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martedì 10 novembre 2015

La riflessione di Gjovalin ... 10.11.2015

Riflessione e condivisione 
sul discorso del Papa a Firenze

Quando la religione, come la scienza, come il diritto, come la politica, spinge verso l’alto le sue teorie immaginando di poter raggiungere la sua finalità, sbaglia. 

Il fine della religione non è comprendere Dio ma portare in salvo l’uomo.

I precetti religiosi quando credono di potersi fondare sulla idea di Dio sono pura astrazione. Dio nessuno l’ha mai visto, si legge sul Vangelo di Giovanni, e la sua idea, per quanto alta e sublime, va maneggiata con cura per non incorrere nel rischio di nominarlo invano.
Nella cultura corrente i principi, i valori, le idee, tendono ad innalzarsi e mai a piegarsi verso il basso. 
Le idee della mente, quelle che nascono dentro la psiche, se non vengono tenute a bada dal pragmatismo della coscienza, conducono molto spesso fuori strada, all’assurdo ed alla negazione della realtà. 

La morale non è uniformarsi all'idea astratta di Dio. La morale è confrontarsi con il bene e con il male che sono sulla terra.
Il punto di riferimento per l’uomo non è il cielo ma la terra. Nella terra esistono i malati, i perdenti, i falliti, gli afflitti. L’azione dello spirito che è nei cieli, va rivolta sulla terra dove sta il dolore.

La città dei cieli esiste eccome, essa non è affatto un luogo inventato, un isola che non c’è, una metafora andata a male, una allegoria inconcludente e sopportabile solo in quanto chimera innocua e futile.

La città dei cieli è il sapere più bello, più grande, più giusto che ci sia. Ma per avere senso essa deve scendere dai suoi spazi perfetti e deve contaminarsi con i luoghi reali ed imperfetti che stanno sulla terra. 
Ecco perchè condividiamo il discorso di Papa Francesco di oggi a Firenze.