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giovedì 12 novembre 2015

Crocetta Quater. Cracolici si occuperà di agricoltura

Da L'Informatore
Agrario














E’ stato finalmente varato il quarto Governo Crocetta, quello a più alta connotazione politica, che nelle intenzioni del governatore dovrebbe restare in carica fino alla fine della Legislatura. Si è trattato di un parto travagliato e ricco di colpi di scena, tant'è che ancora manca il nome da inserire nella casella che riguarda l'Assessorato alle autonomie locali. Nel nuovo esecutivo oltre al Pd, maggiore «azionista» del Governo con sei assessori, e alla new entry Ncd con un solo esponente esterno, è presente l'Udc con due assessori e con un assessore ciascuno il movimento che fa capo al presidente Crocetta e il Pdr. La delega per l'Assessorato all'agricoltura è stata affidata al presidente del gruppo Pd all'Assemblea regionale siciliana, Antonello Cracolici. Politico di lungo corso con ben quattro Legislature regionali alle spalle, il neoassessore prende il posto di Rosaria Barresi che nella prima riunione di Giunta è stata rinominata dirigente generale dell'Assessorato all'agricoltura, posto che ricopriva prima della breve parentesi alla guida dello stesso Assessorato.
Cracolici, palermitano, 53 anni, laureato in economia e management, dipendente Inps, è il quarto assessore all'agricoltura della sedicesima Legislatura, quella dell'era Crocetta, che proprio in questi giorni ha superato il terzo anno. Una Legislatura tormentata che prima di quest'ultimo rimpasto ha visto passare, come meteore, ben 41 assessori. A Cracolici spetta ora il difficile compito di traghettare il settore primario dalla vecchia alla nuova programmazione comunitaria. A pochi giorni dalla definitiva conclusione del Psr 2007-2013 resta infatti ancora incerto il destino delle aziende che hanno tuttora in corso misure a investimento e che rischiano, per colpe non loro, di non potere rispettare i termini per la presentazione della rendicontazione necessaria per l'effettuazione dei pagamenti, da parte dell'ente pagatore, entro il 31 dicembre 2015. Si tratta di una problema che riguarda una fetta consistente di finanziamenti comunitari, pari a oltre 100 milioni di euro, che se non affrontato e risolto in modo chiaro rischia di far saltare parecchie aziende. Il pericolo che corrono è infatti quello di dover restituire per intero, le somme ricevute a titol di acconto. Il nuovo Psr 2014-2020, che potrebbe dare una iniezione di liquidità all'intero settore, ritarda ancora a essere approvato in via definitiva da parte di Bruxelles, allargando il divario esistente con le altre Regioni italiane ed europee.