Piero Cuccia, avallato dalla maggioranza del Consiglio Comunale, ammesso con adeguamenti tecnici dagli organi dell'Amministrazione statale e regionale  (Provveditorato e Genio Civile), gli amministratori che seguirono nel mandato successivo, a cui competeva solamente ed esclusivamente l'espletamento della gara di appalto, decisero  di pagare le competenze al progettista e di far perdere il finanziamento.

Conclusione
La verità dei fatti non è quella di chi momentaneamente siede sulla poltroncina. 
No, quando si è in difficoltà davanti alla realtà e non si vuole elogiare l'opera degli avversari politici è preferibile restare in silenzio piuttosto che attribuire meriti a chi non li possiede, avendo preferito perdere i finanziamenti per l'Antiquarium piuttosto che portare avanti la gara di appalto di un'opera sviluppatasi e progettata con la gestione di Piero Cuccia.

Questo episodio bisognava ricordare ieri sera quando i convegnisti, l'uno dopo l'altro, ripetevano testualmente "l'Antiquarium è chiuso nelle dimensioni attuali mentre i reperti giacciono altrove".

Amare sempre la verità; pure se ci dispiace. E' lo spirito di questo post. 
Nessun altro sentimento ci ha spinto a puntualizzare i fatti.